foto Gianni Munarini
foto Gianni Munarini

La Reggiana impatta 1-1 al “Città del Tricolore” contro l’Avellino e mister Lorenzo Rubinacci analizza il pareggio con lucidità e autocritica, tra segnali incoraggianti e il dispiacere per un’occasione solo in parte sfruttata.


«È stato un mezzo risultato positivo – spiega l’allenatore granata – ma siamo amareggiati per i tre punti mancati. La cosa positiva è che siamo partiti bene, e ciò non era accaduto nelle precedenti partite. Ci dispiace non aver regalato la gioia piena ai nostri tifosi: i fischi a fine gara sono comprensibili. I ragazzi volevano dare continuità, ma alla fine è arrivata solo una mezza continuità».

Si muove la classifica, ma negli ultimi venti minuti è sembrato mancare un po’ di coraggio…
«Per come siamo partiti il messaggio era tutt’altro, ma fa tutto parte dello sport. Dopo aver avuto in mano il tema tattico della partita, non siamo riusciti a fare la gara che dovevamo. Speriamo che questa esperienza ci aiuti a migliorare».

Nell’ultima azione non è stata buttata la palla in area…
«Dalla panchina chiedevamo di mettere la palla dentro, ma più di questo non potevamo fare. Negli ultimi secondi si poteva crossare, ma il giocatore ha fatto un’altra scelta e va accettata».

Questa partita pensa che sia stata un’occasione mancata?
«Devo guardare lo scenario globale: mantenere questo cambiamento emotivo con consapevolezza e fiducia. Ho la responsabilità di vedere il quadro totale, che è quello di fare altri 19 punti, anche se magari ne basteranno meno. Ogni partita è un mattoncino e dobbiamo portare a casa tutto quello che possiamo».

È comunque un pareggio che dà fiducia per le trame di gioco e la pulizia tecnica vista soprattutto davanti?
«Sono d’accordo. Affrontavamo un Avellino alleggerito dal cambio allenatore, un po’ come noi col Mantova. Abbiamo fatto cose che nelle prime partite non avevamo fatto: siamo partiti benissimo e il salto di qualità c’è stato, ma solo per quei trenta minuti, ed è questo il mio grande rammarico. Il messaggio è passato, ora dobbiamo continuare a migliorarci e trovare equilibrio tra la grande fase difensiva e le geometrie viste all’inizio».

Portanova è tornato al gol: è questa la posizione in cui può trovare equilibrio?
«Manolo ha nelle corde entrambe le fasi e sa che deve farle. Deve solo essere un po’ più costante nell’aiutare quando la squadra non ha la palla, ma il percorso che sta facendo è quello giusto».

Novakovich forse è stato lasciato troppo solo in avanti?
«Sì, ma nei primi trenta minuti non è stato così, anzi. C’erano ottimi scambi e buone geometrie. Lui ha lottato come un leone e ha messo in difficoltà gli avversari, poi la partita è cambiata, come succede spesso».

Perché nella ripresa ha optato per i cambi di Rover e Portanova con Libutti e Mendicino?
«I giocatori erano sfiniti e la partita era su un equilibrio incredibile. Vedevo Rover vicino a me che era stanchissimo, quindi ho fatto quei cambi per bilanciare le forze. Ho tolto anche Charlys perché era ammonito e non poteva rischiare: in gare con tante palle vaganti non puoi permettertelo».

Fumagalli non poteva essere utile per le sue caratteristiche per questo tipo di partite?
«Si, è una seconda punta esplosiva che ha grandi qualità che ha fatto già vedere in campionato. Tuttavia la partita era questa e la sentivo così. Secondo me non c’erano i presupposti per mettere le tre punte. Il focus sull’Avellino si basava nelle sue doti di segnare in certe situazioni che si ripetono e il gol che abbiamo preso lo dimostra perfettamente. Inoltre ci sono stati dei controgiochi in cui i loro giocatori da fuori linea potevano mettere in difficoltà la difesa. Non potevamo quindi concedere spazi tra la linea difensiva e il centrocampo perché in quel caso l’Avellino poteva essere velenoso». 

Come sta Bozzolan e quali sono le condizioni di Gondo?
«Sono ottimista su Gondo, potrebbe essere disponibile già per la prossima gara. Bozzolan farà gli accertamenti domani: ha messo male il piede e avevo subito capito che sarebbe dovuto uscire. Speriamo non sia nulla di grave».

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