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L'ad Carretti: «Noi siamo Audaci e non molliamo. Crediamo nei nostri princìpi»

«Ieri come oggi, vogliamo giocarci la Serie B sul campo. Se non sarà possibile, tuteleremo fino in fondo la nostra causa. I tifosi? Li abbraccerei e direi loro di avere fiducia»

Gian Marco Regnani
09.05.2020 18:00

Mauro Carretti (a destra) assieme al presidente Quintavalli

Mauro Carretti, amministratore delegato della Reggiana, smaltita la rabbia per l’esito dell'assemblea di Lega Pro che ha premiato in prima battuta il Carpi, guarda con fiducia - proprio come il presidente - ai prossimi step che potrebbero portare il club di via Brigata Reggio verso la tanto agognata Serie B.


Pochi giorni fa avete alzato la voce con un comunicato dal contenuto inequivocabile nel quale si sottolinea che "... la Reggiana è la prima ed unica pretendente alla Serie B”. Perché?
«La società merita la B per il grande impegno che ha profuso sin dall’inizio. La città di Reggio merita di raggiungere questo traguardo. Cercavamo la promozione ben prima che iniziasse l’emergenza sanitaria quando contendevamo al Vicenza il primo posto. Abbiamo un gruppo meraviglioso e vogliamo giocarci sul campo le nostre chances fino in fondo se ci sono le condizioni per farlo: questa era la nostra convinzione prima e lo è anche adesso».

Giocare in sicurezza non è semplice: la società si sta attrezzando in questa direzione?
«Abbiamo iniziato ad affrontare questo tema tempo fa quando era ancora in piedi l’ipotesi del protocollo sanitario proposto dalla FIGC. A livello organizzativo e strutturale non è semplice portare avanti quanto è richiesto perché bisogna garantire la salute di tutti, non solo dei giocatori, ma stiamo cercando di ottimizzare al massimo tutte le procedure. Se alla fine arriverà un via libera ci faremo trovare pronti».

Qualora invece il Consiglio Federale dovesse confermare la proposta della Lega Pro - promozione della quarta squadra per merito sportivo, blocco delle retrocessioni e così via - come reagirà il club granata?
«Innanzitutto è bene premettere che il Consiglio Federale, in merito alla quarta promozione in B, riceverà una proposta votata da una maggioranza semplice di 23 società a favore con 3 contrarie e 17 astenute. Le altre proposte invece sono state votate con un consenso quasi unanime. Il Consiglio Federale dovrà quindi tenere conto di queste incertezze e ci aspettiamo anche che arrivi una risposta non solo matematica ma si approfondiscano i motivi che hanno portato all'individuazione di un denominatore comune che avvantaggia chi ha giocato meno partite. Tuttavia, se tale criterio sarà approvato, ci tuteleremo fino in fondo perorando la nostra causa: vogliamo tornare in campo, non importa se accadrà a giugno piuttosto che in agosto...».

Proprio in quest’ottica vi siete rivolti all’avvocato Chiacchio…
«E’ un avvocato che ha grande conoscenza del mondo del calcio e che ha ottenuto risultati importanti in passato. Per noi è una figura di riferimento estremamente importante che ci aiuta e ci consiglia. Adesso attendiamo i provvedimenti del Consiglio Federale...».

Quanto occorrerà attendere?
«Il Consiglio Federale doveva essere convocato pochi giorni dopo il primo rinvio, ma la mia sensazione è che la FIGC stia aspettando una mossa del Governo per prendere delle decisioni. Credo quindi che dovremo attendere fino al termine della prossima settimana ma non oltre il 18 maggio, data spartiacque per la ripresa degli allenamenti...».

La posizione delle altre leghe - Serie B e LND in primis - potrebbe dare una mano alla Reggiana?
«Presumo che il Consiglio Federale, prendendo un certo tipo di decisioni per una lega, adeguerà le stesse misure alle altre categorie. Chiaramente si dovrà tenere conto di soluzioni tecniche in grado di rispettare tempi certi. Sicuramente potranno arrivare delle proposte diverse da quelle uscite dall'assemblea di Serie C...».

L'ipotesi di una riforma dei campionati resta un sogno nel cassetto?
«Ho paura che sia così. Si tratta certamente di una proposta importante, ma non ci sono i tempi tecnici per attuarla».

La sensazione che stiamo vivendo in questi giorni è quella di un derby tra Reggiana e Carpi giocato fuori dal campo…
«Tutti puntano ad andare in B, non dimentichiamoci anche del Bari e, aggiungo io, anche della Carrarese. In termini mediatici stiamo assistendo ad una battaglia ma non dobbiamo dimenticare che la nostra è una lotta per far valere un determinato principio, non per dare contro a una squadra in particolare».

Non c’è il rischio di vivere un’estate piena di incertezze?
«Non credo. Servono dei punti fermi a breve. La Serie C ha bisogno di certezze e sostenibilità perché con la crisi alle porte credo che molti imprenditori in difficoltà potrebbero gettare la spugna. Se non cambia qualcosa molte squadre rischiano proprio di non iscriversi. Questo è il vero problema. Per questo dico che le tempistiche con cui gli organi competenti dovranno prendere una decisione devono essere brevi, altrimenti si fa davvero fatica a pianificare...».

Un anno fa, proprio quando le speranze parevano abbandonarci, arrivò il ripescaggio in Serie C. Uno scenario ripetibile anche quest’estate?
«Ricordo bene quelle settimane. Eravamo pronti per la Serie D quando all’ultimo si presentò l’occasione di fare il salto e non fallimmo l’obiettivo. Per quanto riguarda il ripescaggio, ci risulta che non sia tecnicamente possibile avendone usufruito nella passata stagione. L’unico modo di salire è come quarta promossa, non ci sono altre strade».

I tifosi circola sui social l'idea di chiedervi di aprire in anticipo la Campagna Abbonamenti stampando sulla futura tessera il logo della Serie B…
«Non conosco ancora i dettagli, ma si tratta certamente di un’iniziativa stupenda. I tifosi sono incredibili, li ammiro profondamente. Questo è un gesto di vicinanza alla società e testimonia il rispetto che il popolo granata nutre per quello che stiamo facendo».

Tra i tifosi c’è chi si è rassegnato all’ennesima beffa e c’è chi invece nutre ancora speranza. Se incontrasse uno di loro per strada, che messaggio gli porterebbe?
«Se potessi lo abbraccerei e gli direi di non mollare perché nutriamo delle speranze. Dopo un po’ di amarezza arrivata dopo le indicazioni dell’assemblea di Lega Pro, adesso siamo sereni e fiduciosi. Non dimentichiamoci che siamo nati come Reggio Audace, quindi siamo audaci e non molliamo anche oggi. Dobbiamo credere nei nostri princìpi fino alla fine».

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