La condanna della Curva Sud: “Via da Reggio”. Contestazione netta alla dirigenza
Durante Reggiana-Carrarese le Teste Quadre hanno esposto diversi striscioni indirizzati alla compagine societaria granata, escluso il patron Amadei. Nella notte la replica social di Fico: “Ci ho messo l’anima, lo rifarei altre mille volte”

La vittoria contro la Carrarese riaccende le speranze salvezza, ma non spegne la contestazione. Anzi: la frattura tra una parte del tifo organizzato e la dirigenza granata appare ormai profonda, forse definitiva. All’inizio del secondo tempo di Reggiana-Carrarese, con la squadra avanti nel punteggio, le Teste Quadre hanno esposto una serie di striscioni inequivocabili: “Salerno”, “Cattani”, “Fracchiolla”, “Fico” accompagnati dal messaggio centrale “Via da Reggio”. Una presa di posizione durissima, rivolta ai vertici societari. Nel mirino il presidente Carmelo Salerno, il direttore generale e vicepresidente Vittorio Cattani, il direttore sportivo Domenico Fracchiolla e il vicepresidente Giuseppe Fico. Una scelta forte, simbolicamente ancora più significativa per l’assenza di Romano Amadei: il patron e azionista di maggioranza è stato volutamente escluso dalla contestazione, segno del rispetto e della stima che gran parte della tifoseria continua a nutrire nei suoi confronti. Poco prima, sempre dal cuore della Curva Sud, era apparso anche uno striscione altrettanto eloquente: “Quante chiacchiere questa società. Arroganza e incompetenza la triste realtà”. Un messaggio che fotografa bene il sentimento di molti supporter granata, che non perdonano anche alcune uscite pubbliche degli ultimi mesi.
Una rottura che parte da lontano
Lo strappo non nasce ieri. La contestazione è il punto di arrivo di un malumore crescente, esploso pubblicamente dopo la pesante sconfitta contro il Pescara nel giorno di Pasquetta. In quell’occasione erano emerse critiche nette, soprattutto verso la gestione sportiva che ha portato la Reggiana a un passo dal baratro. La vittoria contro la Carrarese ha restituito ossigeno alla classifica, ma non ha cambiato il giudizio generale. Il messaggio della Curva Sud va oltre i singoli: oltre a essere un attacco personale, appare anche come una richiesta chiara di rinnovamento societario, atteso da tempo e mai concretizzatosi nonostante i numerosi rumor che hanno caratterizzato l’estate 2025.
Non solo dirigenti: nel mirino anche la squadra
Se la dirigenza è stata il bersaglio principale degli striscioni, anche la squadra non è stata risparmiata. A inizio gara è arrivato l'eloquente invito a tirare fuori gli attributi e al termine della partita, dalla Curva è partito il coro “Vi vogliamo così”, un messaggio chiaro: bene la prestazione contro la Carrarese, ma nessuno è perdonato per lo “scempio sportivo” delle settimane precedenti. La sensazione è che il credito sia finito per tutti: dirigenti e giocatori. La vittoria ottenuta contro i marmiferi rappresenta un segnale positivo, ma non cancella quanto accaduto prima.
La risposta di Fico
Non si è fatta attendere la reazione, pacifica ma significativa, di Giuseppe Fico, sponsor dal 2014 e unico “superstite” dei soci fondatori della rifondazione del 2018 dopo il fallimento dell’era Piazza. Il vicepresidente ha affidato ai social un lungo messaggio nella notte, ripercorrendo il proprio impegno per il club:
«La mia storia nella famiglia A.C. Reggiana 1919 inizia nel 2014 come main sponsor del settore giovanile, dove rimango per 3 stagioni. Nel 2017/2018 decido di raddoppiare il mio impegno, sostenendo anche la prima squadra, inserendo il nome della mia azienda nel retro delle maglie.
A giugno 2018, dopo il fallimento dell’era Piazza, vengo coinvolto dall’allora direttore marketing Daniele Rocchi nel tentativo di ridare a Reggio e ai reggiani una squadra per cui tifare.
Passo i 3 mesi successivi con un gruppo di amici sponsor, trascurando la mia azienda, la mia famiglia e le persone che mi vogliono bene, per far sì che il calcio reggiano non scomparisse. Rinuncio anche alle ferie. E da lì si riparte.
In 8 anni da socio ci ho messo, oltre a tanti soldi, anche l’anima: posso dire che ne è valsa la pena, abbiamo ridato ai reggiani la gioia di un campionato di prestigio come la Serie B.
Però si sa, la gratitudine non è di questo mondo e stasera si è visto.
Detto ciò, lo rifarei altre 1000 volte.
Vorrei ringraziare di cuore le tantissime persone, tifosi e non, per i messaggi di solidarietà ricevuti.
Solo e sempre forza Reggiana. Sempre».
E adesso?
Il segnale lanciato dalla Curva Sud è forte e difficilmente ignorabile. Al di là dei risultati del campo, la questione societaria tornerà centrale nelle prossime settimane. La speranza salvezza è ancora viva, ma va alimentata con continuità, atteggiamento e risultati. La vittoria con la Carrarese può essere un punto di partenza, non certo un punto d’arrivo: il campo può ancora dire molto, ma fuori dal campo il clima resta teso e la richiesta di cambiamento continua a farsi sentire con forza.


