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Tosi non abbassa la guardia: «Reggiana in pole position, ma le vere favorite sono altre»

Il direttore sportiva granata invita l'ambiente a mantenere alta l'attenzione in vista dei playoff: «Il fattore campo non sarà decisivo, la gara secca è un'incognita. Padova, Ternana e Catanzaro sono un pericolo per tutti»

Gian Marco Regnani
10.06.2020 17:45

Doriano Tosi mantiene un basso profilo e non si sbilancia in vista dei playoff di Serie C, l’ultima chance che la Reggiana ha per staccare il biglietto verso la B, ora distante solamente tre partite.

Direttore, quali sono state le vostre prime sensazioni dopo i verdetti del Consiglio Federale?
«Le prime sensazioni sono state certamente positive. La società con l’aiuto dei suoi legali ha svolto un ottimo lavoro. Passati pochi minuti però abbiamo subito iniziato a pensare a tutto quello che ci aspetta nel prossimo mese: le aspettative sono aumentate, quindi ne derivano grandi responsabilità. In questo momento però dobbiamo essere molto prudenti, parlare poco e pensare soprattutto a noi».

Senza girarci troppo intorno, possiamo dire che la Reggiana è tra le favorite per vincere i playoff se non la vera favorita…
«Diciamo che siamo in pole position e abbiamo qualche punto a favore però se proviamo ad esaminare i particolari troviamo degli aspetti che ci fanno capire quanto sia precario il nostro vantaggio psicologico. Innanzitutto se avessimo un brutto campo, sconnesso e poco accogliente, forse il nostro stadio potrebbe essere considerato un fortino ma venire a giocare a Reggio su un terreno perfetto per le nostre avversarie non credo sarà uno svantaggio. Se dovessi ipotizzare una percentuale direi 60-40 per noi e non certamente 90-10 come quando ci sono diecimila spettatori dalla nostra parte...».

L’aiuto del pubblico potrebbe risultare determinante se Governo e Federazione dovessero concedere ai tifosi l'opportunità di tornare allo stadio…
«Forse da metà luglio si potrebbe aprire qualche spiraglio. Se in Serie A e in Serie B apriranno gli stadi al pubblico allora è possibile che qualcosa venga concesso anche a noi, altrimenti lo ritengo improbabile. Però c’è un altro aspetto da non dimenticare...».

Quale?
«Non dobbiamo dimenticare chi siamo e da dove veniamo. La Reggiana non è la squadra più forte in assoluto, ma è una formazione da settimo-ottavo posto che si è arrampicata in alto lottando come una bestia. Ai playoff affronteremo squadre con valori individuali assai elevati».

I turni in gara secca saranno un vantaggio o uno svantaggio per la Regia?
«Per adesso posso dire che sono una grande incognita. Avremmo preferito giocare le 11 partite di campionato e i match con il doppio turno, però accettiamo quanto ha deciso la Lega. Nelle gare secche giocheremo contro squadre che avranno già messo dei minuti nelle gambe quindi dovremo fare in modo che tutto vada per il verso giusto. Questa difficoltà però riguarda tutte le seconde classificate e anche le terze».

Disputare delle amichevoli potrebbe essere la soluzione giusta per arrivare preparati al 13 luglio?
«Se potessimo lo faremmo, ma al momento è molto difficile organizzarsi. Le squadre in attività che stanno rispettando il protocollo sanitario sono poche e quasi tutte nostre concorrenti ai playoff. Quelle impegnate ai play out dubito avranno voglia di giocare un’amichevole contro di noi. Lo stesso discorso vale per i club di Serie A e B: non sono riusciti a giocare amichevoli e adesso hanno un calendario che le vede impegnate ogni tre giorni. Infine non possiamo prendere in considerazione le formazioni dilettantistiche e giovanili poiché hanno terminato la stagione, quindi le opzioni a disposizione sono praticamente finite. La vedo dura, ma se capiterà l’opportunità giusta la sfrutteremo».

Quali sono secondo lei le formazioni più pericolose da affrontare?
«Bisogna tenere in considerazione i valori delle squadre e i costi aziendali dei club per ottenere un giusto metro di paragone. In prima fascia inserisco Bari, Ternana, Catanzaro, Padova, Carpi e anche il Catania se parteciperà: sono formazioni che in gara secca possono battere chiunque. In seconda fascia come outsider inserisco Monopoli, Virtus Francavilla, Carrarese… e anche la Reggiana».

Il patron Amadei che pronostico ha fatto?
«Amadei è saggio, prudente e realista. Non è un giocatore d’azzardo. Anche lui ci mette nella seconda fascia delle probabili vincenti».

Come procedono gli allenamenti a Cavazzoli?
«Tra tutti i problemi e le ansie che abbiamo, gli allenamenti sono quelli che ci preoccupano di meno. Vedere la squadra che si allena con grande motivazione e una partecipazione al lavoro molto elevata mi rasserena l’animo. Servirà questo spirito per arrivare pronti nelle partite decisive da vincere».

Questione contratti in scadenza al 30 giugno: come vi state muovendo?
«Non è ancora stata trovata una soluzione condivisa tra le varie leghe, club e sindacati però per quello che ci riguarda il problema è tutto sommato relativo perché ci siamo messi avanti con il lavoro da fare. Al momento abbiamo i tre prestiti di Lunetta, Valencia e Kargbo con Atalanta, Bologna e Crotone e sei giocatori in scadenza: Spanò, Narduzzo, Radrezza, Espeche, Pellizzari e Brodic. Stiamo trattando individualmente con questi giocatori e speriamo nel giro di un paio di settimane di capire quali documenti serviranno esattamente per prolungare a 14 mesi un contratto che di norma ne prevede 12».

Ora non resta che attendere...
«Questa sera capiremo chi partecipa e chi si ritira dai playoff. Ad ogni modo ci saranno comunque oltre 20 squadre da affrontare con un bel gruppetto di quelle forti che avremmo preferito non partecipassero...».

La rinuncia del Modena la sorprende?
«Razionalmente no. Emotivamente, per la conoscenza che ho io della piazza, la cosa mi sorprende molto».

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