Reggiana, altro crollo nello scontro diretto: il Pescara passa 3-1 al "Città del Tricolore"
Debutto amaro per Bisoli: granata in balia dei biancazzurri per un’ora, il sussulto con Lambourde non basta. Squadra fuori tra i fischi della Curva Sud e di tutto lo stadio. Ultras sotto la tribuna dopo la partita per un confronto con la squadra.

La Reggiana cade nuovamente in uno scontro diretto e lo fa con un copione già visto troppe volte. Il 3-1 interno contro il Pescara racconta di una gara indirizzata fin dai primi minuti, con i granata in balia degli avversari per oltre un’ora e incapaci di reagire davvero. L’esordio di Bisoli non cambia l’inerzia: troppo morbida la Regia nella prima parte, più viva nella ripresa ma senza continuità. A pesare sono ancora una volta gli episodi, ma soprattutto un divario evidente nell’approccio e nell’intensità. Nel finale arriva anche il terzo colpo che chiude i conti, mentre al triplice fischio piovono fischi dalla Curva Sud e non solo: squadra sotto il settore, con Bisoli in prima fila insieme ai suoi giocatori a raccogliere la contestazione del pubblico granata. Il bis al termine della gara sotto la tribuna, con un breve confronto tra squadra, società e tifosi (nella foto sotto) in cui non sono mancate parole forti da parte degli ultras granata.

LA PARTITA. Bisoli parte dal 4-2-3-1 e sceglie Vicari al centro della difesa accanto a Lusuardi, con Papetti e Libutti sugli esterni e la coppia Belardinelli–Charlys in mezzo. Davanti Fumagalli è il riferimento, supportato da Rover, Portanova e Bozhanaj. L’avvio, però, è tutto di marca biancazzurra. Il Pescara prende subito campo e ritmo, mentre la Reggiana fatica a uscire e si limita a contenere. Dopo i primi squilli di marca abruzzese, al 21’ arriva il vantaggio: punizione di Olzer rasoterra, Fumagalli è sulla traiettoria ma non riesce intervenire e Micai si tuffa con un attimo di ritardo, vendendo battuto. È il premio a un dominio già evidente. Gli abruzzesi continuano a spingere, sfiorano il raddoppio in più occasioni – clamorosa la traversa colpita da Brugman – e costringono Micai agli straordinari (decisivo il Guizzo su Insigne al 26'), mentre i granata non riescono mai a rendersi davvero pericolosi. Si va al riposo tra i fischi, con numeri impietosi e la sensazione di una gara a senso unico. La ripresa si apre con un triplo cambio - dentro Lambourde, Gondo e Tripaldelli - e un atteggiamento più aggressivo, ma dopo pochi minuti arriva il colpo che sembra chiudere i giochi: al 50’ Insigne finalizza un’azione veloce e con un destro sotto l’incrocio firma il 2-0. La Reggiana accusa il colpo ma prova comunque a restare dentro la partita. Il Pescara abbassa leggermente i ritmi e i granata iniziano a guadagnare campo. Al 62' Bozhanaj entra in area dalla destra e cade a contatto con Olzer: l'arbitro indica subito il dischetto, ma torna sui suoi passi revocando il calcio di rigore dopo un controllo al monitor, richiamato dal VAR. Decisione discutibile che ovviamente innervosisce ancora di più il pubblico granata. Al 68’ però arriva un sussulto: lancio di Libutti, sponda di Gondo e inserimento perfetto di Lambourde, che entra in area e batte Saio riaprendo la gara. È il momento migliore della squadra di Bisoli, che trova più coraggio e si affaccia con maggiore continuità nella metà campo avversaria, pur senza creare occasioni davvero limpide. Nel finale, però, la partita scivola via. Il Pescara gestisce con esperienza, la Reggiana perde lucidità. All'89’ arriva il definitivo 3-1: Di Nardo tiene vivo un pallone difficile e serve Meazzi, che davanti a Micai non sbaglia e chiude i conti. Nel recupero c’è solo spazio per la gestione ospite e per la frustrazione granata, con la squadra di Bisoli che resta beffardamente in dieci per l’espulsione di Tripaldelli, arrivata dopo una parola di troppo rivolta all'arbitro. Dopo il triplice fischio che scatena la contestazione della Curva Sud.
Il tabellino
REGGIANA-PESCARA 1-3
Marcatori: 21’pt Olzer (P), 5’st Insigne (P), 23’st Lambourde (R), 44’st Meazzi (P).
REGGIANA (4-2-3-1): Micai; Papetti (dal 1’st Tripaldelli), Vicari (dal 34’st Bertagnoli), Lusuardi, Libutti; Belardinelli, Charlys (dal 9’st Reinhart); Rover (dal 1’st Lambourde), Portanova, Bozhanaj; Fumagalli (dal 1’st Gondo). A disposizione: Seculin, Cardinali, Quaranta, Bonetti, Marcon, Mendicino, Vallarelli. Allenatore: Pierpaolo Bisoli.
PESCARA (4-3-2-1): Saio; Capellini, Altare (dal 34’st Gravillon), Bettella, Letizia (dal 34’st Corbo); Valzania (dal 34’st Meazzi), Brugman, Caligara (dal 21’st Berardi); Olzer, Insigne (dal 44’st Russo); Di Nardo. A disposizione: Brondbo, Profeta, Brandes, D’Errico. Allenatore: Giorgio Gorgone.
Arbitro: Livio Marinelli di Tivoli. Assistenti: Luigi Rossi e Marco Ricci. Quarto ufficiale: Giuseppe Collu. VAR: Niccolò Baroni e Rodolfo Di Vuolo.
NOTE – Ammoniti: Berardi, Insigne, Gravillon (P). Espulso Tripaldelli al 51’st per proteste. Recupero: 1’ pt; 6’ st. Spettatori presenti: 9005 (2423 biglietti venduti, 6582 abbonati) per un incasso lordo di 99874,91 euro.


