foto Daniele Lugli - AC Carpi
foto Daniele Lugli - AC Carpi

Con la nomina di Doriano Tosi a responsabile dell’area tecnica e quella di Ivano Vacondio a direttore generale, la Reggiana ha iniziato a definire l’assetto dirigenziale del nuovo corso. All’appello manca ancora l’ufficialità per Marco Bernardi (nella foto), con l’ormai ex direttore sportivo del Carpi già pronto per mettersi al lavoro sul mercato granata, in stretta collaborazione con Tosi, al fine di individuare i profili sui quali costruire la ripartenza dopo la retrocessione in Serie C. 

Ed è inevitabile che una parte delle valutazioni possa portare proprio verso il club biancorosso considerata la conoscenza diretta di giocatori che Bernardi ha seguito e valorizzato negli ultimi anni. Uno dei nomi più interessanti è quello di Matteo Sorzi, portiere classe 2000 nato a Carpi ma cresciuto a San Martino in Rio. Per lui si tratterebbe di un ritorno alle origini: formatosi nel settore giovanile granata, lasciò Reggio nel 2018 dopo il fallimento della gestione Piazza per proseguire il proprio percorso tra Correggese, Pianese e Lentigione, prima dell’approdo tra i professionisti con il Fiorenzuola. Nelle ultime due stagioni è stato uno dei punti fermi del Carpi, confermandosi come uno dei portieri più affidabili della categoria. Sorzi, il cui contratto con il club modenese è in scadenza a fine giugno, rappresenta un profilo che unisce esperienza, conoscenza dell’ambiente e margini di valorizzazione. Un’altra pista porta invece a Elia Giani, attaccante classe 2000 di proprietà del Pisa. Dopo la prima parte della scorsa stagione al Brescia, il centravanti ha chiuso il campionato proprio al Carpi; nel suo curriculum figurano anche le esperienze con Pontedera, Fiorenzuola e Legnago Salus. L’attacco sarà inevitabilmente uno dei reparti più soggetti a cambiamenti e Giani potrebbe rappresentare una soluzione interessante per la categoria.

Molto, però, dipenderà anche dalle uscite. Il caso più rilevante resta quello di Natan Girma, destinato a essere uno dei nomi più caldi dell’estate granata. Sul fantasista svizzero-eritreo ci sarebbe l’interesse dell’Avellino, dove ritroverebbe Nesta e Rubinacci in panchina, entrambi estimatori delle sue qualità. La Reggiana, tuttavia, non sembra intenzionata a privarsene a qualsiasi condizione: l’obiettivo è monetizzare dalla cessione di uno dei giocatori tecnicamente più dotati della rosa, pur nella consapevolezza che la retrocessione abbia inevitabilmente ridimensionato il valore del cartellino. Tra i dossier aperti c’è infine quello relativo a Andrija Novakovich: l’attaccante statunitense è legato alla Reggiana da un contratto fino al 2027 e rappresenta uno dei patrimoni tecnici più importanti dell’organico. Per la Serie C sarebbe teoricamente un lusso, ma la valutazione dovrà essere condivisa da Tosi, Bernardi e dal futuro allenatore, senza dimenticare la volontà dell'atleta di scendere di categoria e calarsi in questo nuovo contesto. Le qualità non si discutono, anche se nell’ultima stagione si sono viste soltanto a sprazzi. La domanda è semplice: Novakovich può diventare il punto fermo da cui ripartire oppure una possibile fonte di risorse per finanziare il mercato? Sono interrogativi destinati ad accompagnare le prossime settimane. Perché prima ancora dei nomi in entrata, la nuova Reggiana dovrà decidere quali saranno i pilastri attorno ai quali costruire la squadra chiamata a riportare il club granata tra i cadetti.

UFFICIALE - Vacondio nuovo direttore generale della Reggiana, Tosi responsabile dell'area tecnica

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