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Tosi: «In finale si scontrano due squadre con filosofie opposte. Reggio non ha nulla da invidiare a Bari»

«La cura dei particolari e gli episodi possono fare la differenza. Finale in campo neutro? Il regolamento parla chiaro...»

Gian Marco Regnani
20.07.2020 17:50

A 48 ore dalla finale tra Reggiana e Bari che mette in palio la promozione in Serie B, il direttore sportivo granata Doriano Tosi è tornato a parlare ai nostri microfoni raccontandoci le sue sensazioni in vista del big match del "Città del Tricolore".

Direttore, come sta la Reggiana a due giorni dalla finale?
«Complessivamente penso che recupereremo tutti salvo imprevisti dell’ultima ora. Kargbo è l’unico un po’ acciaccato dopo tutte le botte che ha preso: purtroppo in campo riceve sempre attenzioni particolari e colpi proibiti, per non parlare delle offese razziste, però il più delle volte è lui quello che viene richiamato o ammonito dall’arbitro…».

Daniele Paterna della sezione di Teramo è stato designato come arbitro…
«Non avendolo mai incontrato non lo conosciamo, ma sappiamo che è uno di quelli più quotati della CAN C. Ci auguriamo possa trovarsi a suo agio e spero si riveli all’altezza dell’evento, ma non sarà semplice: la diretta televisiva amplifica le complessità di una gara già di per sé molto difficile da arbitrare dato che si scontreranno giocatori esperti e furbi».

Come si affronta una finale?
«A questo livello bisogna portare in campo quattro caratteristiche: preparazione fisica, mentale, tattica e tecnica. Se manca uno solo di questi aspetti allora nascono i problemi».

Che partita si aspetta di vedere in campo?
«Le finali sono partite a sé che viaggiano su binari diversi dalle altre. C’è sempre l’impressione che regni l’equilibrio poi a volte arriva un episodio che cambia il corso della gara. Speriamo di non trovarne uno a nostro sfavore…».

Il ds del Bari ha dichiarato che avrebbe preferito giocarla su campo neutro…
«Mi sono confrontato parecchie volte con Scala: insieme abbiamo lavorato per far sì che le nostre squadre potessero giocarsi la B almeno i playoff. Il suo ragionamento in merito alla finale da disputare in campo neutro serve probabilmente per caricare l’ambiente e credo che quelle parole avranno un'eco importante a Bari. Il regolamento però parla chiaro ed era stato stabilito da tempo: per giocare in casa la finale, il Bari avrebbe dovuto sperare in una nostra eliminazione, poiché la Reggiana è risultata essere la migliore seconda di tutta la Serie C».

Ci parli un po’ del Bari
«È una squadra che ha poco da spartire con la Serie C e non a caso ha tanti giocatori di categoria superiore. Il Bari è arrivato alla finale puntando sulle qualità individuali e sull’esperienza dei suoi calciatori mentre noi fin da inizio campionato abbiamo sempre puntato sulla forza del collettivo e sul gioco di squadra. Ciò dimostra che si può arrivare in alto anche seguendo due percorsi opposti. Vorrei aggiungere un’ultima cosa…».

Prego.
«Sento tanto parlare del Bari e di Bari, ma voglio spendere una parola importante per la città di Reggio. A livello di tessuto economico e sociale, ma anche di blasone sportivo, non ha nulla da invidiare alla squadra e alla città pugliese. Siamo un’eccellenza italiana».

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