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Eberini: «La lunga pausa è un'incognita, a Roma risolveremo i nostri problemi. Mercato? Ho fiducia in Magalini»

«L'esclusione del Vicenza falserebbe ancora di più il campionato, non capisco come si possa essere arrivati a questo punto...»

09.01.2018 16:30

La Reggiana si è radunata questa mattina ai campi di via Agosti per la ripresa degli allenamenti, mentre domani partirà alla volta di Roma dove la prima squadra si tratterrà fino a mercoledì 17 gennaio.

«La settimana di sosta è arrivata nel momento giusto, i ragazzi se la meritavano - ha sottolineato il tecnico granata Sergio Eberini in conferenza stampa nella sede di via Mogadiscio - La squadra sta bene, abbiamo fatto un paio di test e sono risultati tutti positivi: una prima valutazione di tipo aerobico, poi una pesa sulla bilancia e un prelievo di sangue per vedere se i giocatori erano ingrassati ma non abbiamo rilevato alcun problema».

I giorni di riposo sono bastati per liberare la testa?
«Direi proprio di sì, tutti si sono ricaricati a livello mentale. Fisicamente avremo purtroppo tanto tempo per recuperare le energie...».

Purtroppo o per fortuna?
«Questa lunga pausa è una grande incognita, in Italia non è mai capitato di rimanere fermi così tanto tempo. Vedremo cosa succederà al rientro in campo contro il Renate a febbraio».

Come arriverete pronti a quell'appuntamento?
«Si rischia di arrivare con dei problemi di testa o di gambe, per fortuna in queste settimane avremo delle amichevoli per mantenere il ritmo partita, la più importante contro il Prato verso fine mese».

Qual è stato l'impatto del nuovo preparatore atletico Marco Bresciani?
«Ha lavorato con Tedeschi a Salò, ha grande esperienza nella categoria e mi è parsa subito una persona preparatissima. Il campo ci dirà se abbiamo ragione oppure no...».

Con Martinelli come vi siete lasciati?
«Non abbiamo mai pensato che il nostro problema fosse il preparatore, semplicemente è stata una decisione presa assieme alla società perché avendo iniziato un nuovo percorso ci sembrava giusto farlo con persone con cui condividiamo il progetto».

I giocatori hanno accettato bene il cambio di preparatore?
«Non credo ci sia nessun problema per loro. Chiaramente ora c'è una figura nuova nello spogliatoio, ma è una persona stupenda e sarà presto accettata nel gruppo».

Quali novità si aspetta dal mercato?
«Sicuramente arriverà qualcuno, il ds Magalini sa che cosa ci serve per essere completi e sta lavorando su questa strada. L'importante è non sbagliare quelle poche scelte che il mercato ci permette di fare e inoltre deve rimanere l'idea che sta alla base del nostro progetto. Chi arriva a Reggio deve farlo sapendo che dovrà lottare per conquistarsi il posto ed aiutarci ad ottenere obiettivi prestigiosi».

Qualcuno invece se ne andrà?
«Non credo che ci siano le condizioni afficnhé qualcuno possa partire, anzi è più facile che nuovi giocatori vogliano aggiungersi perché ora siamo tornati ad essere una squadra appetibile».

Cianci è motivato a restare?
«Non abbiamo ancora avuto il tempo di affrontare l'argomento con il ragazzo, ne riparleremo nei prossimi giorni a Roma: in ritiro avremo modo di affrontare tutti i problemi che possono nascere».

A mente fredda, qual è il suo bilancio sugli ultime mesi da capo allenatore?
«Non ho rimpianto la scelta di aver abbandonato la carriera da allenatore negli ultimi anni, ero esaurito dal punto di vista motivazionale e fisico, mi sono riposato bene e divertito con i ragazzi più giovani. Oggi affronto una nuova realta e la porto avanti con massima determinazione e voglia, poi a fine stagione tirerò le somme e deciderò cosa fare».

Che obiettivi vi siete posti per il girone di ritorno?
«Adesso è troppo presto per stabilire degli obiettivi. Stando fermi due settimane in più rispetto alle avversarie la classifica potrà mutare profondamente e quello sarà già uno stimolo a riprendere con grande intensità il 3 febbraio».

Il campionato rischia di subire un altro scossone se la situazione del Vicenza dovesse arrivare ad un punto di non ritorno...
«Se il Vicenza venisse escluso dalla Serie C allora il nostro sarebbe un campionato ancora più falsato di quanto non lo sia già adesso. Non capisco come si possa arrivare a vivere queste situazioni anche a livelli professionistici. Stiamo navigando a vista: non vedo nessuna programmazione seria per il futuro, anzi leggo solamente di proposte politiche che non dovrebbero fare parte del mondo del calcio...».

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