Primo Piano

Conto alla rovescia verso la ripartenza, ma le incognite non mancano

Domani appuntamento tra FIGC e Governo per stabilire la data della ripartenza della Serie A. La Lega Pro è pronta a presentare il suo piano per disputare playoff e play out

Gian Marco Regnani
27.05.2020 19:30

A una settimana dal d-day che ha ridato speranza al popolo granata, domani è in programma un altro passaggio importante: i vertici della FIGC, Lega di Serie A e il Ministro dello Sport Spadafora si incontreranno per confermare l'effettiva ripresa del principale torneo tricolore, prevista tra il 13 e il 20 giugno. 

Mercoledì 3 giugno invece il Consiglio Federale si riunirà nuovamente, questa volta per mettere nero su bianco le modalità di conclusione della stagione, o almeno questo è l'intento. Serie A e Serie B vanno verso la disputa delle rimanenti partite oltre ai playoff (per la B), la Lega Pro invece proporrà alla Federazione di promuovere le prime tre classificate (Monza, Vicenza e Reggina), retrocedere le ultime (Gozzano, Rimini e Rieti) e disputare playoff e play out su base "volontaria" da disputarsi non prima di luglio (deadline 20 agosto). Dal Consiglio direttivo della terza serie che si è tenuto martedì è emersa questa nuova linea, una virata forzata e dovuta dopo quanto la Federazione aveva espresso nell'assemblea dello scorso 20 maggio. I nodi al pettine però non mancano. Chi parteciperà e con quale formula? Prendendo in considerazione la classifica cristallizzata a fine febbraio, nel girone A le aventi diritto sarebbero Carrarese, Renate, Pontedera, Siena, Alessandria, AlbinoLeffe, Novara, Arezzo e Juventus Under 23. Nel girone B: Reggiana, Carpi, Sudtirol, FeralpiSalò, Padova, Piacenza, Modena, Triestina e Fermana. Nel girone C: Bari, Monopoli, Potenza, Ternana, Catania, Catanzaro, Teramo, Virtus Francavilla e Avellino. Nei primi due raggruppamenti però ci sono squadre che hanno giocato un numero diverso di partite. Come fare per stabilire l'ordine d'arrivo finale e il relativo accesso al tabellone playoff? Cristallizzare la classifica può essere una soluzione, Calcolando la media punti effettiva sulle gare disputate è un'altra strada percorribile ma come ben sanno i tifosi granata non mancherebbero le sorprese: Carpi secondo, Reggiana terza, Sambenedettese dentro al posto della Fermana e così via. Una soluzione light con meno turni sarebbe sicuramente più fattibile, ma molto dipendera da quale sarà il numero effettivo delle formazioni partecipanti; non è ancora chiaro infatti se un'eventuale rinuncia - dettata dall'inapplicabilità del protocollo sanitario o da altre motivazioni - potrebbe comportare delle conseguenze per i club che dovessero decidere di alzare bandiera bianca.

Infine, ben nascosto nel mazzo di Gravina, c'è anche il jolly che si chiama riforma dei campionati. Ne avevamo sentito parlare qualche settimana fa e ora questa soluzione è tornata sulla bocca di molti dato che l'articolo 218 del recentissimo Decreto Rilancio concede ampi poteri alla Federazione in merito alla "organizzazione, alla composizione e alle modalità di svolgimento delle competizioni e dei campionati professionistici per la successiva stagione sportiva 2020/2021". Una B a 40 squadre renderebbe in pratica superflua la disputa dei playoff, accontentando il partito di chi non vuole più scendere in campo e anche quello di chi coltiva da tempo sogni di gloria, Reggiana in primis. Qui però si parla di politica e le sorprese sono sempre dietro l'angolo. Preferiamo concentrarci sul calcio giocato e per questo motivo attendiamo con una certa impazienza il 3 giugno...

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