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Venturi: «Ho aspettato la chiamata della Reggiana. L'obiettivo è quello di disputare un campionato importante»

«Non faccio proclami, ma il sogno è tornare in B. Non vedo l'ora di allenarmi con mister Diana»

Gian Marco Regnani Gian Marco Regnani
08.07.2021 18:30

Giacomo Venturi si appresta ad iniziare la terza stagione consecutiva con la maglia granata: arrivato nel 2019 dal Ravenna, è stato protagonista tra i pali solo da gennaio 2020 in poi a causa di un brutto infortunio che lo ha tenuto a lungo lontano dal campo ma le sue parate sono state fondamentali per centrare la promozione in B un anno fa. Nel campionato cadetto, tra alti e bassi, non è riuscito con le sue parate a salvare la Reggiana da un epilogo molto amaro, ma ora ha la possibilità di riscattarsi sul campo assieme a vecchi e nuovi compagni.

Il rinnovo è arrivato a una decina di giorni dall’inizio del ritiro: ci sono stati degli intoppi nella trattativa con la Reggiana?
«La società all’inizio si è presa un po’ di tempo per riflettere, poi dopo l’arrivo del mister sono state fatte delle valutazioni e infine verso metà giugno il direttore mi ha chiamato dicendomi che la Reggiana era disposta a tenermi. Io ho risposto che ero disponibile a restare, quindi abbiamo trovato un accordo insieme».

Avevi delle altre proposte da prendere in considerazione?
«Non conoscendo i programmi della società, all’inizio non ero certo di restare così il mio procuratore ha fatto alcune chiacchiere con altre squadre ma non c’è mai stato nulla di concreto. Appena è arrivata la chiamata che aspettavo dalla Reggiana, ho riflettuto assieme a lui e alla mia famiglia e alla fine ho capito che la scelta migliore era quella di rinnovare».

Nell’ultima stagione in Serie B cos’è andato storto?
«Sapevamo fin dall’inizio che sarebbe stato un campionato difficile. Purtroppo non abbiamo dimostrato di essere all’altezza per poter centrare il traguardo della salvezza. Ci sono tante motivazioni alla base di questa retrocessione e ognuno di noi, dentro di sé, sa quello che ha dato e cosa poteva fare di più. Ora dobbiamo voltare pagina perché c’è tanta voglia di ricominciare, a partire dalla società e dai tifosi».

La tua è stata una stagione con alti e bassi, sei d'accordo?
«Sicuramente ho alternato delle buone prestazioni ad altre meno buone ma gli errori che ho commesso li porto sempre con me, assieme a tutti quelli fatti in 10 anni di carriera, per cercare di non ripeterli». 

Come hai vissuto la rivalità con Cerofolini?
«L’alternanza tra i pali non l’ho vissuta come una rivalità perché nel nostro ruolo non esistono staffette. Cerofolini ha guadagnato il posto da titolare con merito dopo il mio infortunio a inizio campionato e allo stesso modo io l’ho ritrovato dopo il suo infortunio con delle prestazioni positive che hanno convinto il mister ad andare avanti con me perché gli davo delle garanzie e non riteneva giusto tornare alla scelta iniziale. Noi ci siamo sempre allenati al massimo, poi alla fine era il mister a scegliere chi schierare».

Alvini ora non c’è più, ma ai campi di allenamento ritroverai il preparatore dei portieri Razzano…
«La sua conferma sicuramente mi fa piacere perché con lui mi sono sempre trovato bene e tra noi è nata una bella amicizia. Insieme daremo seguito al lavoro iniziato nel 2019: dopo il primo infortunio è stato molto paziente con me e si è fatto il “mazzo” per farmi tornare in forma e per questo gli devo davvero tanto. L’ho già sentito ed è molto carico per l’inizio del ritiro». 

Tornare a Carpineti per te sarà un problema dopo i due brutti infortuni degli ultimi anni?
«Non sono scaramantico, anzi sarà un piacere tornare a Carpineti. Gli infortuni sono cose che capitano, quindi non presterò alcun tipo di attenzione particolare e mi allenerò normalmente».

Hai già avuto modo di parlare con mister Diana?
«Non ancora, ma il direttore me ne ha parlato subito bene. Ho avuto modo di confrontarmi con degli amici che sono stati allenati da lui al Renate e anche da loro ho ricevuto ottimi riscontri: dicono che il suo metodo di lavoro e i suoi princìpi sono molto interessanti, quindi non vedo l’ora di vederlo all’opera. In ritiro saremo tutti motivati per iniziare al meglio il nuovo campionato».

Ti sei già confrontato con i compagni?
«Sì, ho scambiato due chiacchiere con alcuni di loro: sono tutti carichi per ricominciare. Smaltire una retrocessione è difficile, ma lo faremo partita dopo partita e il nostro percorso di crescita passa anche attraverso questa delusione. Chi ritroverò a Reggio sono sicuro che sarà motivato per fare una stagione positiva. Ho letto che all’inizio avremo una rosa ristretta, ma anche nel 2019 fu così: ci sarà tempo per diventare una squadra completa e noi “vecchi” aiuteremo i nuovi compagni ad inserirsi nel migliore dei modi».

Qual è l’obiettivo per la prossima stagione?
«Ricordo bene le parole pronunciate dai tifosi quando ci siamo congedati a fine stagione: chi rimane a Reggio deve essere motivato a fare un campionato importante. Mi aspetto quindi un campionato di alto livello da parte della Reggiana, una stagione in cui cercheremo sempre di restare nella parte alta della classifica. Vincere non è mai scontato, ma la volontà sarà sempre quella di scendere in campo per ottenere i tre punti. Fare dei proclami adesso è azzardato, ma posso dire che tornare in B è il nostro sogno».

Ti sei già fatto un’idea su quelle che potrebbero essere le principali avversarie della Reggiana?
«Se saranno nel nostro girone, sicuramente Pescara ed Entella avranno il nostro stesso desiderio di tornare in B. Il Modena sta facendo un mercato importante e si candida per la promozione diretta, poi metterei dentro la cerchia anche una squadra blasonata come il Cesena. Credo proprio che queste quattro squadre, assieme alla Reggiana, potranno contendersi la promozione». 

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