Dionigi: «Paghiamo troppo per quello che produciamo. Nel girone di ritorno servirà lo stesso agonismo»
«Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi: prestazione di spessore contro un Venezia che è la squadra più forte del campionato, ma il primo gol è regalato. VAR? Non commento. Mercato? Bisogna cercare i giocatori giusti e provare a cambiare qualcosa»

Dopo il k.o. interno con il Venezia, Davide Dionigi difende la prova della sua Reggiana, sottolinea gli errori pagati a caro prezzo e guarda già al girone di ritorno, con il mercato e il derby con il Cesena all’orizzonte. Nelle sue parole si percepisce il rammarico per il risutlato, ma anche la consapevolezza di aver messo in campo una prestazione vera contro una delle corazzate della Serie B.
«Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi - ha sottolineato in apertura di conferenza stampa il tecnico granata - Hanno fatto una buona prestazione che non giustifica il risultato, anche perché abbiamo fatto praticamente tutto noi. Il primo gol glielo abbiamo regalato. Abbiamo avuto diverse occasioni nitide contro un Venezia che considero la squadra più forte del campionato. Si è vista la loro superiorità fisica e tecnica, ma abbiamo comunque retto fino al terzo gol, che ci ha praticamente tagliato le gambe. Preferisco non parlare degli episodi legati al VAR, lascio che lo facciano gli altri... Chi ha giocato non ha fatto rimpiangere gli assenti e ognuno ha dato tutto. È stata una partita di spessore, in cui abbiamo messo in difficoltà una squadra che gioca un ottimo calcio e merita la sua posizione in classifica. Ora chiudiamo il girone d’andata e dobbiamo iniziare quello di ritorno con lo stesso agonismo e la stessa determinazione delle ultime due partite. Mi dispiace perché paghiamo troppo caro per quello che produciamo in campo».
È mancato forse un po’ di coraggio, soprattutto nei primi 20 minuti?
«La nostra idea era di chiudere le vie centrali, ma il primo gol lo abbiamo preso su una situazione che avevamo preparato. Il piano era di cambiare alcune soluzioni, cosa che abbiamo fatto poco dopo, ma quando regali un gol come quello a una squadra forte come il Venezia poi diventa dura. Dobbiamo continuare con questo atteggiamento propositivo, ma vanno limate certe situazioni. Dico sempre ai ragazzi che fa tutto parte del percorso: ora bisogna capire chi va e chi viene in questo mercato e cercare di resettare. Nel girone di ritorno il nostro compito è essere concentrati per fare i punti necessari».
In sede di mercato bisogna fare presto per rimpiazzare le partenze di chi si è assentato all'ultimo come Marras…
«Sicuramente bisogna cercare i giocatori giusti e provare a cambiare qualcosa. Dobbiamo farlo il prima possibile e so che la società ci sta già lavorando. Detto questo, mi dispiace per i ragazzi perché stanno raccogliendo poco rispetto a quanto stanno facendo vedere. Contro il Venezia ho visto carattere e trame di gioco interessanti. Poi, davanti a una formazione così, mi tocca alzare le mani: per me è la squadra più forte della Serie B e merita di vincere questo campionato».
Tavsan era in tribuna perché ormai in uscita?
«Io non faccio giocare chi non c’è mentalmente, per vari motivi. Non mi interessa se poi gioco con un classe 2007, come ho fatto con Conté. Penso sia un ragionamento giusto e coerente. Dispiace che chi ha giocato abbia pagato non la prestazione, ma un risultato che ci penalizza».
Le sconfitte ultimamente sono tante: come si esce da un periodo così?
«Bisogna fare risultato, al di là dell’impegno che c’è sempre stato. Dobbiamo migliorare in tanti atteggiamenti che paghiamo subendo gol come il primo o il terzo di oggi. È comunque difficile analizzare certe situazioni, anche perché non ho visto una squadra in difficoltà».
A fine gara cosa vi hanno detto i tifosi sotto la Curva Sud?
«Ci hanno fatto i complimenti per la prestazione e per l’impegno messo in campo, caricandoci in vista del prossimo derby. Hanno manifestato tutta la loro vicinanza e ci hanno responsabilizzato per la partita con il Cesena».
Forse è un bene che arrivi proprio ora un derby?
«Sì, la squadra deve migliorare nella cattiveria. Un derby così sentito può farci bene perché ci responsabilizza di più. Ultimamente paghiamo troppo caro per quanto facciamo e, in carriera, non mi era mai capitata una situazione del genere. Questo significa che devo lavorarci ancora di più anch’io».


