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Fico chiama a raccolta i tifosi: «Per raggiungere i nostri obiettivi ci serve l'aiuto del pubblico»

«Ci vogliamo iscrivere con il nome AC Reggiana, torneremo ad allenarci in via Agosti entro dicembre. Il ripescaggio? Sono fiducioso»

Gian Marco Regnani
17.05.2019 17:45

Playoff, marchio, ripescaggio, campi di via Agosti e futuro societario: sono davvero tanti gli argomenti toccati da Giuseppe Fico, socio della Reggio Audace (suo il 18,75% delle quote granata) e referente dell'area tecnica, a due giorni dalla sfida da dentro o fuori contro il Fanfulla al "Città del Tricolore".

«Questa è stata un'annata tribolata fin dagli albori e sicuramente avremmo voluto fare a meno dei playoff, ma visto il girone con il Modena nel quale ci siamo ritrovati era prevedibile un tale epilogo - spiega Fico - Speravamo almeno di concludere il campionato al secondo posto per poterci giocare la finale in casa ma è andata diversamente. Mi affido alla tifoseria: spero che domenica allo stadio la gente arrivi in massa per dare una mano ai nostri ragazzi che fisicamente purtroppo non stanno bene. Dobbiamo aiutare la squadra a tirare fuori il 120% per portare a casa il risultato. Dimentichiamoci dell'ultimo 4-0, quello era solo un allenamento».

La stagione non è ancora conclusa, ma è inevitabile chiederle qual sia il suo giudizio sui primi 9 mesi di lavoro della Reggio Audace...
«Posso dire di avere messo anima e cuore in questa avventura. Sono ancora scottato dal triste epilogo della gestione Piazza ma dall'altra parte sono felice che il calcio a Reggio non sia morto. Siamo partiti tra mille difficoltà ma alla fine ce la siamo cavata: all'inizio facevamo le riunioni al bar e nello studio del commercialista Baldini che si è sacrificato mettendoci a disposizione i suoi uffici per un mese sacrificando il proprio lavoro e per questo devo ringraziarlo pubblicamente. Sono contento in modo particolare per i grandi risultati ottenuti dal Settore Giovanile dopo la grande fatica fatta in estate per cercare di convincere i genitori a non mandare altrove i propri figli: tanti club di Serie A ora li seguono e diversi giocatori sono approdati in prima squadra».

È soddisfatto del campionato disputato dalla formazione di mister Antonioli?
«Sì, mi reputo soddisfatto del lavoro svolto anche se ci sono tanti rimpianti e in cuor mio speravo di festeggiare il primo posto. Con la partenza in ritardo, la squadra è stata completata solo a settembre e ad oggi i tanti acciacchi sono dovuti anche alla mancanza di preparazione. Un giocatore importante sotto il profilo tecnico e tattico come Broso per esempio è sempre stato infortunato e anche a Rozzio non è andata meglio. Nel momento in cui potevamo dare la spallata decisiva al campionato purtroppo sono venute a mancare le forze...».

Anche dall'altra sponda del Secchia alla fine non se la sono passata meglio...
«Voglio guardare solo al nostro lavoro e non giudicare quello degli altri. Avrei comunque preferito vedere salire in Serie C il Modena, così avremmo avuto un problema in meno ai playoff...».

Poche ore fa Teste Quadre e Gruppo Vandelli hanno diffuso un comunicato nel quale vi esortano ad acquistare il marchio senza esitazioni...
«Li capisco, anche noi soci siamo dei tifosi e vogliamo tornare a chiamarci Reggiana il prima possibile: questa è una priorità che vogliamo portare a compimento entro la data del centenario (il 25 settembre, ndr). Quest'estate vorremmo iscrivere la squadra con il nome "AC Reggiana 1919", mi auguro dunque che le cose entro un mese o due si possano risolvere in maniera positiva. La curatrice ovviamente fa il suo lavoro, ma noi non ci vogliamo svenare: se dobbiamo spendere qualcosa in più del previsto va bene, ma arrivare a sborsare 10 volte tanto rispetto al valore comunemente riconosciuto (circa 30mila euro, ndr) sarebbe un danno per tutti. La nostra società avrà sempre un occhio di riguardo per i conti, chi ha in mano ora il pallino del gioco spero lo capisca».

Siete pronti anche a partecipare alla roulette russa dei ripescaggi?
«Onestamente ancora si capisce poco del regolamento. Il principio alla base dei ripescaggi prevede che i club con diverse inadempienze alle spalle come Lucchese e Cuneo non possano essere presi in considerazione e credo che a luglio saranno molte le società con delle situazioni difficili da sanare. Per questo motivo, prendendo in considerazione il fatto che difficilmente vedremo seconde squadre di Serie A (forse solamente la Juve, ndr), ho la speranza che ci possano essere diversi posti liberi dove poterci inserire e noi faremo di tutto per farci trovare pronti. Venendo dalla Serie D inoltre saremmo avvantaggiati sul fronte delle fideiussioni bancarie relative agli stipendi dei giocatori, situazione più complicata invece per chi è retrocesso. Tra garanzie da presentare e i 350mila euro da versare a fondo perduto non so quanti club retrocessi possano ritenere utile ricorrere al ripescaggio: per loro potrebbe avere più senso spendere un milione da investire in un buon campionato di Serie D piuttosto che versare la stessa cifra solo per mantenere la categoria. Tutti questi discorsi passano ovviamente da un eventuale vittoria dei playoff, quindi chiedo nuovamente ai tifosi di stare al nostro fianco perché domenica c'è bisogno del loro sostegno».

Un altro tasto dolente di questa stagione riguarda i campi di allenamento...
«Siamo consapevoli del problema ed è tra le nostre priorità risolverlo: allenarsi su tre terreni diversi ogni settimana è difficile per i giocatori, ma anche i magazzinieri impazziscono. Nella prossima stagione sarà fondamentale trovare un punto fermo e lo abbiamo individuato in via Agosti, la nostra casa da sempre. Purtroppo però ci vorrà un po' di pazienza: complici le elezioni amministrative, credo che i campi torneranno in mano al Comune di Reggio non prima di luglio poi dovranno essere sistemati e sarà aperto un bando al quale parteciperemo. Ripartire da via Agosti già in estate è impossibile, credo proprio che dovremo attendere fino a dicembre: per 3 o 4 mesi troveremo un altro sito dove allenarci».

Capitolo area tecnica: il vicepresidente Rondanini ha annunciato la scorsa settimana l'arrivo di un nuovo direttore sportivo, Tito Corsi però continua a frequentare i vostri uffici. Proseguirete assieme il vostro rapporto di lavoro?
«Con Tito mi confronto tutti i giorni e sa benissimo come la pensiamo. Noi non abbiamo mandato a casa nessuno, adesso sta lavorando anche per il nostro futuro e se vuole potrà rimanere nell'ambiente granata come consulente. Poi entro 15 giorni potrebbero esserci degli sviluppi societari di un qualche tipo...».

È previsto quindi l'ingresso di nuovi soci?
«Se faremo delle operazioni saranno per il bene della città, ma non venderemo la società al primo che passa. Di millantatori e delinquenti ne abbiamo avuti abbastanza, non sapete quanti se ne sono presentati negli ultimi mesi. Preferiamo andare avanti da soli o con degli aiuti da parte di imprenditori piccoli o medi anche non reggiani pur di non far entrare in società personaggi che potrebbero costringerci a ripartire da zero. Se un domani dovesse bussare alla nostra porta una persona fidata e pronta a comprare il 100% del club saremmo disposti a regalarglielo».

Stefano Bonacini potrebbe essere la persona giusta?
«È ancora a Carpi e pensa solo al Carpi per il momento: non credo sia pronto per intraprendere una nuova strada. Magari mi sbaglio ma ad oggi con lui non c'è niente di concreto, è in stand-by, invece tanti altri discorsi sono già avviati. So che l'ambiente lo accetterebbe volentieri e se lui decidesse di farsi avanti noi lo accoglieremmo a braccia aperte perché vogliamo il bene della società. Saremmo anche disposti a fare dei contratti di sponsorizzazione per far capire che ci siamo e ci saremo sempre per la Reggiana. Noi ci mettiamo la faccia».

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