Doriano Tosi e Ivano Vacondio in ruoli chiave: inizia a prendere forma la nuova Reggiana
L’ex ds granata verso la guida dell’area tecnica, Marco Bernardi possibile uomo mercato. L'imprenditore di Masone destinato al ruolo di direttore generale, per la panchina valutazioni tra profili esperti ed emergenti come il reggiano Andrea Costa.

La nuova Reggiana inizia lentamente a prendere forma. Prima ancora degli annunci ufficiali, infatti, attorno al club granata si stanno delineando le figure che potrebbero guidare la ripartenza dopo la dolorosa retrocessione in Serie C. E, salvo sorprese dell'ultima ora, due nomi sembrano destinati a diventare centrali nel futuro societario: quelli di Doriano Tosi e Ivano Vacondio. L’ex direttore sportivo granata, classe 1953, è pronto a riprendere in mano l’area tecnica, forte dell’esperienza accumulata in decenni di calcio professionistico e di un legame mai realmente interrotto con l’ambiente reggiano e soprattutto con il patron Romano Amadei. In quest’ottica prende sempre più quota il profilo di Marco Bernardi, dirigente classe 1986 già conosciuto in città per il suo passato nel settore giovanile granata e attualmente sotto contratto con il Carpi. Nel suo percorso anche esperienze con Fiorenzuola, Correggese, Imolese, Sampolese e Scandianese. Potrebbe essere lui, di fatto, il direttore sportivo operativo chiamato a costruire la rosa della stagione 2026/27 sotto la supervisione dello stesso Tosi. Non bisogna però dimenticare Michele Malpeli, storico team manager granata già inserito nel quadro dell’area tecnica nella stagione appena conclusa. Per quanto riguarda Vacondio (classe 1951), invece, l’idea sarebbe quella di affidargli il ruolo di direttore generale, posizione che negli ultimi anni era stata ricoperta da Vittorio Cattani. Resta invece da capire se l’imprenditore residente a Masone entrerà anche all’interno della compagine societaria con una quota di minoranza, scenario che al momento non è ancora stato definito ma che resta sul tavolo.
Sul fronte allenatore, invece, è ancora presto per sbilanciarsi. Le valutazioni sono appena iniziate e l’azzeramento dell’area tecnica seguito alla retrocessione ha inevitabilmente riaperto tutte le porte, compresa quella che porta a Davide Dionigi, nome che continua a godere di grande stima all’interno dell’ambiente granata dopo la salvezza conquistata nella passata stagione, nonostante la separazione avvenuta a inizio febbraio abbia lasciato più di qualche strascico. Tra le voci circolate nelle ultime ore c’è anche quella legata a Luciano Foschi, tecnico 58enne che a Reggio Emilia prese le redini della panchina granata in Serie C2 dopo il fallimento del 2005. Da allora la sua carriera lo ha portato a ottenere risultati importanti soprattutto in Serie C, fino all’apice raggiunto con la storica promozione del Lecco in Serie B. Positivi anche i percorsi vissuti a Renate, dove si è distinto per organizzazione e valorizzazione del gruppo. Attenzione però a non escludere soluzioni differenti. Del resto fu proprio Doriano Tosi, nell’estate del 2021, a sorprendere gran parte dell’ambiente scegliendo un tecnico emergente come Aimo Diana (oggi senza squadra), scommessa rivelatasi vincente nonostante qualche frizione emersa nei due anni successivi tra l’allenatore bresciano e la dirigenza granata. Ed è anche per questo motivo che nelle riflessioni sul futuro può rientrare il nome di Andrea Costa. Il tecnico della Primavera granata ha disputato una stagione eccellente, attirando l’interesse di società importanti come il Como, pronto ad affidargli la panchina della Primavera 1. Un profilo giovane, moderno e ambizioso che potrebbe rappresentare una soluzione in linea con un progetto di ricostruzione, anche se la decisione finale spetterà inevitabilmente alla nuova area tecnica.
Per il momento, però, ogni discorso resta inevitabilmente subordinato agli annunci ufficiali. Prima servirà il classico nero su bianco, poi si entrerà concretamente nelle scelte operative che dovranno dare forma alla nuova Reggiana. Ripartire dopo una retrocessione è sempre una fase delicata, quindi affidarsi a figure di grande esperienza come Tosi e Vacondio può rappresentare un segnale importante di volontà di ricostruzione. Allo stesso tempo è naturale che, dopo una stagione chiusa con tanta amarezza, non manchino dubbi e scetticismo da parte della tifoseria, soprattutto tra chi si aspettava una svolta immediata anche a livello societario, scenario che non sembra imminente.


