Nesta chiede scusa ai tifosi a fine gara - foto Alex Travaglioli
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Nesta: «Abbiamo subito perso coraggio, non possiamo permettercelo. Non siamo ancora pronti per questo tipo di gare...»

«A questa Reggiana mancano alcuni senatori infortunati in grado di portare serenità ai nostri giovani inesperti. Perché Varela giù? Pettinari non avrebbe dovuto giocare. Dobbiamo crescere e in fretta perché la classifica non aspetta...»

02.12.2023 18:00

È deluso e arrabbiato Alessandro Nesta dopo l'amaro k.o. nel derby con il Modena: ancora una volta l'approccio alla gara dei granata è stato insufficiente e questa volta l'aver riacciuffato il risultato nella ripresa non è bastato per evitare la beffa finale…

«In questo momento abbiamo tanti giovani in campo, perciò queste partite dobbiamo ancora imparare a farle, soprattutto a livello emotivo - ha dichiarato il tecnico granata nel post partita dalla sala stampa del “Braglia” - Abbiamo preso un gol dopo 38 secondi dal calcio d’inizio e da lì abbiamo subito perso coraggio, lasciando la palla al Modena: questo non possiamo permettercelo…».

C’è molta rabbia per aver preso un gol dopo nemmeno un minuto?
«Sì, l’episodio può capitare ma non devi mai perdere il coraggio di farti vedere e proporre quello che vuoi fare. Questa squadra manca di alcuni senatori che sono fuori per infortunio. Abbiamo recuperato Sampirisi anche se non è ancora al 100%. I giovani hanno il diritto di sbagliare, ma dobbiamo iniziare a muoverci perché la classifica non ci aspetta più».

Già nel primo tempo la squadra arrivava seconda sul pallone…
«Stiamo facendo fatica nell’attenzione e nel partire un secondo prima per capire dove andrà la palla. Dobbiamo iniziare tutti ad andare più forte perché se gli altri ci prendono, poi diventa dura…».

Nel secondo tempo invece si è vista una reazione della Reggiana…
«Nella ripresa siamo partiti bene e abbiamo ritrovato il pareggio, anche se poi è arrivata l’azione che ha riportato il Modena in vantaggio. Qui c’è bisogno che i giocatori più esperti accompagnino maggiormente i giovani che non hanno esperienza di queste partite. Serve qualcosa in più perché quando le gare non partono bene, poi facciamo fatica ad avere quella lettura della partita che invece hanno quelli con più esperienza».

Dove iniziano i meriti del Modena e i demeriti granata?
«Abbiamo sbagliato l’approccio. Già con l’Ascoli abbiamo preso gol all'inizio, oggi dopo pochi secondi eravamo già sotto. Non so se alcuni giocatori hanno sentito troppo la tensione, ma è difficile da spiegare. Ci sono ragazzi che sono rientrati da poco come Da Riva e Melegoni, ma c’è ancora diversa gente esperta da recuperare e che può garantire ai giovani una certa tranquillità».

Come mai non ha puntato su Varela dall’inizio?
«Ho tenuto Momo in panchina per farlo entrare nel secondo tempo, anche perché in teoria Pettinari non doveva nemmeno giocare. Ho preferito quindi tenermi un attaccante a riposo e ho puntato su Antiste che ha già giocato in quel ruolo. Al di là di chi c’era in campo, era importante l’atteggiamento perché queste partite vanno vissute in un altro modo. Abbiamo già giocato gare in stadi importanti come successo a Genova, ma lì la posta in palio era diversa. Dobbiamo crescere in fretta  su quest’aspetto perché non c’è più tempo».

Quindi è l’atteggiamento quello che deve cambiare questa Reggiana?
«Per me è importante l’aspetto mentale, soprattutto in queste partite. Io da giocatore ho fatto tanti derby e tanti ne ho sbagliati perché ci sono arrivato male mentalmente, perciò capisco certi miei giocatori. Ho fatto tanti derby con la maglia della Lazio contro la Roma e mi ricordo che alcuni di questi li ho sbagliati perché non andavo con i nervi giusti alla partita. Addirittura ero più sereno quando ho giocato la finale di Champions piuttosto che qualche derby. Magari per diversi giocatori questo campionato è come la Champions, perciò i ragazzi devono abituarsi a questi importanti palcoscenici e non è così facile».

Come si può lavorare mentalmente per migliorare questi aspetti?
«Ci sono giocatori che non hanno mai fatto partite del genere, con così tanti tifosi in uno stadio importante. Mi riferisco a ragazzi come Pieragnolo, Marcandalli, Bianco o Varela. Dobbiamo abituarci a crescere non solo a livello tecnico ma anche nel saper giocare certe partite. Quando la pressione è più alta, è normale che i giovani facciano più fatica e in questo caso c’è bisogno che i giocatori più esperti ritrovino le migliori condizioni: per far crescere i giovani bisogna che i “vecchi” stiano bene. Speriamo di recuperare presto gente come Romagna e Cigarini. I più esperti hanno una migliore lettura della gara che invece i giovani non hanno: c’è poco tempo e bisogna dare una sterzata adesso».

Su cosa deve ancora crescere questa Reggiana?
«Finora contro le più forti abbiamo fatto una buona figura, poi invece altre volte ci siamo persi. Dobbiamo cercare di capire come evitare questi momenti a vuoto e cercare di crescere come personalità che è un elemento fondamentale nel mondo del calcio».

Ora arrivano due partite importanti in casa contro Brescia e Sampdoria: possono essere due buone occasioni per ritrovare i punti che servono per rivitalizzare la squadra?
«Sì, sono due buone opportunità. Le giochiamo entrambe in casa perciò dobbiamo cercare di vincerle. Non dobbiamo viverle come un’ossessione, ma con la voglia di crescere con costanza: in questo modo i risultati arriveranno».


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