Dionigi: «Reggiana, testa al campo. Il Venezia è molto forte, dovremo metterlo in difficoltà»
«I ragazzi non devono scoraggiarsi dopo le sconfitte. La squadra vorrei vederla al completo, ma ora andiamo avanti un po’ acciaccati. Girma? Recuperato e può partire dall’inizio. Mercato aperto? Serve professionalità, altrimenti si resta fuori»
Prima gara del 2026 e ultima del girone d’andata per la Reggiana, attesa domani al “Città del Tricolore” dal Venezia. Alla vigilia della sfida contro la corazzata arancioneroverdi, mister Davide Dionigi fa il punto su infermeria, mercato, avversario e aspetti psicologici, ribadendo un concetto chiave: contano solo campo e atteggiamento.
Mister, l’emergenza continua tra infortunati e squalificati…
«Sì, siamo ancora un po’ acciaccati, tra infortunati e squalificati, ma non voglio più soffermarmi su questo. Dobbiamo concentrarci su quelli che abbiamo. Siamo in un periodo di mercato e serve grande chiarezza mentale: chi scende in campo deve dare tutto, chi entra deve dimostrare di essere sul pezzo. Lo dico per l’ultima volta: io vorrei vedere la mia Reggiana al completo, ma oggi dobbiamo andare avanti così».
Situazione difensiva: come sta Sampirisi e come gestirà l’emergenza?
«Dietro non abbiamo mai avuto continuità. Cambiare sempre uno o due elementi, a volte anche in corsa, non aiuta i meccanismi difensivi. Magnani viene da una botta con lesione muscolare, Bonetti ha avuto un problema, mentre Sampirisi sta meglio anche se gli manca ritmo partita. È un giocatore d’esperienza che può darci tanto, soprattutto a livello caratteriale e di gestione».
Girma è pronto per partire dall'inizio?
«È recuperato. Vediamo se partirà dall’inizio o se potrà avere minuti a gara in corso. Purtroppo le interruzioni per infortuni o botte non gli hanno dato continuità, quella che gli permetterebbe un percorso di 10-12 partite di fila. Sarebbe importante per la sua crescita e per la sua concretezza».
Valuta di nuovo una Reggiana senza punti di riferimento offensivi?
«È una soluzione che in alcune occasioni ci ha pagato, in altre meno. Dipende sempre dalle caratteristiche dell’avversario, soprattutto dei difensori. È comunque un’arma in più che abbiamo scoperto anche quasi per caso. Domani vedremo come schierarci per cercare di creare difficoltà».
Il mercato può influire sulla testa dei giocatori?
«È normale che ci siano voci, desideri, esigenze personali: fa parte del gioco. Ma la professionalità viene prima di tutto. Su questo sono stato chiarissimo: se vedo mancare la professionalità, chiunque resta fuori. Domani chi gioca deve dare il massimo, al di là delle voci, vere o presunte. È anche nell’interesse dei ragazzi: il tifoso guarda, osserva tutto».
Giocare fino a inizio febbraio in questa situazione quanto pesa?
«Ormai è una consuetudine. Si parla di mercato anche quando è chiuso, quindi dobbiamo conviverci. Ma non deve venire a meno l’atteggiamento: il bene comune è la Reggiana e non può venire meno. Sono convinto che domani, al di là della forza del Venezia, chi scenderà in campo farà una prestazione tosta».
Quali indicazioni ha tratto dai primi allenamenti dei nuovi arrivati?
«Suárez è un investimento per il futuro. Deve ambientarsi al calcio italiano, alla lingua, alle metodologie e alle concezioni tattiche. Mi ha dato buone sensazioni per voglia e attitudine. Non dimentichiamo che l’ultima partita l’ha giocata a ottobre: ha bisogno di tempo e lavoro, ma può diventare utile».
Che Venezia si aspetta?
«È una squadra forte, allenata da un tecnico che ha vinto tanto, con un organico quasi da Serie A. Arriva da un filotto di vittorie importanti e ha dominato anche contro Monza e Palermo. Però questo deve darci la convinzione di fare una partita ancora più attenta. Ha fisicità, qualità e aggressività in tutti i reparti, ma qualcosa in alcune situazioni lo ha concesso: dobbiamo essere bravi noi a metterli in difficoltà».
Sul piano psicologico, dove ha cercato di incidere dopo le ultime sconfitte?
«Questa squadra deve imparare a non scoraggiarsi quando perde partite in cui merita di più, come a Frosinone o a Genova, ma nemmeno a sentirsi appagata dopo le vittorie. Serve il giusto mix, oltre a una crescita sul piano della concentrazione. Abbiamo perso punti per episodi clamorosi, ma questo non deve più essere una scusante: deve diventare uno stimolo per accelerare il percorso, perché i punti persi restano persi».
Portanova dopo il gol a Genova e la lettera ai tifosi come lo vede?
«L’ho visto più sereno: quel gol è stata una liberazione. Aveva tante occasioni e non riusciva a segnare, ora ha più tranquillità. È il giocatore che calcia di più in porta, quello che arriva più spesso alla conclusione. Dobbiamo provare a portarlo il più avanti possibile: può essere una chiave di lettura anche per il futuro».


