Mentre in casa Reggiana iniziano le riflessioni sul futuro e sul possibile nuovo assetto tecnico, tra i nomi che potrebbero essere valutati anche per la panchina della prima squadra resta quello di Andrea Costa. Dopo l’eliminazione al primo turno dei playoff di Primavera 2, il club granata ha pubblicato sui propri canali una lunga video-intervista al tecnico classe 1986, protagonista della grande rimonta compiuta dai giovani granata nella seconda parte di stagione.

Costa ha raccontato le emozioni legate al ritorno a Reggio: «Quando mi è stato proposto il rientro l’ho accettato con molta gioia. Avevo voglia di tornare, di rimettermi in gioco. La chiamata della Reggiana l’ho presa al volo». L’allenatore ha poi spiegato le difficoltà incontrate nei primi mesi del suo lavoro, con una squadra reduce da un periodo complicato soprattutto sotto il profilo mentale: «La situazione non era delle migliori. Quando i risultati non arrivano perdi certezze e fiducia. Pian piano abbiamo lavorato soprattutto sull’aspetto psicologico e siamo riusciti a costruire qualcosa di veramente bello». Secondo Costa, la vera forza della Primavera granata è stata la capacità di creare un gruppo unito nonostante le tante differenze interne: «Ho trovato ragazzi fantastici, molto diversi tra loro per cultura, provenienza e personalità. Però sentivo che, mettendoli insieme, potesse nascere qualcosa di importante». Nel corso dell’intervista il tecnico cita anche alcuni dei protagonisti della stagione, dal capitano reggiano Ferretti al francese Ledain, passando per Cavaliere, capocannoniere della squadra, sottolineando come l’identità costruita nel tempo abbia permesso alla Reggiana di cambiare passo nella seconda metà del campionato. Tra i momenti decisivi della rincorsa, Costa individua subito la prima partita della sua gestione contro quella che definisce «la squadra più forte del campionato», il pareggio interno con il Como (club che pare intenzionato ad affidargli la panchina della Primavera 1): «Già lì i ragazzi mi avevano dato un segnale enorme. Avevano capito che potevano giocarsela con tutti». Non manca anche il ricordo del momento più difficile, dopo la sconfitta di Chiavari contro l’Entella: «Lì abbiamo avuto davvero la sensazione di aver perso il treno playoff. È stato forse l’unico momento di vero scoramento, ma i ragazzi hanno reagito subito da squadra vera». In chiusura, il tecnico ha voluto dedicare un pensiero a tutte le persone che lavorano quotidianamente dietro le quinte del club: «Alla Reggiana ci sono tante persone che lavorano per il bene della Reggiana e per il piacere di farne parte. È stato un percorso intenso, non semplice, ma pian piano tutti ci siamo resi conto che stavamo costruendo qualcosa di bello e indimenticabile».

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