Il punto di vista

Incidente di percorso o campanello d'allarme? La parola al campo

La squadra umiliata ieri pomeriggio dal Lecce non era la solita Reggiana. Domenica arriva la Cremonese: l'occasione migliore per tornare sui giusti binari e riprendere a correre verso la salvezza

Gian Marco Regnani
22.11.2020 19:30

© AC Reggiana

«Perdere a Lecce ci sta, ma non in questo modo». Mister Massimiliano Alvini ha usato queste parole per descrivere a caldo la debacle della Reggiana al "Via del Mare" dopo aver chiesto scusa ai tifosi per la pessima prestazione e per il risultato umiliante con il quale i granata hanno fatto ritorno a Reggio. 

Trovare una spiegazione a questo risultato non è semplice poiché può dipendere da tanti fattori. L'aspetto psicologico prima di tutto: la Reggiana si è sciolta come neve al sole dopo il primo gol subìto trovando una timida reazione solamente sul finire del primo tempo e dopo la rete del 4-0 quando era chiaro su che binari fosse già finito l'incontro. Le gambe: il Lecce correva al doppio della velocità e arrivava primo su tutti i palloni sporchi. Il lungo stop causato dal cluster di Covid-19 che ha colpito la Reggiana a fine ottobre può avere presentato i suoi effetti con settimane di ritardo? È possibile. Certamente la prestazione con il Venezia aveva sorpreso tutti, una prova figlia della voglia di rivalsa e dall'adrenalina che scorreva nelle vene di tutti i giocatori che ha sorpreso i lagunari. Rivedere Ajeti e Costa dal primo minuto fa ben sperare per il futuro, ma con il senno di poi viene da chiedersi se fossero atleticamente pronti per affrontare avversari di quel calibro dal primo minuto viste le sofferenze accusate da tutta la linea difensiva, capitano compreso. L'atteggiamento tattico: come da copione la formazione granata è scesa in campo per praticare il solito calcio fatto di fraseggio nello stretto e gioco offensivo schierando quella che assomigliava di più alla formazione titolare assemblata sulla carta in estate dal ds Tosi. Il Lecce si aspettava proprio questa Reggiana ed ha colpito subito forte. La differenza di valori tra le due rose: già leggendo i nomi sulla distinta era palese che di fronte ci fossero una formazione costruita per raggiungere la A, con tanti giocatori di Serie A, e un'avversaria con un telaio plasmato in Serie C. Nelle prime sette giornate la Regia è riuscita a mascherare le sue lacune grazie ad un impianto di gioco collaudato, ma ieri quando più di un ingranaggio ha smesso di funzionare la reale differenza di valori tra una squadra da parte sinistra e una da parte destra della classifica è venuta a galla in modo prepotente. Ultimo appunto: complimenti al Lecce. I salentini allenati da Corini sono davvero un bel gruppo e, in un sabato decisamente storto in casa granata, hanno suonato uno spartito perfetto senza alcuna stonatura. Dando un'occhiata alle statistiche, su 16 tiri verso la porta di Venturi il Lecce ha depositato in fondo al sacco ben 7 palloni. Una percentuale vicina al 50% più facile da vedere su un parquet dove si gioca a basket piuttosto che su un rettangolo verde.

Come si riparte dopo un 7-1? Nessun allenamento punitivo o sedute extra: la Reggiana ha fatto rientro ieri sera dalla trasferta pugliese con un volo da Brindisi e osserverà una giornata di riposo anche domani, con la ripresa degli allenamenti fissata nel pomeriggio di martedì. La "medicina" si chiama Cremonese: domenica al "Città del Tricolore" i granata avranno la possibilità di scrollarsi di dosso tutte le scorie che la gara di Lecce ha lasciato in circolo affrontando una formazione che, per quel che si è visto finora, può essere considerata alla portata di Rozzio e compagni. Sicuramente più alla portata di un Lecce decisamente di un altro pianeta. Dopo il pessimo 5-1 subìto a Carpi nella passata stagione la società reagì facendo firmare il rinnovo del contratto ad Alvini e la squadra rispose sul campo con un 3-1 all'Arzignano. Lo stesso tipo di risposta, almeno sul piano della prestazione, che i tifosi granata e mister Alvini si augurano di trovare tra sette giorni.

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