Se sul campo la Reggiana riparte da due certezze, fuori dal terreno di gioco il quadro resta più incerto. A fare da punti fermi sono Marco Bernardi e Attilio Tesser, che si sono presentati in conferenza stampa alla vigilia della partenza per il ritiro di Toano. Sarà il direttore sportivo, in stretta collaborazione con il tecnico, a guidare il mercato granata e a costruire la squadra per il prossimo campionato. Sul fronte dirigenziale, invece, continuano a rincorrersi le indiscrezioni. La triade di direttori presentata nemmeno quaranta giorni fa in Immergas potrebbe infatti perdere qualche pezzo. L'assenza "per motivi personali" di Doriano Tosi alla conferenza stampa in cui era stata annunciata la sua presenza il giorno prima ha fatto molto rumore e inevitabilmente ha alimentato le voci di possibili dimissioni, che già circolavano in mattinata, mentre resta da verificare anche la posizione del nuovo direttore generale Ivano Vacondio. Al momento non c'è nulla di ufficiale e si tratta esclusivamente di indiscrezioni, che però accompagnano con qualche interrogativo in più la partenza della squadra per il ritiro in Appennino.


«In questi due giorni stiamo facendo visite mediche e test atletici a “Villa Granata” poi si partirà per Toano – introduce la conferenza Marco BernardiAbbiamo già iniziato a inserire qualche giocatore che riteniamo importante per la categoria e come sapete, l’opera di costruzione della rosa è ancora in fase di definizione. È sotto gli occhi di tutti la difficoltà ad operare sul mercato – ammette il direttore sportivo – d’altronde l’avevamo detto fin dall’inizio che sarebbe stato un mercato lento. Dopo una retrocessione è normale che ricostruire preveda un po’ di pazienza e le opportunità del mese di agosto, però abbiamo già inserito qualche tassello importante, accelerando qualche operazione».

Direttore, c’era una volta la linea guida “prima vendere e poi comperare”. Pare invece che la Reggiana abbia già inserito tre titolari in organico prima ancora di “sfoltire” la rosa.
«Non sono d’accordo, perché Novakovich e Maggio sono state due operazioni che hanno permesso di liberare del budget, così facendo abbiamo potuto inserire già qualche giocatore».

Libutti farà parte della Reggiana anche nel prossimo campionato?
«È il tormentone dell’estate (sorride, ndr)… Libutti è un calciatore che avremmo piacere restasse con noi. A lui è stata fatta una proposta in quelle che sono le linee attuali delle possibilità della Reggiana e ne stiamo discutendo. La palla ce l’ha più il giocatore, che il club in questo momento. Decurtazione dello stipendio del 50% rispetto all’anno scorso? Non credo che questa sia la sede adatta per parlarne».

Convincere tanti giocatori in rosa a restare in Serie C sarebbe un buon affare?
«È stato detto fin dal primo giorno: abbiamo una rosa che riteniamo valida, ma questo deve andare di pari passo con le loro aspettative e con la loro voglia di rimanere a Reggio. Chi rimane alla Reggiana deve avere la voglia di riportare la Reggiana il più in alto possibile. Noi cercheremo di trasmettere il nostro entusiasmo e la voglia di lavorare per rendere la squadra il più competitiva possibile, dall’altra parte deve esserci la volontà di seguire questo progetto».

Avete iniziato i colloqui con questi giocatori? Chi ha manifestato apertamente la volontà di lasciare la Reggiana?
«I colloqui li stiamo facendo, non li abbiamo ancora finiti. Sicuramente, chi ha manifestato la volontà di non rimanere è Girma. È l’unico che palesemente ha espresso questa volontà che si porta dietro, dice lui, da diversi anni e ha ambizioni diverse. Con altri giocatori stiamo parlando. In questa fase, oltre a interloquire con i procuratori, ci piace parlare direttamente, in faccia con i ragazzi che sono qui, perché deve esserci anche un trasporto umano nel credere in questo progetto, nel cercare di essere competitivi. Quindi ne stiamo parlando singolarmente come società e il mister come parte tecnica».

Qualche giocatore ha invece manifestato la volontà di rimanere alla Reggiana a tutti i costi?
«Manolo Portanova è un giocatore che vuole riportare la Reggiana in alto. Del vecchio gruppo ce ne sono, ma in tutti i giocatori, lo ribadisco, chi era in Serie B ha la speranza di tornarci».

Quindi tutti gli altri?
«È normale che qualche giocatore ancora aspiri alla cadetteria. Come è normale che ci sia gioco tra le parti, come avere delle richieste da parte di altre squadre e che la Reggiana sia remunerata in maniera corretta».

Vi siete dati una data entro il quale dare una risposta da parte di questi giocatori?
«Non l’abbiamo messa e saremmo ipocriti a dirvi che la mettiamo. Metti che capita l’occasione tre giorni dopo che abbiamo dato quella data, cosa facciamo? Vogliamo essere chiari».

Qual è la posizione di Reinhart?
«Per la società e per la parte tecnica, Tobias è un giocatore importante su cui vorremmo ricostruire la stagione della Reggiana. Come ho detto prima, ci sono situazioni e ambizioni personali che devono collimare a 360°. Vale per tutti, anche per Girma di cui ho parlato prima. Reinhart è un calciatore importante da cui vorremmo ripartire».

Rozzio?
«CI siamo confrontati io e Doriano Tosi con lui. Abbiamo analizzato quella che è una situazione ambientale che abbiamo ereditato dallo scorso anno. Paolo è infortunato e sta proseguendo un percorso di recupero all’Isokinetic, finito questo percorso ci risiederemo per capire qual è la sua situazione fisica che l’ha tenuto fuori per parecchio tempo».

Quali sono le prossime mosse di mercato? Cercherete maggiormente giocatori di categoria?
«La linea che ci siamo dati è questa. Giocatori che conoscono la categoria, affermati, giovani che possono essere una buona sorpresa, ma non escludo giocatori che possano venire dalla Serie B, perché il mercato si evolve in continuazione».

Ci parla dei nuovi giocatori?
«Sorzi è un portiere, un ragazzo di Reggio che mi “segue” da sei stagioni tra Correggese, Fiorenzuola e Carpi. Anno dopo anno ha aumentato le potenzialità, facendo bene in tutte le categorie in cui ha giocato e quindi si merita questa opportunità. Furlan è un portiere affermato, più esperto e negli ultimi due anni è stato forse il miglior portiere della categoria».

Battistini e Jonsson?
«Battistini è un centrale di difesa con grande esperienza e leadership. È stato capitano spesso nelle squadre in cui ha giocato ed è adatto a giocare in mezzo ad una linea a quattro. Un difensore con buone letture e in generale un calciatore importante per la categoria. Ha dimostrato da subito grande voglia di venire a Reggio. Jonsson è un giocatore che conosce bene anche il mister, è un 2003 ed è stato nazionale islandese. Ha fatto molto bene nella Triestina, ha forza, una discreta qualità ed è un giocatore molto duttile quindi crediamo possa essere un acquisto importante per noi».

Perché a Nicolò Ferretti è stato fatto un contratto triennale di apprendistato?
«Ferretti è stato il capitano della Primavera dello scorso anno, cresciuto nel vivaio della Reggiana. Io vengo dal settore giovanile della Reggiana e quindi vorremmo dare continuità. Ferretti si è meritato questa opportunità, ha potenzialità e può giocare sia a destra che a sinistra. Ha un ottimo fisico e verrà in ritiro con noi, poi valuteremo la sua situazione. Non è escluso che vada a fare un’esperienza in Serie D, che è un campionato altamente formativo».

Bozzolan è uno di quei calciatori per cui avete ricevuto richieste?
«Confermo, è un giocatore che ha mercato e per lui abbiamo ricevuto interessamenti e richieste ufficiali. Ne stiamo parlando, ma sapete che può uscire solo in prestito in quanto il Milan ha diritto di “recompra”».

Altri che hanno avuto richieste? Bonetti?
«Richieste concrete, solo per Bozzolan. Per qualcun altro, solo vaghi interessamenti».

Ci spiega la dinamica che ha portato alla vendita di Maggio al Ravenna?
«Maggio è un buon calciatore per la categoria, ma dal primo giorno in cui siamo arrivati a Reggio il procuratore ha chiaramente espresso che non voleva saperne della Reggiana e noi ne abbiamo preso atto. In più, tatticamente non era funzionale al nostro gioco ed allora si è accasato al Ravenna che aveva fatto richiesta».

A livello di mercato, c’è una squadra che si sta muovendo meglio di altre?
«Per blasone, storia e disponibilità economiche, lo Spezia e il Ravenna. Quest’ultima, a differenza delle retrocesse, ha la possibilità di costruire, gettando una base e facendo acquisti mirati per fare un campionato importante».

La retrocessione dalla Serie B alla Serie C che perdite ha portato?
«Il bagno di sangue tra queste categorie riguarda introiti di diritti televisivi, incassi, e tutto quello che è il contorno della squadra in sé. Poi anche il valore dei giocatori non è aumentato di certo, ma il problema economico è legato agli incassi dei diritti tv».

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