foto Silvia Casali
foto Silvia Casali

La nuova Reggiana prende forma guardando al passato. Non per nostalgia, ma perché il club granata sembra intenzionato ad affidarsi a figure che conoscono bene ambiente, pressioni e piazza per provare a costruire una ripartenza credibile dopo la retrocessione in Serie C. Il primo nome attorno a cui ruota la rifondazione è quello di Doriano Tosi. Per il dirigente nato a Sorbolo sta per iniziare il terzo capitolo in granata dopo la fugace esperienza del 2017 e soprattutto quella iniziata nel 2019, culminata con la vittoria dei playoff di Serie C nel 2020 e con la promozione in Serie B soltanto sfiorata nel 2022. Sarà lui il responsabile tecnico della squadra, affiancato da un direttore sportivo più giovane e operativo sul mercato. In pole position per quel ruolo c’è Marco Bernardi, dirigente reggiano classe 1986 attualmente sotto contratto con il Carpi. Dopo le esperienze tra dilettanti e professionismo, Bernardi viene considerato il profilo ideale per lavorare sotto l’ala di Tosi e rappresentare il futuro della nuova area sportiva granata. Prima, però, servirà definire la separazione dal club biancorosso. Ma il “ritorno al passato” riguarda in un certo senso anche Ivano Vacondio. Storico sponsor e figura da sempre legata al mondo granata, l’imprenditore di Masone è destinato ad assumere un ruolo operativo nella gestione della società come direttore generale, pur senza essere formalmente a libro paga del club. Accanto a lui agiranno il presidente Carmelo Salerno, il vicepresidente Giuseppe Fico e il consigliere Eugenio Imbergamo, chiamato a gestire la delicata situazione economica del club.

Anche per la panchina si guarda indietro. Il nome che continua a circolare con maggiore insistenza è quello di Davide Dionigi, protagonista della miracolosa salvezza conquistata nella primavera 2025 e poi esonerato nel febbraio scorso dopo un avvio complicato di stagione. La separazione, va detto, non fu delle più serene, ma i rapporti potrebbero essere ricuciti grazie alla reciproca stima e alla volontà di lasciarsi alle spalle le tensioni degli ultimi mesi. Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, Dionigi è la prima scelta del patron Amadei, che non ha mai nascosto la fiducia nei confronti del tecnico reggiano. Una stima condivisa anche da Tosi e alimentata dal buon ricordo lasciato dall’allenatore nella tifoseria granata. Restano però da valutare eventuali offerte dalla Serie B, scenario che potrebbe cambiare le carte in tavola. Tra i profili monitorati c’è anche Luciano Foschi, altro nome che riporterebbe la Reggiana al proprio passato: l’allenatore romano guidò infatti i granata nella stagione 2005/2006 in Serie C2 e conosce perfettamente l’ambiente che si respira nella città del Tricolore vivendo da anni nel reggiano. E non è finita qui: negli ultimi giorni è tornato a circolare anche il nome di Stefano Vecchi, altro tecnico legato indirettamente alla storia recente granata. Ex giocatore del Brescello di Amadei e Tosi, Vecchi era stato vicino alla panchina della Reggiana già nell’estate 2021, prima della scelta definitiva su Aimo Diana. Da allora ha vinto un campionato di Serie C con la FeralpiSalò e sfiorato un’altra promozione con il Vicenza. Attualmente guida l’Inter Under 23, ma il suo profilo continua ad avere estimatori in categoria. Sullo sfondo resta Andrea Costa, tecnico emergente che gode di grande stima nell'ambiente granata dopo la cavalcata con la Primavera terminata ai playoff. Una volta definito anche questo tassello, bisognerà occuparsi della rosa da riorganizzare.

Nel frattempo proseguono anche i movimenti sul fronte societario: resta infatti aperta la partita relativa alla possibile cessione del club. Sul tavolo ci sono ancora gli interessamenti del gruppo rappresentato da Andrea Radrizzani, così come quelli di investitori stranieri appartenenti ad altri gruppi, ma nelle ultime settimane si è parlato anche di una possibile cordata di imprenditori reggiani. Difficile capire, ad oggi, quale potrà essere l’evoluzione della vicenda. La sensazione, però, è che prima di ogni altra scelta la Reggiana voglia ritrovare identità, esperienza e senso di appartenenza. E per farlo, ancora una volta, è pronta ad affidarsi a uomini che Reggio Emilia la conoscono molto bene.

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