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Spanò e la decisione che cambia tutto: «Una scelta maturata nel tempo. Resterò per sempre granata»

A settembre inizia la nuova avventura che lo porterà in Gran Bretagna, Cina e infine Stati Uniti. «Accoglierò a braccia aperte ciò che mi riserverà il destino»

Gian Marco Regnani
30.07.2020 19:00

Quando arrivò a Reggio nell'estate del 2014, Alessandro Spanò passò quasi inosservato. Tanti erano gli interrogativi e le perplessità su quella squadra costruita sulle ceneri della Pro Patria. A suon di prestazioni gli uomini di mister Colombo conquistarono il cuore del popolo granata e tra quegli undici in campo cominciò pian piano a ritagliarsi un ruolo sempre più importante anche il centrale classe '94 di Giussano. Sei stagioni con cucita la maglia granata addosso: tante le emozioni, positive e negative. I numeri: 187 presenze e 15 reti.

Indimenticabile il gol segnato all'Ascoli quel 17 maggio 2015 in un "Del Duca" infuocato che vide la Regia strappare il pass per la semifinale playoff. Il 26 febbraio 2016 la prima doppietta in maglia granata contro la FeralpiSalò. Nel primo anno della gestione Piazza il posto da titolare non è assicurato, l'ìmpegno però non viene a meno. Nel 2017/18 la squadra fatica ad ingranare poi riparte a gran velocità ma Ale è costretto ad alzare bandiera bianca sul più bello in quel terribile 1 aprile del 2018: lesione del crociato e stagione finita. La società precipita nel baratro ed è costretta a ripartire dalla Serie D, Spanò allora fa una scelta di vita e sposa nuovamente la causa granata. Da film il ritorno in campo dopo l'infortunio: la sua doppietta alla Pergolettese manda in estasi lo stadio. Con la fascia saldamente al braccio, dopo averla condivisa per una stagione con Rozzio, Alessandro riporta la Regia in Serie C ed è protagonista di una stagione del Centenario da applausi, nonostante il brutto spavento a novembre che fa temere una nuova rottura del crociato. Stoicamente torna in campo qualche settimana dopo e guida la difesa fino al trionfo dello scorso 22 luglio, condito dal gol vittoria in semifinale con il Novara. La cronaca delle ultime 24 ore è ben nota: l'annuncio shock dato ieri mattina scuote Reggio, ancora in estasi per il ritorno in B.

Alessandro a partire da settembre inizierà un percorso della durata di 20 mesi con un primo master in "International Business" alla Hult Business School, tra Londra e Shanghai, poi ne sosterrà un secondo in "Disruptive Innovation" a San Francisco. Ad un giorno di distanza dalla notizia che ha sconvolto il popolo granata abbiamo interpellato il nostro Capitano, perché le domande che frullano nella testa sono ancora tante e dalle sue risposte, brevi e concise, traspare tutta l'emozione e la tensione dell'ex numero 6 granata, conscio di avere appena preso una decisione che cambia la vita. Decisione che, da tifosi, accettiamo a malincuore. Svestendo questi panni però non possiamo fare altro che congratularci per la scelta coraggiosa, fatta a testa alta seguendo la testa e il cuore.
 

Alessandro, quando hai pensato per la prima volta di lasciare la Reggiana e il mondo del calcio?
«Non c'è un momento preciso, è stata una scelta maturata nel tempo. In ogni scambio di pensieri, in ogni lettura e soprattutto in ogni emozione che sentivo dentro di me».

Ti sei consultato con qualcuno prima di fare questo importante passo?
«Con la mia famiglia e le persone a me più vicine».

I problemi fisici degli ultimi anni hanno inciso in qualche modo sulla tua scelta?
«No. Hanno inciso solo nella scelta di non operarmi a novembre per poter stare vicino ai compagni e arrivare fino in fondo al loro fianco».

Alzare la coppa e festeggiare con i compagni e con i tifosi non ti ha fatto cambiare idea, neanche per un istante?
«No perché la mia è stata una scelta piena di consapevolezza. Festeggiare in campo e in piazza fanno parte di quei momenti che mi hanno riempito di gioia e che porterò sempre con me».

I tuoi compagni e il mister non hanno cercato di dissuaderti?
«In un primo momento sì, ma poi hanno capito che la scelta migliore per la mia vita potevo saperla solo io. Mi conoscono come persona, oltre che come giocatore, e hanno fiducia in me».

Raccontaci come hai vinto la borsa di studio e che cosa ti aspetta nei prossimi 20 mesi tra Cina, Inghilterra e Stati Uniti…
«Ho dovuto fare diversi colloqui con una commissione giudicante e dei test scritti e orali. A partire da settembre mi aspettano due master e spero un percorso di crescita personale importante».

Sarà un percorso che intraprenderai da solo o ci sarà qualcuno che conosci assieme a te?
«Non conosco nessuno ancora, ma dopo anni di spogliatoio non sarà difficile legare in fretta».

In poche parole, come descriveresti questi 6 anni di Reggiana?
«E' stata una fase bellissima della mia vita che porterò sempre dentro di me. Ci sono ricordi belli e altri meno belli, però anche i periodi più difficili mi hanno permesso di arrivare a questi traguardi».

Come e dove ti vedi tra 10 anni e invece dove pensi potrà essere la Reggiana?
«Mi auguro che la Reggiana possa essere il più in alto possibile. Sarò sempre granata e tiferò sempre per la squadra e la società. Dal punto di vista personale accoglierò a braccia aperte ciò che mi riserverà il destino».

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