Rubinacci: «Brutta partita. I giocatori hanno dato tutto, ma la colpa è mia: chiediamo scusa ai tifosi»
«Südtirol in grande forma, abbiamo pagato la loro fisicità. Ho schierato la migliore formazione possibile: i cambi li sbaglia l’allenatore, i ragazzi non devono fare drammi. Ora si ritorna in sella con umiltà per affrontare la tappa a Venezia»

Al termine della netta sconfitta contro il Südtirol, mister Lorenzo Rubinacci analizza con grande franchezza la prestazione della sua Reggiana, assumendosi tutte le responsabilità e invitando a voltare subito pagina.
«È stata una brutta partita e bisogna chiedere scusa ai tifosi per questo pesante 4-0 subito in casa - sottolinea amareggiato il tecnico granata - Allo stesso tempo posso dire che, seppur in difficoltà, i giocatori hanno dato tutto, perciò la colpa è più mia che loro. Oggi affrontavamo un Südtirol che considero almeno da gennaio tra le tre squadre più in forma del campionato. Fisicamente loro sono al pari di Monza e Venezia e credo che oggi questo lo abbiamo pagato».
Ci sono state più difficoltà fisiche o è stata proprio una resa?
«Con questo forte ritmo che loro avevano o cercavi di giocare la gara mettendoli sotto, come abbiamo provato a fare nel secondo tempo, oppure cercavi comunque di non allungarti. Abbiamo preso il secondo gol solo all’83’, ma il vero peccato è aver preso il primo gol al 39'. È stato un bel gol, ma ci spiace perché potevamo stare in partita e chiudere il primo tempo sullo 0-0. Sapevamo che loro facevano questi impatti in cui la palla non rimbalza e va in profondità e da lì vengono a vedere come stai. Il nostro non è stato un calcio bello, ma ci siamo adattati al loro grande impeto».
Nel secondo tempo ha provato qualche soluzione ma forse la squadra si è un po’ smarrita?
«Quando cambi geometrie c’è il rischio che non ti riconosci. È da poco che siamo insieme, ma questa non deve essere una scusa. Sapevo che nella ripresa, con certi cambi, potevo rischiare, ma posso dire che fino all’83’ abbiamo quantomeno migliorato quello che si è visto nel primo tempo e questa è l’unica cosa leggermente positiva che mi porto a casa».
La Reggiana per la prima volta è andata sotto senza riuscire a recuperare, creando pochissime occasioni. La preoccupa?
«Le letture sono tante, ma so anche che le partite si possono vincere 2-1 o 1-0, perciò ogni gara è a sé. Se oggi la tenevamo in equilibrio, la potevamo vincere o perdere anche 1-0. Questa era l’idea di affrontare un avversario così. Sapevamo di affrontare una squadra che gioca un calcio sporco e pastoso e questa non è una critica verso mister Fabrizio Castori, che è un amico dal 1997. Devi provare a cambiare quando mancano 35 minuti e perdi 1-0. La differenza la fanno i giocatori, ma i cambi li sbaglia l’allenatore».
Come spiega i tanti infortuni che l’hanno portata a schierare praticamente la stessa formazione di La Spezia?
«Noi siamo questi e per me questa era la miglior formazione che potevo mettere, considerando la squalifica di Girma. Mi prendo tutte le responsabilità. Quando ci sono momenti brutti come questo è giusto che io stia in prima fila».
Come valuta il gesto di Fumagalli che ferma il gioco per l’infortunio di Cragno anziché andare in porta?
«Tommaso istintivamente ha scelto in zero secondi, perché ha deciso col cuore ed è andato dritto su questa scelta. Se avesse preso una decisione diversa, chissà cosa sarebbe successo…».
In passato uno 0-4 con il Cosenza fu uno schiaffo salutare per la sua Reggiana. Può esserlo anche oggi?
«Ho già parlato coi ragazzi negli spogliatoi. Come finisci, inizi la settimana e da domani comincia una nuova partita. La responsabilità è mia: i ragazzi non devono fare drammi e devono pensare solo a recuperare. In questa tappa abbiamo bucato, ma domani si ritorna in sella alla bicicletta a pedalare».
Teme un crollo psicologico dopo questa batosta?
«Bisogna essere onesti: perdere così non è semplice, ma fa parte del calcio. Sia la vittoria che la sconfitta si vivono sempre con umiltà. Abbiamo vinto un derby con lo Spezia due giorni fa e abbiamo perso oggi contro un Südtirol in grande forma: da domani ripartiamo con la stessa umiltà».
La partita col Venezia che arriva può ricordare certe imprese del passato, come quella della sua squadra a Palermo?
«Era una squadra top che vinse con i gol di Portanova e Rozzio. Vediamo questa volta che succederà. Sicuramente dobbiamo fare la partita perfetta. Tutti conosciamo il Venezia e sappiamo che ha un centrocampo che l’anno scorso giocava in Serie A. È una squadra allenata da un allenatore che ha vinto quattro campionati. È una partita un po’ così, ma il calcio è il calcio…».


