La Reggiana crolla al “Città del Tricolore” contro un Pescara più intenso, organizzato e affamato, ed è incapace di trovare risposte nell’arco dei novanta minuti. I granata soffrono fin da subito il palleggio e le incursioni degli abruzzesi, restando in partita solo grazie agli interventi di Micai e a un pizzico di fortuna, prima di crollare tra errori individuali e fragilità strutturali. Nella ripresa l’ingresso di Reinhart e la fiammata di Lambourde riaccendono per un attimo la speranza, ma l’inerzia resta sempre dalla parte ospite. Una prestazione opaca, senza appigli né continuità, che complica ulteriormente la corsa salvezza: le pagelle raccontano una squadra in difficoltà e ancora lontana da una vera reazione nonostante il cambio in panchina, con Bisoli a sua volta non esente da colpe.


Alessandro Micai 5,5 - Tanti interventi decisivi, su tutti la respinta su Insigne nel primo tempo che poteva mandare i titoli di coda con un’ora di anticipo. Oltre ai “bonus”, però, ci sono anche i “malus”: il tiro di Olzer su punizione è vero che buca la barriera e trova la complicità di Fumagalli che sbuccia il pallone, ma il portiere arriva goffo sul pallone, che gli scappa sotto la pancia. Anche un paio di uscite a vuoto.

Andrea Papetti 5 - Molto male, una fatica esagerata a fermare le incursioni del Pescara che passano dai piedi di Letizia a quelli di Valzania per non dire quando da quelle parti passa Insigne, un vero infermo (dal 1’st Alessandro Tripaldelli 4: un paio di discese sulla sinistra che la squadra non asseconda. Rovina quel poco che aveva fatto con un’espulsione che – dovesse essere per offese all’arbitro – potrebbe costargli due giornate).

Francesco Vicari 4,5 - Il suo esordio dal primo minuto - a tre mesi dall'approdo in granata - è disastroso: accompagna in area gli attaccanti abruzzesi, sempre e comunque, non andando mai ad affrontarli fuori dai 16 metri. Soffre costantemente Di Nardo (dal 34’st Massimo Bertagnoli sv).

Mateus Lusuardi 5 - Per lo meno ci mette il fisico quando va a contatto con i giocatori del Pescara, spendendo qualche fallo, ma come gli altri affonda. Con la partita ancora aperta avrebbe una buona chance per fare male da calcio piazzato, ma sfiora soltanto il colpo di testa sul secondo palo mancando l'impatto col pallone sul bel cross di Lambourde.

Lorenzo Libutti 5 - Prima a sinistra, dove si vede sfilare Olzer a più riprese con una facilità imbarazzante. Messo a destra, nel secondo tempo è l’unico che tira una “stecca” a Insigne. Solo a  metà secondo tempo, purtroppo. Davanti un paio di scorribande, anche in area avversaria, senza pungere più di tanto.

Luca Belardinelli 4,5 - Genera il calcio di punizione che Olzer trasforma in gol. Dà la netta sensazione di soffrire atleticamente il centrocampo del Pescara. Bisoli lo continua a tenere in campo nonostante la palese difficoltà, ma nel finale perde la pazienza anche lui nei confronti dell'ex Sudtirol.

Matheus Charlys 4,5 - Idem con patate, rispetto alla pagella di Belardinelli. Corre poco e male, tenta il tiro da lontano senza graffiare e perde una marea di palloni (dal 9’st Tobias Reinhart 6: è un caso che la migliore Reggiana si sia vista solo quando entra in campo l’argentino? L’unico centrocampista con passo diverso dagli altri in organico, leadership e qualche idea di gioco).

Matteo Rover 4,5 - Tutti a dire che con l’avvento della difesa a quattro, senza compiti difensivi, l’ex ala del Sudtirol avrebbe cambiato registro rispetto alle insipide partite giocate fino a questo momento. Niente di tutto ciò, se poteva fare peggio ci è riuscito andandosi a impantanare tra le gambe dei difensori abruzzesi che non hanno avuto problemi a disinnescarlo. È lui ad aprirsi in barriera favorendo il vantaggio del Pescara (dal 1’st Mathis Lambourde 6,5: pasticcia, “scanchera”, inciampa sul pallone. È veramente piuttosto grezzo tatticamente, ma entra con tutta la fiducia che mister Bisoli in questi dieci giorni gli ha donato in allenamento e, con una faccia decisamente diversa rispetto alle ultime uscite, si inventa un gol di sinistro - terzo centro stagionale - che illude per una ventina di minuti che la rimonta sia possibile. Per il francese classe 2006 non solo il gol, ma anche giocate interessanti che mettono in difficoltà il Pescara. Se è sempre questo, può tornare decisamente comodo da qui alla fine).

Manolo Portanova 5 - Sotto il profilo dell’attaccamento e della grinta non gli si può dire nulla, come sempre. La posizione centrale dietro la punta non lo agevola nemmeno e – stringi stringi – non combina nulla dal punto di vista tecnico a parte una rovesciata in area bella da vedere ma fuori misura. Prima del match viene premiato dalla società per avere superato le 100 presenze in maglia granata. Sicuramente sarà l’ultimo a mollare, se mai dovesse farlo.

Kleis Bozhanaj 5,5 - Anche lui, come gli altri, si perde tante volte palla al piede. Ha il merito, tuttavia, di cercare l’uno contro uno in maniera testarda senza grossi risultati, ma seguendo quello che Bisoli gli chiede. Si guadagna un calcio di rigore, visto dall’arbitro a due passi, ma non concesso dopo l'intervento del VAR che porta il direttore di gara a tornare sui suoi passi.

Tommaso Fumagalli 5 - La prima da titolare dopo avere ricevuto il premio “Costruiamo Gentilezza nello Sport” è completamente da dimenticare. Si fa apprezzare più in fase di ripiegamento, da terzino o da centrocampista, che da attaccante. Va detto che viene servito decisamente male, sostituito nell’intervallo senza aver mai tirato in porta. Sulla punizione di Olzer manda probabilmente fuori giri Micai (dal 1’st Cedric Gondo 6: l’impegno c’è sempre, si muove abbastanza bene, ed entra costantemente nelle azioni pericolose della Regia quando sembra esserci l’idea della rimonta, poi non compiuta. È suo il primo sussulto dalle parti di Saio nella ripresa, con un tiro che termina a lato non di molto, così come la sponda per la rete di Lambourde. Come un anno fa, ci sarà bisogno del miglior Cedric in questo finale di stagione con l'acqua alla gola).

Mister Pierpaolo Bisoli 4,5 - Cominciamo dalla formazione iniziale: col senno di poi è facile, ma rinunciare in partenza a Reinhart, in una squadra con pochissimi appigli dal punto di vista tecnico, è un suicidio sportivo. Dopo i primi 25 minuti in cui il Pescara è già padrone del campo, avanti 1-0 e con Micai che ha compiuto un miracolo, non mette mano alla panchina per cambiare le cose dal punto di vista tattico - “Non volevo mortificare nessuno”, ammetterà poi in sala stampa - ma nemmeno ci prova con i giocatori in campo per tentare di arginare un giocatore come Insigne che prende letteralmente a pallonate la Reggiana. Con l’ingresso di Reinhart (sì, ancora lui) non è un caso che la squadra giri un po' meglio, peccato arrivi solo sul 2-0 in favore degli abruzzesi. Positivo anche l'impatto di Lambourde, elemento poco sfruttato da chi lo ha preceduto in panchina. Non riceve risposte dai suoi “pupilli” Belardinelli e Rover, anzi, con la differenza che il primo rimane inspiegabilmente in campo, nonostante la palese difficoltà, per tutta la partita. Che abbia forse caricato troppo i granata, anche sulle gambe, nelle prime due settimane di lavoro? Di certo ora sa bene con che squadra ha a che fare. Sottolinea a più riprese che c'è ancora un fiammella accesa per agguantare i playout, ed è giusto farlo, ma la paura che attanaglia chi scende in campo deve farla sparire il prima possibile. La pazienza della tifoseria è esaurita, l'inversione di rotta passa inevitabilmente da lui e dai suoi giocatori.


🗳️ Vota il migliore granata in campo

Gli highlights di Reggiana-Pescara 1-3

💬 Commenti