Salerno: «Cinque sconfitte immeritate, servono concentrazione e umiltà. Dionigi non c’entra nulla»
«Puniti da errori individuali, i giocatori devono trovare da soli la forza di reagire. Come si riparte? Vincendo a Frosinone. Dobbiamo tornare a essere quelli di inizio stagione. Mercato? Le partenze non siano un alibi. Magnani? Siamo felici per lui»

Dopo la sconfitta contro il Cesena, che ha portato a cinque i k.o. consecutivi della Reggiana, è il presidente Carmelo Salerno a metterci la faccia in sala stampa in rappresentanza della società. Un’analisi netta, senza alibi: errori individuali, calo di attenzione e perdita di umiltà, ma anche la convinzione che il valore della squadra resti intatto. Fiducia piena a mister Dionigi e uno sguardo già rivolto alla prossima sfida di Frosinone, con un obiettivo chiaro: tornare a casa con i tre punti.
Presidente, qual è il suo pensiero dopo cinque sconfitte consecutive?
«Sono tante e, a mio avviso, tutte immeritate. In settimana ho fatto un lungo discorso alla squadra dicendo chiaramente che stanno rovinando l’ottimo lavoro fatto nei mesi scorsi. Dopo Modena è cambiato qualcosa, ma credo che queste partite le abbiamo perse per errori individuali: anche i due gol del Cesena li abbiamo praticamente regalati».
Non è un tecnico, ma che tipo di errori vede?
«Non parlo di errori tecnici, ma di concentrazione. Lo si è visto chiaramente sia sul primo che sul secondo gol».
Difende quindi la posizione di mister Dionigi?
«Assolutamente sì. Dionigi non c’entra nulla con gli errori individuali. Se analizziamo tutte le gare, troviamo sempre una disattenzione o magari un errore tecnico. È un peccato perché siamo la stessa squadra di settembre e ottobre, e in quel periodo non eravamo questi. Forse ci siamo un po’ imborghesiti e abbiamo perso la percezione del pericolo. A inizio stagione pensavamo tutti che questa squadra potesse fare bene, io per primo. Abbiamo fatto talmente bene che oggi siamo ancora fuori dalla zona retrocessione nonostante cinque sconfitte consecutive. Il merito di questi 20 punti va a Dionigi e a questi ragazzi. Ho detto loro di tornare a fare semplicemente quello che sanno fare».
La Reggiana ora gioca con la paura?
«No, non credo. Anzi, ho visto una partita importante da parte della squadra. Il mister aveva studiato bene il Cesena e abbiamo giocato una buona gara. Abbiamo spinto, giocato alti, colpito una traversa e un palo. Non è paura, sono errori individuali. Non voglio massacrare i giocatori, ma serve maggiore percezione del pericolo. Sono convinto che a Frosinone abbiamo tutte le potenzialità per andare a vincere. Dobbiamo solo tornare a essere quelli di ottobre. Non c’è motivo di avere paura perché siamo sempre gli stessi».
Come si esce da questo periodo negativo?
«Vincendo a Frosinone e continuando a giocare con coraggio, con la consapevolezza del percorso fatto. Non siamo diventati scarsi all’improvviso. Chiedo all’ambiente di stare vicino alla Reggiana: c’è bisogno di tutti, dai tifosi alla stampa, fino alla società. Dopo il 28 ottobre c’è stato un calo e abbiamo perso un po’ di umiltà. Dobbiamo tornare a essere quelli di prima».
Come possono i giocatori trovare la forza per reagire?
«La forza devono cercarla dentro di loro. In questo non possiamo aiutarli. Ai ragazzi non manca nulla e devono essere consapevoli del percorso fatto. Sono bravi ragazzi e atleti forti, li vedo allenarsi sempre al massimo. È un peccato che il sabato venga buttato via il lavoro della settimana. Ognuno deve dare qualcosa in più per portare punti».
Non rischiano di pesare troppo le partenze di Magnani, Marras e Tavsan?
«Abbiamo vinto anche senza di loro. Arriverà sicuramente qualcuno perché numericamente siamo meno, soprattutto in difesa. Sono andati via giocatori importanti, ma ne sono arrivati altri altrettanto importanti. Ricordiamoci che abbiamo vinto partite giocando in difesa con Libutti, Papetti e Bonetti, come a Cesena all’andata. Come si rinforzano le altre squadre, lo stiamo facendo anche noi. Ma queste partenze non devono diventare un alibi: oggi la squadra ha giocato e sono convinto che abbia le potenzialità per non perdere sei partite di fila».
Vuole aggiungere qualcosa sul ritorno al Palermo di Magnani?
«Quando abbiamo firmato il contratto sapevamo che il ritorno al Palermo era possibile, anzi era auspicabile poiché avrebbe significato il superamento dei suoi problemi personali. L’ho ringraziato privatamente e lo faccio anche pubblicamente. Ha avuto la possibilità di andare in altre squadre, anche molto vicine a Reggio, ma ha scelto la Reggiana e per questo lo ringraziamo. Ora siamo felici che sia tornato a Palermo perché vuol dire che ha risolto i suoi problemi. A inizio stagione la squadra non prevedeva un giocatore come lui, il suo arrivo è stato improvviso e fuori dalle nostre logiche. Ma di partite ne abbiamo perse anche con lui in campo. Ora lavoreremo per trovare un difensore adatto a sostituirlo».
In settimana sono uscite nuove voci su potenziali sviluppi in società…
«Io non posso rispondere. Non è una domanda da rivolgere a me».


