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Ardemagni: «Finalmente è arrivato il gol. Se resteremo uniti, centreremo la salvezza»

«Abbiamo sbagliato a non chiuderla prima, io per primo. In Serie B si può vincere o perdere con chiunque, ma alla fine conta solo il risultato»

Mauro Falduto
14.02.2021 21:45

© AC Reggiana

Matteo Ardemagni è finalmente riuscito a realizzare il suo primo gol in maglia granata. Una rete decisiva che ha permesso ai granata di aggiudicarsi il delicato scontro salvezza con l'Ascoli.

Quanto ti è mancato esultare?
«Tanto. Ho vissuto un anno un po’ travagliato a Frosinone tra infortuni, situazione Covid e poca fiducia da parte del mister. Qui mi sono ritrovato e dal primo giorno mi sono calato nell’ambiente granata. Anche se nelle prime partite non ho segnato, per me era importante innanzitutto il bene della squadra. Oggi finalmente è arrivato il gol e ora bisogna andare avanti così».

Hai segnato il classico gol dell’ex. Che ricordi hai di Ascoli?
«Mi sono sempre sentito amato dai tifosi, altri invece mi hanno odiato ma è una cosa che ci può anche stare. In ogni caso ad Ascoli ho comprato casa quindi la considero un po’ mia: mi sento un po’ ascolano. Ho il massimo rispetto per la tifoseria che considero come una delle più importanti d’Italia. Tuttavia sono sempre un professionista, perciò quando gioco con un’altra maglia non guardo in faccia a nessuno e vado per la mia strada».

Che squadra hai trovato quando sei arrivato?
«Ho trovato dei compagni che mi hanno accolto come uno di loro e questo l’avevo già sottolineato nella prima conferenza stampa. Sono giocatori umili e grandi lavoratori, in più c’è il mister che è uno che sa tenere tutti sempre sul pezzo, dal primo all’ultimo. Sono arrivato in un ambiente che viene dalla Serie C e si sa che quello è un campionato tosto. In B serve più qualità e lo abbiamo dimostrato anche contro grandi squadre come il Chievo, contro cui non meritavamo la sconfitta. Oggi contro l’Ascoli abbiamo giocato meno bene, ma il calcio è anche questo: a volte giochi bene e perdi, altre volte giochi male e vinci. L’importante è sempre il risultato».

Come ti sei trovato con il modulo a unica punta?
«Direi piuttosto bene, anche perché chi gioca unica punta è sostenuto dalle due mezze punte e dai loro inserimenti. In ogni caso, al di là del modulo in campo, sono uno che sa adattarsi sempre ai diversi movimenti tattici».

Nel finale di partita hai avuto qualche occasione che non è stata concretizzata. Avevi finito le energie?
«Lì dovevamo chiuderla e sono io il principale responsabile. L’Ascoli si è reso pericoloso in tante occasioni che poi non ha concretizzato, ma al tempo stesso si sono aperti gli spazi per noi attaccanti. Abbiamo sbagliato a non chiuderla prima. In settimana dobbiamo lavorare per migliorare questa fase».

Fisicamente come stai?
«Tutto sommato sto bene. Oggi ho sentito un po’ il campo pesante e negli ultimi dieci minuti di partita ho accusato una certa stanchezza. Tuttavia sono un attaccante che si sacrifica sempre per la squadra e che non vuole fare l’egoista, rimanendo fermo là davanti. Mi impegno per i miei compagni come loro lo fanno per me e tutti uniti nella stessa direzione possiamo fare grandi cose, seguendo sempre quello che ci dice il mister».

Chi la spunterà nella lotta salvezza in cui sia Reggiana che Ascoli sono coinvolte?
«E’ una dura battaglia. Saranno tutte finali per noi. Più punti facciamo meglio è, perciò non dobbiamo abbassare la guardia anche perché non abbiamo fatto ancora niente. La Serie B è un campionato lungo, in cui puoi vincere o perdere con chiunque. Bisogna continuare a stare sul pezzo e lavorare compatti e uniti. Se continueremo a essere una vera squadra come abbiamo dimostrato in tante partite, potremo raggiungere la salvezza».


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