Primo Piano

Eberini: «La squadra ora è serena, battere la Triestina sarà molto difficile»

«Prima o poi una sconfitta doveva capitare, diciamo che è arrivata nel momento sbagliato»

28.12.2017 16:00

La sconfitta prima di Natale aveva lasciato scuro in volto Sergio Eberini, ma sei giorni dopo l'incredibile sconfitta in terra lombarda l'aspetto del tecnico granata appare decisamente più sereno.

Mister, com'è andata la settimana dopo Salò?
«Abbiamo lavorato bene, non ci sono stati problemi fisici e dovremmo essere tutti disponibili a parte i soliti infortunati. Siamo carichi per affrontare la Triestina...».

Che idea vi siete fatti della sconfitta in riva al Garda?
«Forse siamo stati troppo tragici nel commentare la partita a caldo. Due errori tecnici ci sono costati i tre punti: il primo sul corner, poi anche la punizione poteva essere evitata, la palla è passata sotto due giocatori corsi incontro al tiratore. L'analisi quindi è un po' meno cruenta nei nostri confronti, ora però dobbiamo cercare di migliorare le cose andate male seguendo la stessa strada percorsa fino ad oggi».

Quindi 10 minuti di blackout non hanno rovinato la serentià della squadra?
«No. Il sogno si è bruscamente interrotto ma lo si può riprendere tranquillamente. Prima o poi una sconfitta doveva capitare, diciamo che è arrivata nel momento sbagliato. Da venerdi sera ad oggi l'umore mio e dei ragazzi si è rasserenato».

I tifosi come hanno reagito al k.o di Salò?
«Ieri sono venuti in via Agosti per batterci le mani, si sono resi conto dell'immane sforzo compiuto da Gubbio in poi...». 

Eberini da Gubbio in poi invece com'è cambiato?
«Ho imparato cosa vuol dire portare pazienza: oggi mi trovo ad essere mediatore di me stesso e di tutte le componenti della squadra. Credo che allenare non significhi solo urlare in panchina o preparare dei buoni allenamenti bensì anche prevedere letture di diverse situazioni mentali e tattiche. Posso dire di avere imparato di più negli ultimi due mesi rispetto ai 20 anni precedenti. Non si finisce mai di apprendere».

Si può ancora salire sul treno per il primo posto?
«Faccio fatica a pensare che il Padova possa fermarsi di nuovo, a volte conta anche la fortuna. Noi dobbiamo migliorare da quel punto di vista e cercare di fare girare dalla nostra parte certi episodi».

Che tipo di avversario è la Triestina?
«La formazione biancorossa è molto difficile da affrontare, sfrutta l'80% dei palloni in appoggio su Arma quindi farlo giocare senza pressioni addosso può comportare difficoltà eneormi. Credo che proporranno un 4-4-2 o 4-3-3 con un calcio semplice, ma veloce ed aggressivo».

È spaventato dalla sfida di domani?
«È una partita da temere, il nostro avversario rappresenta una piazza importante ed ha appena un punto in meno. La rosa a disposizione di Sannino è composta da elementi molto forti, sappiamo che sarà dura conquistare i tre punti».

Dal mercato sapete già cosa aspettarvi?
«In teoria tre giocatori, uno per reparto. Sicuramente un difensore, penso un centrale perché sugli esterni bassi non ci sono grandi problemi. A centrocampo invece servirebbe un giocatore in grado di ricoprire tutti e tre i ruoli per permetterci anche di variare». 

A gennaio andrete in ritiro?
«Sì, andremo a Roma perché ci serve ripartire da una preparazione atletica: saranno 5 settimane incentrate sul lavoro fisico, con due sedute al giorno. Stiamo anche cercando di organizzare almeno un'amichevole per mantenere il ritmo partita».

Commenti

I risultati e la classifica della 21ª giornata. Padova salvo all'ultimo secondo, vince ancora il Santarcangelo
Le probabili formazioni di Reggiana-Triestina