Il punto di vista

La porta avversaria resta un miraggio, ma qualcosa si sta muovendo...

A Ferrara, nel secondo tempo, sono arrivati i primi segnali di ripresa: con il Vicenza la Regia riuscirà definitivamente a rialzare la testa?

Lorenzo Chierici
20.01.2021 12:00

Mazzocchi è fermo a quota 6 gol dallo scorso 15 dicembre © AC Reggiana

I numeri non parlano a favore della Reggiana: cinque k.o. consecutivi, nessun gol all'attivo dal 19 dicembre e una classifica che vede i ragazzi di Alvini occupare il terzultimo posto a +2 dal fanalino di coda Ascoli. Ma ciò che poteva essere fatto sul mercato finora è stato fatto e il secondo tempo contro la Spal è stato complessivamente positivo, considerando anche la qualità dell’avversario di turno dei granata.

COSA NON VA. Nella prima frazione di gioco, a Ferrara, i giocatori di Max Alvini hanno sbagliato tantissimi passaggi e tanti controlli, al contrario degli spallini e tali errori hanno portato a due conseguenze: lo schiacciamento della Reggiana nella propria metà campo, tanto da non calciare mai in porta, e l’assenza totale di rifornimenti alle punte. È altrettanto vero che con Rozzio, Radrezza e Fausto Rossi la Reggiana ha comunque trovato maggiore solidità e se di fronte non ci fossero stati giocatori del calibro di Paloschi, Floccari, Tomovic e Valoti, che ha letteralmente fatto la differenza fra le due squadre, la partita avrebbe potuto avere esiti diversi. Non tutti sono comunque la Spal e sabato pomeriggio alle ore 14 la Reggiana ospiterà il Vicenza, col quale avrà la possibilità di dimostrare realmente a che livello è attualmente la squadra granata.

COSA SI PUO’ FARE PER MIGLIORARE. Proprio sabato contro il Vicenza, l’attacco dovrà dimostrare qualcosa in piazza rispetto alla gara con la Spal. È ovvio, se la Reggiana avesse degli esterni di centrocampo del calibro di Sala e Strefezza la situazione dell’attacco granata sarebbe più rosea, ma anche Libutti e Lunetta sanno il fatto loro e possono essere entrambi se non decisivi almeno provare ad essere importanti. Perché per parlare dell’attacco sono partito dagli esterni? Il motivo è molto semplice: Ardemagni è un centravanti dotato di una stazza importante e il colpo di testa è tra i suoi punti di forza, ma i colpi di testa devono essere propiziati da cross dal fondo sia da destra che da sinistra, ecco perché sarebbe meglio che giocassero dall’inizio Lunetta e Libutti o Lunetta e Kirwan, i migliori granata in quel ruolo. In attacco vedrei volentieri Kargbo dal primo minuto al fianco di Ardemagni, con Mazzocchi pronto a subentrare in caso di difficoltà o di calo di uno dei due, ma nella ripresa. A centrocampo confermerei Radrezza dietro alle punte, libero di inventare, con Del Pinto in campo dal primo minuto nel ruolo di mezzala nel caso in cui Alvini decida di giocare con due mezzali e Fausto Rossi davanti alla difesa. Una struttura offensivo del genere consentirebbe l’attacco degli spazi da parte di Kargbo, ovunque essi vengano lasciati dagli avversari, e un’azione d’attacco forse più corale supportata dal gioco di sponda di Ardemagni che, a sua volta, se gli esterni riuscissero ad arrivare più spesso sul fondo e grazie ai tagli del sierraleonese, potrebbe davvero trovare spazi importanti per finalizzare la manovra. In questo contesto la fantasia di uno come Radrezza e le geometrie e i lanci da dietro di Fausto Rossi, saranno assolutamente decisivi. Se la Reggiana, a livello offensivo, riuscirà a giocare con dialoghi stretti nei pressi dei sedici metri, sfruttando talvolta le fasce a seconda della propensione offensiva di Lunetta e Libutti, potremmo assistere ad un match offensivo davvero interessante. Se così non fosse significa che servirà soltanto tempo per creare quell’amalgama necessaria per consentire a questa squadra, col nuovo organico a disposizione, di ricominciare a segnare, visto che il gol è ormai diventato un oggetto misterioso.

CERCASI GOL. Il motivo della penuria offensiva dei granata, in cerca del gol che manca da quasi 600 minuti? Non ce n’è uno solo. Senza Fausto Rossi la squadra ha fatto fatica a trovare soluzioni offensive, con Varone e Muratore che hanno sciupato tantissimi palloni. Là davanti Zamparo ha sempre fatto fatica dimostrando, che, almeno per ora, la B gli sta un po’ larga. Mazzocchi è un ottimo attaccante, ma così come può decidere una gara con un guizzo, può anche scomparire per un’intera partita senza trovare mai la fiammata per cambiare l’incontro. Per quanto riguarda i rincalzi, Voltan non ha mai inciso e Marchi ancora meno, tant’è che entrambi hanno fatto le valige per cercare maggiore spazio al Sudtirol. La presenza di Rozzio dietro, oltre a dar sicurezza al reparto, consente anche una ripartenza dell’azione con maggiore precisione e il capitano granata, è bene ricordarlo e sottolinearlo, è stato tra i grandi assenti degli ultimi due mesi. Insomma, con una settimana in più di tempo per cercare l’intesa dopo la sconfitta contro la Spal, il riscatto granata potrebbe essere proprio dietro l’angolo, così come l’arrivo di forze fresche dal mercato sulle fasce. O almeno questo è quello che ci auguriamo tutti quanti.

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