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Regia Rewind 2018 - Parte II

Dall'ennesima delusione ai playoff al nuovo debutto al "Mirabello", passando da un'estate piena di incognite e addii

Redazione TuttoReggiana
29.12.2018 18:00

Continua il racconto del 2018 granata, anno che non sarà dimenticato con facilità da tifosi e appassionati: oggi ripercorriamo gli eventi più tragici, dal rigore di Siena fino alla mancata iscrizione che ha portato all'epilogo dell'era Piazza e alla nascita della nuova Reggio Audace.

[Parte I] - [Parte III]

MAGGIO. Con il pirotecnico 3-3 sul campo del Teramo, la Regia conclude la stagione al quarto posto e si vede costretta ad iniziare i playoff dal primo turno. La "post season" inizia comunque nel migliore dei modi: Cesarini manda a casa il Bassano nella sfida unica del 15 maggio disputata al “Città del Tricolore”. I granata trovano maggiori difficoltà nel secondo turno ma si qualificano ai quarti di finale al termine di due soffertissimi pareggi con la Juve Stabia. L'ultimo ostacolo per accedere alle semifinali si chiama Siena e tutti i tifosi, purtroppo, se lo ricordano bene: all’andata, il 30 maggio, i granata trovano il successo grazie alle reti di Manfrin e Altinier, ma sarà l’ultimo prima del fallimento.

GIUGNO. Il mese horribilis inizia domenica 3 giugno allo stadio “Franchi” di Siena, dove si gioca la gara di ritorno dei quarti di finale: la Reggiana va in svantaggio a fine primo tempo ma riesce comunque a pareggiare l’incontro nei minuti di recupero grazie al solito Altinier. A tempo scaduto, il direttore di gara Perotti si inventa un calcio di rigore a favore dei toscani che centrano in extremis la qualificazione. I tifosi granata invadono il terreno di gioco mentre la società fa sentire la propria voce con un comunicato del presidente Piazza, il quale usa toni molto forti per accusare l'intero sistema del calcio italiano. Passano pochi giorni e, il 6 giugno, un migliaio di tifosi si raduna al “Mirabello” per salutare la squadra e mostrare il proprio supporto ai coniugi Piazza, senza però immaginare quello che sarebbe successo di lì a poco. La settimana seguente, infatti, un breve comunicato pubblicato sul sito della società annuncia la messa in vendita della Reggiana, mentre Mike Piazza si trova negli USA per impegni di lavoro. Carlini riceve il premio "Granata dell'anno", ma l'attenzione è tutta sulla vicepresidente Alicia Piazza, intenta a gestire la delicata situazione incontrandosi più volte con il sindaco Vecchi e ricevendo a colloquio alcune delegazioni di tifosi preoccupati. Il 26 giugno centinaia di supporter granata si radunano davanti alla sede di via Mogadiscio riuscendo ad ottenere un breve colloquio con il presidente Piazza, il quale ribadisce di non voler iscrivere la squadra al prossimo campionato di serie C. Tre giorni dopo, un po' a sorpresa, una nota apparsa sul sito web del club granata riaccende le speranze annunciando l'avviamento delle procedure per l’iscrizione del club al prossimo campionato.

LUGLIO. Le prime scadenze, però, non vengono rispettate e la Reggiana comincia ad accumulare diversi punti di penalizzazione da scontare nella stagione successiva. Intanto, alla porta della società granata iniziano a bussare l’ingegnere laziale Marco Arturo Romano, ex vicepresidente del Livorno, e il manager specializzato in bitcoin Victor Pablo Dana. Con quest’ultimo, i coniugi Piazza arrivano ad un passo dalla cessione del club, ma un dietrofront dell’ultimo minuto spegne definitivamente ogni speranza di salvare l’AC Reggiana 1919. Il 16 luglio il club comunica la volontà di non procedere all’iscrizione: indimenticabile la disperazione del "Melo" davanti alla sede di via Mogadiscio in quelle tragiche ore. Da un sodalizio tra gli ex sponsor della Reggiana e Romano nasce una cordata di imprenditori intenta a non far sparire il calcio da Reggio Emilia, cordata che si presenta al bando pubblico indetto dai vertici di Piazza Prampolini per assegnare il titolo sportivo granata ad una nuova società che ripartirà dalla Serie D.

AGOSTO. Il 1º agosto, il sindaco Luca Vecchi annuncia l'affidamento del titolo sportivo della città di Reggio Emilia alla nuova Reggio Audace FC, il cui ruolo di presidente viene assunto da Luca Quintavalli, titolare di Olmedo. Tito Corsi, braccio destro di Romano e vecchia conoscenza granata, inizia a costruire la squadra scegliendo come allenatore l’ex Ravenna Mauro Antonioli. Nella settimana di Ferragosto, la Reggio Audace si raduna ad Albinea per iniziare a preparare la nuova stagione, che si preannuncia difficile già dopo la compilazione dei gironi (i granata vengono inseriti nel gruppo D con il rinato Modena di Apolloni e Amadei). Il 26 agosto, in un Mirabello gremito da oltre 2500 spettatori, la nuova Reggiana fa il suo esordio in Coppa Italia superando il Sasso Marconi mentre la società continua a lavorare alacremente sul mercato, portando alla corte di Antonioli giocatori del calibro di Staiti e Ponsat preceduti dal ritorno degli amatissimi ex Narduzzo e Rozzio oltre a tante altre pedine per lo più sconosciute al pubblico di fede granata.

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