foto Silvia Casali
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Dopo il k.o. nel derby contro il Cesena, Davide Dionigi torna a sottolineare un copione che si ripete: una Reggiana capace di produrre gioco e occasioni, ma punita alla prima disattenzione. Il tecnico granata chiede un cambio di passo soprattutto sul piano mentale, guarda al mercato per rinforzi immediatamente pronti e invita la squadra a percepire il momento come un segnale d’allarme.


«Purtroppo commentiamo sempre la stessa partita - sottolinea amareggiato il tecnico granata in sala stampa - Abbiamo fatto un’ottima prestazione, con una ventina di tiri in porta e altrettanti cross, tenendo quasi sempre il possesso del gioco. Alla fine però vanifichiamo tutto. Ormai è una consuetudine commettere errori che buttano via la gara e mi dispiace soprattutto per il derby perso, perché so quanto ci tenessero i tifosi. Non sto dicendo che meritavamo di vincere, ma è sempre la stessa storia».

Durante la settimana percepisce una squadra spenta?
«In settimana vedo ragazzi che spingono e danno tutto. Poi in partita commettiamo errori che forse sono dettati dalla paura. Non voglio criticare il singolo, ma è evidente che vanifichiamo quello che facciamo. È più di una partita che perdiamo giocando bene, tenendo sotto l’avversario e senza meritare la sconfitta».

Certi errori si possono allenare?
«Non è semplice, ma a livello mentale qualcosa deve cambiare. È necessario che la squadra senta un campanello d’allarme: siamo sempre più vicini alla zona playout e qualcosa deve scattare, anche in termini di timore».

A livello psicologico teme lo scoramento da parte del gruppo?
«Lo temerei se la squadra non producesse gioco. Invece anche contro il Cesena ha creato tanto ed è rimasta sul pezzo fino alla fine. Non ho paura di questo tipo di scoramento: la Reggiana è sempre stata questa. Non voglio però che continuino queste leggerezze che ci sono costate carissimo. Non mi attacco nemmeno alla fortuna, perché ci credo poco, ma oggi abbiamo colpito un palo e una traversa e avuto situazioni che non ci sono nemmeno girate a favore».

Come si esce da questo periodo complicato?
«Spero che arrivi un po’ di timore per limare certi aspetti. La squadra sa giocare, ma il rischio di aver sperperato il bottino fatto finora deve portarci a pensare che ogni pallone è vita. Oggi, con mezzo errore, prendiamo gol, al netto di tutto il buono che facciamo».

Il mercato può dare una mano?
«Sono usciti tre giocatori e dovranno essere integrati nuovi innesti. Siamo in linea con la società, ma dobbiamo trovare profili pronti nell’immediato. Con direttore e presidente stiamo cercando un certo tipo di rinforzi, anche perché si sono verificate mancanze improvvise e inaspettate. Non ci aspettavamo di perdere tre titolari in un colpo solo e non sarà semplice rimpiazzarli subito: il mercato è questo».

Ora guarda la classifica?
«Non la guardavo nemmeno quando eravamo in zona playoff. Conosco il valore di questa squadra e so che ora non raccogliamo quanto dovremmo. Spero però che questo abbassamento in classifica possa diventare uno stimolo per la squadra».

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