Reggiana, giorni di riflessione: nel weekend il vertice tra i soci. Poi via alla ricostruzione
L’incontro di Lentigione tra Amadei, Salerno e Fico getterà le basi della ripartenza granata: dalle prime valutazioni sul piano tecnico alla necessità di evitare gli errori dell’ultima stagione, per costruire una risalita vincente come nel 2023

Sono giorni di silenzi, confronti e riflessioni in casa Reggiana. La ferita della retrocessione in Serie C è ancora apertissima, ma inevitabilmente è già iniziata la fase della programmazione, quella che dovrà portare il club granata a rialzarsi dopo una stagione conclusa nel peggiore dei modi. Il passaggio chiave sarà il tanto atteso faccia a faccia tra il patron Romano Amadei, il presidente Carmelo Salerno e il vice presidente Giuseppe Fico, previsto tra sabato e domenica a Lentigione. Un incontro considerato fondamentale per chiarire ruoli, prospettive e intenzioni in vista della prossima stagione, dopo mesi complicati culminati con una retrocessione che ha lasciato amarezza, contestazioni e profonde fratture con la tifoseria.
Proprio per questo motivo la conferenza stampa di fine stagione della società dovrebbe slittare all’inizio della prossima settimana: prima servirà capire quali saranno gli equilibri futuri all’interno del club e soprattutto quale direzione prenderà il progetto tecnico. La sensazione è che nessuno abbia intenzione di smantellare tutto, ma è altrettanto evidente che qualcosa dovrà cambiare. La stagione 2025/26 è stata percepita come un fallimento sportivo sotto tanti punti di vista: aspettative disattese, gestione contestata e una squadra incapace di reagire nei momenti decisivi. Eppure, guardando al recente passato, a Reggio i tifosi sanno bene che una retrocessione non significa necessariamente l’inizio di un lungo ridimensionamento. Anche nel 2021 la discesa dalla Serie B fu vissuta come una botta durissima. La Reggiana tornava in cadetteria dopo vent’anni e si ritrovò subito rispedita in Serie C, al termine di un campionato segnato anche dall’assenza del pubblico per l’emergenza Covid. Delusione enorme, ma da quella caduta nacquero due delle stagioni più convincenti viste in città negli ultimi decenni. Prima una squadra dominante frenata solamente dalla cavalcata (e dalla fortuna) del Modena, poi – nonostante mille difficoltà – arrivò il trionfo del 2023 e il ritorno in Serie B firmato Diana. Un percorso che non può essere dato per scontato. Basta guardare ad altre piazze importanti della categoria: Padova e Vicenza per esempio hanno impiegato più anni per cercare di risalire, mentre il Pescara – retrocesso insieme alla Regia nel 2021 – è riuscito a tornare in Serie B soltanto nel 2025, per poi ripiombare immediatamente in Serie C in questa stagione. Segno che la terza serie resta un campionato complicatissimo, dove blasone e investimenti spesso non bastano. Da qui nasceranno le prime valutazioni anche sul piano tecnico e societario. La società potrebbe decidere di inserire una figura più “manageriale”, sul modello di quanto rappresentato in passato da Goretti, capace di alleggerire il peso gestionale quotidiano e fare da punto di riferimento operativo. Molto dipenderà anche dagli esiti del confronto con Amadei e dalla futura posizione di Salerno all’interno del club. Il nuovo direttore sportivo sarà chiamato a gestire una situazione delicata, tra taglio dei costi, ricostruzione dell’organico e necessità di ricucire il rapporto con una tifoseria che durante l’anno ha contestato duramente l’operato dell’attuale ds Fracchiolla, soprattutto sul piano della comunicazione e della gestione complessiva della stagione, non risparmiando critiche e parole pesanti anche per la compagine societaria (escluso Amadei).
Sul fronte mercato, invece, i tempi sono ancora prematuri ma qualche movimento inizia già a delinearsi. La Reggiana ha esercitato la clausola per il rinnovo automatico del contratto di Reinhart fino al 2027, primo segnale concreto della programmazione futura. Diverso il discorso per gli altri elementi della rosa: è facile immaginare una volontà reciproca di proseguire insieme con Libutti, diventato negli anni un simbolo granata dentro e fuori dal campo, anche se nel calcio – soprattutto dopo una retrocessione – nulla può essere considerato scontato. Più complicata appare invece la permanenza di alcuni giocatori che hanno profondamente deluso nel corso della stagione e che percepiscono ingaggi fuori categoria. In ogni caso, avere un contratto non garantisce automaticamente la permanenza: con la Serie C entreranno inevitabilmente in gioco riduzioni salariali, clausole e nuove valutazioni economiche. Per tutte queste decisioni, però, ci sarà tempo. Prima servirà capire chi guiderà davvero la ripartenza della Reggiana. Poi arriverà il momento delle scelte. Quelle da cui dipenderà il futuro granata.


