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LA FIGC pianifica una ripartenza a tre velocità: Serie C dopo A e B

La Federazione detta le linee da seguire con tanti controlli rigidi ai tesserati. Ghirelli: «Difficile la ripresa degli allenamenti già il 4 maggio. L'obiettivo è terminare sul campo la stagione»

Redazione TuttoReggiana
15.04.2020 22:00

La Federazione Italiana Giuoco Calcio in un comunicato diffuso oggi traccia la strada della ripresa del calcio nel nostro paese. Un percorso difficile e non senza ostacoli. La commissione medico scientifica della FIGC ha elaborato un protocollo che "... prevede una serie di prescrizioni e raccomandazioni per l’individuazione e la conservazione di un ‘gruppo squadra’ formato, oltre che dai calciatori, anche dallo staff tecnico, dai medici, dai fisioterapisti, dai magazzinieri e dal personale più a stretto contatto con i calciatori, che risulti completamente ‘negativo’". Nel dettaglio si " ... raccomanda il ritiro chiuso almeno per il primo periodo di allenamento (modello preparazione estiva), propedeutico alla piena ripresa dell’attività e con la sorveglianza del medico sociale e/o del medico di squadra. Il ritiro sarà preceduto da uno screening (72-96 ore prima di iniziare) a cui si dovrà sottoporre tutto il ‘gruppo squadra’. Tali indagini prevedono, oltre all’esecuzione del test molecolare rapido e del test sierologico (con la tipologia che sarà indicata dalle autorità competenti), un’anamnesi accurata, una visita clinica (valutazione degli eventuali sintomi e misurazione della temperatura corporea) ed esami strumentali e del sangue".

Una ripresa graduale a partire dai club del massimo campionato: "... per facilitare l’espletamento di tutte le procedure di screening e favorire una migliore organizzazione logistica, si prende in considerazione la possibilità di consigliare una ripartenza a tre velocità: priorità alla Serie A, per poi proseguire con Serie B e Serie C". Ma non è tutto: "Il luogo per l’allenamento deve essere ovviamente sanificato (intendendo per luogo sia il Centro Sportivo sia le palestre, gli spogliatoi e gli alberghi qualora i club non abbiano una propria sede per il ritiro). Il protocollo poi si incentrerà nella gestione del ritiro con attenzioni specifiche alle varie attività di allenamento e sull’organizzazione per l’impiego delle diverse strutture, compresa la sala medica e fisioterapica". 

Un protocollo rigido e non certamente facile da seguire, a maggior ragione per i tanti club di terza serie già colpiti duramente a livello economico dallo stop forzato dei campionati. Proprio oggi la Lega Pro ha confermato lo sospensione delle competizioni fino al 3 maggio in ottemperanza del DPCM del 10 aprile scorso.  «L'impegno della Serie C sarà comunque volto a terminare sul campo la stagione in corso - ha ribadito il presidente Francesco Ghirelli a Radio Selene - I club di C, salvo rarissime eccezioni, non possiedono centri sportivi di proprietà o strutture esclusive per lavorare. Ritenere che il 4 maggio le nostre squadre possano riprendere ad allenarsi mi sembra davvero improbabile. la nostra Lega nella scala gerarchica dipende da Coni e Figc. Quando il consiglio federale si esprimerà, io potrò solo obbedire, pur mostrando il contesto in cui operiamo».

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