Il punto di vista

Reggiana, l'attacco non gira. È questione solamente di uomini?

I granata hanno segnato due reti nelle ultime quattro partite e faticano ad azionare i propri attaccanti. Alvini è chiamato a trovare una soluzione

Gianluca Ferrari
28.12.2020 19:00

Simone Mazzocchi, capocannoniere granata con 6 reti © AC Reggiana

Dopo lo 0-0 di Empoli, la Reggiana di mister Alvini incappa in una brutta sconfitta interna contro la Reggina, diretta avversaria per la corsa salvezza, almeno per quello che dice in questo momento la classifica. Il periodo nero dei granata però, come evidenziano i numeri che proponiamo nel prossimo paragrafo, dura da ben quattro giornate. Dopo le splendide vittorie contro Monza e Cosenza sono arrivate tre sconfitte ed un pareggio che hanno fatto ripiombare Rozzio e compagni ad un solo punto dalla zona play out. Già qui, però, va fatta una doverosa premessa, che vorrei sintetizzare in due sole parole: nessun allarme.

La Reggiana è dove dovrebbe essere, ovvero in piena corsa salvezza, e ha già dimostrato di poter competere e superare squadre ben più blasonate ed attrezzate per la categoria (vedi Monza e Venezia). Quello che preoccupa maggiormente in questo momento - numeri alla mano - è la marcata sterilità offensiva dei granata. Anche contro la Reggina, gli uomini di Alvini hanno faticato a creare azioni da gol degne di nota, mettendo in mostra una certa difficoltà nel ripartire palla a terra ed azionare le proprie punte. Non sono un caso i soli due gol segnati nelle ultime quattro partite, di cui uno su invenzione personale di Radrezza e l'altro con il solito Mazzocchi, l'unico in grado di capitalizzare al meglio le occasioni create dai compagni (6 gol finora per l'attaccante classe '98). Anche l'ex Sudtirol, però, ha dimostrato di soffrire la carenza di manovra della squadra e ha quindi cercato di rendersi utile in fase di possesso palla e provando ad approfittare di quelle palle "sporche" che gli capitano tra i piedi. Alvini ha provato ad affiancargli diverse alternative, variando di volta in volta la coppia d'attacco ma cambiando gli addendi il risultato non è cambiato. Kargbo non è ancora decisivo come in C, Zamparo è un grande lottatore ma è anch'egli all'esordio in questa categoria e giustamente si sta confrontando contro una realtà nuova per lui. Anche Cambiaghi e Marchi, con meno minutaggio a disposizione, non hanno risolto i problemi in avanti, mentre Voltan è ancora un punto interrogativo.

Il problema, allora, è da ricercare in una difficoltà più ampia di squadra: la Reggiana non è più in grado di creare superiorità sugli esterni e, centralmente, si affida o alle invenzioni di Radrezza o agli inserimenti di Varone, quest'anno impegnato molto più nella fase difensiva. Ciò che sembra patire la Reggiana - e mister Alvini lo ha confermato nell'ultima conferenza stampa - è la maggior fisicità degli avversari, sia nei confronti diretti sulle fasce, sia in avanti dove il solo Zamparo ha le caratteristiche fisiche per poter reggere il confronto con difensori rocciosi ed esperti. Toccherà quindi ad Alvini studiare un'alternativa di gioco alla sua Reggiana, che sia in grado di sfruttare al meglio le caratteristiche dei singoli attaccanti. Anche perchè, per salvarsi, le partite bisogna vincerle e per vincere le partite c'è solo un modo: fare gol. Un assist in questa direzione arriverà dal mercato: il ds Tosi negli ultimi mesi non è rimasto fermo a guardare e sa di cosa ha bisogno la squadra per raggiungere l'obiettivo salvezza. Almeno un rinforzo arriverà per completare il reparto avanzato, ma non è da escludere qualche ulteriore tassello sulle fasce e in altri reparti, sempre con un occhio attento al bilancio.

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