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Diana: «Con l'Entella dobbiamo dare spettacolo in campo e sugli spalti. Il nostro pubblico ci darà una spinta in più»

«Ci attende una settimana importante, forse decisiva: comunque vada a finire, resteranno ancora sette partite. Vietato esaltarsi o abbattersi, solo la matematica dirà quando è finita. Zamparo? Grande giocatore ma gli renderemo la vita difficile»

10.03.2023 17:00

Testa alta e concentrazione al massimo: è questo che chiede mister Aimo Diana ai suoi ragazzi alla vigilia del big match con l’Entella. Ma c’è anche un altro importante messaggio che il tecnico granata lancia alla squadra e all’ambiente: nessuno deve cantare vittoria in caso di risultato positivo o disperarsi se dovesse essere negativo.

«Ora sto bene, ma forse avrei dovuto saltare la trasferta di Pesaro invece non ho mollato e ne ho pagato conseguenze – sottolinea il tecnico granata ricordando la difficile settimana appena trascorsa – Per quanto riguarda la squadra Muroni sarà ancora indisponibile per questa settimana, il resto del gruppo invece è recuperato: chi più e chi meno, stanno ritrovando tutti la condizione».

Negli ultimi giorni si è avvertita la tensione per la prossima delicata sfida?
«Abbiamo sentito il primo caldo però andata bene e ci siamo allenati a Cavazzoli con qualche problemino, però è stato fatto quello che si doveva. Ora la mia richiesta è di stringere i denti su qualsiasi cosa: ci attende una settimana importante e fatico a pensare solo all’Entella e l’ho detto ai ragazzi. Il calcio è molto semplice, ogni volta bisogna dare delle risposte e dopo la gara di domani ce ne sarà una nuova martedì e poi ancora un'altra sabato. Questa sarà una settimana importante e forse decisiva quindi ci concentriamo sul primo impegno: conosciamo l’importanza dell’avversario che è di livello molto alto e in grandissima condizione fisica e mentale. Mi aspetto una bella partita, specialmente per tutti quelli che verranno a vederci».

Le due squadre se la giocheranno alla pari?
«I numeri dicono che si affrontano due squadre dello stesso livello anche come punti fatti nel girone di ritorno. Resto convinto che ci sarà bagarre fino alla fine e i turni infrasettimanali mettono davanti impegni complicati, quindi basta abbassare un poco la concentrazione per avere delle difficoltà. Noi abbiamo picchiato forte sull’aspetto mentale e sul tenere duro: comunque vada, sappiamo che ce un’altra gara dopo tre giorni. Domani in palio avremo tre, uno o zero punti ma dovremo cercare di portare a casa il massimo».

Quali similitudini o differenze ci sono rispetto alla gara col Cesena?
«Sono entrambe gare di cartello, specialmente per la piazza. Similitudini tra le partite ne vedo poche: le due squadre hanno punti di forza diversi. Noi dovremo cercare di provare a difenderci bene e attaccare ancora meglio».

Ci sono degli insegnamenti che avete colto dalla trasferta del “Manuzzi”?
«Ci portiamo dietro la concentrazione e la voglia di fare un’impresa e cercare di portare a casa qualcosa, che sia un punto o tre punti. Dobbiamo cercare di mantenere il distacco che abbiamo in classifica, ma se così non fosse avremo comunque altre sette partite per raggiungere il nostro obiettivo».

Di fronte ritroverà un certo Luca Zamparo…
«Ho un ottimo rapporto con lui. È un grande giocatore e lo sta dimostrando, ma sono sicuro che anche lui sentirà la partita e giocare qui non sarà facilissimo. Noi faremo in modo di rendergli la vita molto complicata».

Quali sono i punti di forza dell’Entella?
«Loro hanno grande fisicità nei 95 minuti come noi, li conosciamo tutti bene. Per me sono alla nostra altezza e i numeri lo confermano. Abbiamo grande rispetto perché hanno fatto uno step in avanti rispetto all’anno scorso».

Anche la sua Reggiana ha fatto un step in avanti: quando non riesce a vincere, ora pensa anche a non perdere…
«La squadra ha consapevolezza, sa quando alzare o abbassare ritmi e credo che a Pesaro dopo un inizio dove loro hanno cercato di prenderci forte noi ci siamo compattati per 10-15 minuti avendo la sensazione che trovando la giocata giusta avremmo potuto vincere. Alla lunga la squadra avversaria si stanca molto e ci lascia qualcosa sotto il profilo fisico dove noi riusciamo a mantenere un ritmo alto. Sembra che partita la controlliamo perché siamo corti e stretti, forti in ripartenza. Poi ci sono alcuni giocatori che ci danno quel quid in più per chiudere la partita».

Ha già deciso quale formazione schierare?
«Ogni volta schieriamo i giocatori che ci sembrano giusti, non faccio calcoli pensando alle gare che vengono dopo. Ancora non ho deciso, sceglierò chi ci darà maggiori garanzie. Questa è una partita di cartello ma noi le affrontiamo tutte nella stessa identica maniera, sia che di fronte ci siano Cesena, Entella o Vis Pesaro».

I suoi dubbi da cosa derivano?
«Ho qualche dubbio su questa gara non perché ci siano problemi particolari ma perché io ragiono sugli equilibri e sulle cose da fare. Un paio di situazioni le valuterò domattina ma non prevedo nessuno stravolgimento: parliamo di uno o due giocatori, qualcuno con un mezzo fastidio da valutare. Non cambierò molto dalla solita Reggiana».

Domani avrà bisogno di giocatori esperti o di giocatori con maggiori capacità atletiche?
«Per questa gara vanno bene tutti i giocatori a disposizione. Hanno corsa, esperienza e capacità tecniche e sono grandi persone. Dovremo avere una bella concentrazione e un buon approccio oltre a grande rispetto per l’avversario che avremo di fronte».

Nelle ultime partite hanno segnato diversi difensori, l’attacco invece è parso un po’ sottotono…
«Possiamo dire che quest’anno abbiamo tante armi per fare gol. Forse questo non è il migliore momento a livello numerico per gli attaccanti, ma per come si impegnano e aiutano in fase difensiva devo dire che stanno facendo bene, forse peccano di cinismo. Però se ci fanno tanti falli e prendiamo tante palle inattive è merito anche loro. Gli attaccanti hanno la fortuna di poter cambiare in qualsiasi momento il loro destino». 

Il recupero di Montalto come procede?
«Adriano l’ho riportato io con forza anche se forse l’iter di rientro da seguire era un po’ diverso. Ma in questo momento c’è poco da speculare e gestire, gli ho chiesto un grande sacrificio e vedo che si allena con continuità. Proseguendo così potrà proporsi nelle prossime gare anche per giocare dall’inizio. Bisogna fare in modo che si senta importante e i numeri dicono che lo è».

Se dovessero arrivare i tre punti qualcuno potrebbe pensare di avere già vinto il campionato…
«Non voglio sentire dire da nessuno che è quasi fatta. Comunque vada, mancheranno ancora altre sette partite molto ravvicinate. In questo campionato basta pochissimo per cambiare l’inerzia. Noi avremo comunque la concentrazione massima sul finale campionato e non voglio vedere nessuno contento o disperato domani sera: l’esperienza che abbiamo è toppo forte per farci pensare che questa gara possa essere decisiva. Finché non avremo la matematica dalla nostra parte nulla potrà essere considerato decisivo e su questo punto sono stato categorico con la squadra. Il chiacchiericcio che ho sentito mi dà fastidio: se si vince abbiamo messo un altro mattoncino, voglio sentire solo questo e sarà il mio mood fino alla fine. Una volta che pensiamo di avercela fatta inizia la nostra discesa, su questo sono stato chiaro…».

C’è grande attesa fra i tifosi: questo aspetto lo tiene in considerazione?
«Dopo aver allontanato la nostra gente in seguito alla sconfitta di Fiorenzuola siamo stati bravi a riportare i tifosi dalla nostra parte. La gara di Cesena è l’emblema di tutto, ora mi aspetto un aiuto ulteriore da parte loro. Il nostro pubblico ha capito quanto conta per noi, quanto ci sa dare. Quando loro sono sottotono anche noi lo siamo. Tutti insieme dobbiamo dare un bello spettacolo, sugli spalti e in campo. Io mi voglio godere l’atmosfera, sperando di portarla dalla nostra parte. Mi auguro che il pubblico sia numeroso e che faccia un bel casino. A noi non devono dimostrare nulla ma sappiamo che quando sentiamo il loro calore abbiamo un qualcosa in più».

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