Il punto di vista

Al Mirabello il cantiere granata ha fatto ulteriori passi in avanti

Meccanismi difensivi ancora da oliare, a centrocampo tanti buoni interpreti ma nessun vero protagonista. Il gioco però c'è e si vede

Lorenzo Chierici
09.08.2019 12:00

Scappini in azione contrastato da Zapata © Reggio Audace

"Una grande amicizia da sempre ci lega... oggi più che mai Genoa e Regia", è stato questo lo striscione portato in campo dai ragazzi di Teste Quadre e Gruppo Vandelli al quale hanno risposto i tifosi genoani con uno striscione che recitava "La gradinata nord saluta gli amici di Reggio Emilia", un bel gesto di amicizia e fratellanza che, con tanto di bandiere sventolanti delle due società sul terreno di gioco coi ragazzi delle due tifoserie in passerella sotto la tribuna, riconcilia col mondo dello sport e del calcio in particolare, anche chi magari si è allontanato negli ultimi anni dallo stesso. Il Genoa al Mirabello, il ricordo della Serie A (anche se l'ultima volta Genoa e Reggiana si affrontarono in B nella stagione 98-99), un'altra epoca sportiva e sociale e certamente un altro organico, ma anche quello attuale della Reggiana, tutto sommato, per fare la Serie C, non sembra affatto male. Ieri sera la truppa granata ha tenuto testa al Grifone, giocando anche a tratti da squadra di categoria superiore, soprattutto nei primi 25 minuti, subendo però un Genoa oggettivamente più forte, che ha messo in evidenza i propri mezzi solo nella seconda metà della prima frazione di gioco, dopo aver corso un paio di rischi.

SITUAZIONE PRIMO TEMPO. A livello tattico la nuova Reggiana, per la prima volta di fronte al proprio pubblico nello storico Mirabello, propone un interessante 3-4-2-1, con l'ottimo Voltolini in porta, Spanò, Rozzio ed Espeche nella linea dei tre difensori, con Libutti a destra e il mancino Santovito a sinistra. A far girare la squadra, a centrocampo, ci sono invece Varone e Fausto Rossi, mentre dietro alle punte giostrano Rodriguez sul centro sinistra e Staiti sul centro destra, con il bomber Scappini unica punta.

SITUAZIONE SECONDO TEMPO. Nel secondo tempo il nuovo tecnico granata Massimiliano Alvini cambia tutto, a livello di uomini e applica una piccola variazione anche a livello tattico, inserendo un solo trequartista dietro alle due punte. Nello specifico di fronte al confermatissimo portiere Voltolini, che ieri ha fatto un'ottima impressione sotto tutti i profili, giocano Albertini sul centro destra, Martinelli nel ruolo di centrale, al posto di Rozzio e Santovito sul centro sinistra, poi sostituito da Favale dopo 18 minuti. Davanti a loro tre, sugli esterni, a destra, a farsi tutta la fascia ci sono Bandini, già granata anni fa, sull'out destro e Marco Martin sull'out mancino, un giocatore che la Reggiana sta valutando se tenere o meno. Davanti alla difesa la coppia formata da Adamo Haruna e Zanini, mentre dietro alle punte, in questa ripresa non ci sono due trequartisti ma soltanto il funambolico Igor Radrezza. Davanti inizialmente due punte: il centravanti Scappini e Mattia Marchi, ma all'uscita di Scappini, dopo 18' Sanat il modulo è tornato con due trequartisti appunto con Sanat e Radrezza dietro al solo Mattia Marchi.

L'ANALISI TATTICA. Nella prima frazione di gioco i granata hanno avuto qualche bella opportunità davanti, ma sono stati in grado di crearla soltanto quando i due trequartisti e la prima punta hanno giocato vicini, in modo da dialogare bene tra loro, mentre in spazi aperti hanno fatto più fatica. La difesa a tre sia nel primo che nel secondo tempo ha sofferto le ripartenze avversarie, trovandosi spesso in parità numerica se non in inferiorità, a conferma del fatto che i meccanismi difensivi, a partire dalle verticali dei due centrali di centrocampo, rappresenta una situazione da perfezionare, soprattutto in fase di possesso con rischio di transizione passiva, quindi, per essere più chiari, col pericolo di ripartenza avversaria se si perde palla magari a centrocampo o anche più indietro. I due esterni, invece, nella prima frazione di gioco, hanno aiutato abbastanza la difesa, tant'è che lo schieramento sembrava più un 5-2-2-1 piuttosto che un 3-4-2-1. Il vantaggio rossoblù al 34' col guizzo di Ghiglione che trafigge Voltolini è forse frutto di un ritardo in uscita di Espeche, che ha lasciato troppo tempo all'attaccante di aggiustarsi il pallone sul sinistro, ma può starci. Il portiere granata si cimenta poi in un paio di interventi che evitano alla Reggiana di capitolare definitivamente già nel primo tempo. Nella ripresa, invece, forse perché Alvini voleva provare qualcosa di più offensivo essendo sotto, Bandini, a destra, è spesso rimasto alto, mettendo un po' indifficoltà la difesa sull'out destro, mentre Martin ha coperto un po' di più a livello difensivo sull'out mancino rispetto al compagno di reparto. A centrocampo, invece, almeno ieri, è mancato forse un uomo che possa prendere davvero in mano la squadra, come fu ai tempi Vito Grieco, tanto per fare un nome, ma forse Alvini cerca un centrocampo più dinamico, che certamente avrà trovato, anche se, a nostro avviso, un faro lì in mezzo può sempre regalare a qualunque squadra soluzioni nuove. Work in progress. Vedremo...

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