foto AC Reggiana
foto AC Reggiana

Voglia di cambiare e fame di riscatto: con questo biglietto da visita l'esperto centrale Francesco Vicari, arrivato in prestito dal Bari, si presenta alla Reggiana. Il nuovo difensore granata dopo quattro panchine consecutive è alla ricerca dei primi minuti in campo con la sua nuova squadra, occasione che potrebbe presentarsi domenica contro l'Avellino.


«Non ho profili social quindi, prima di tutto, volevo ringraziare il mondo Bari - ha esordito il difensore classe 1994 - Ho vissuto quasi quattro anni fantastici, assieme alla mia famiglia, in una città bellissima, con persone speciali. Era giusto e doveroso dirlo. Nell’ultimo periodo c’era la possibilità di andare via e quando mi ha chiamato il direttore sono stato molto contento: sentivo la voglia di portarmi qui. Sapevo di venire in una piazza importante e questa è un’esperienza che mi stimola tanto. Voglio ripagare la fiducia sul campo».

Sei passato da una squadra che lotta per salvarsi come il Bari a una che condivide lo stesso obiettivo come la Reggiana.
«In questo momento avevo bisogno di persone che credessero in me. Mi sono fatto guidare dalle sensazioni di pancia. La situazione in classifica è impegnativa, ma vedendo la squadra e la piazza credo ci siano buone possibilità di tirarci fuori».

Come ci si rimette in gioco dopo mesi complicati?
«Ho preso questa esperienza per rilanciarmi. È uno stimolo per migliorarmi dal punto di vista caratteriale, emotivo e mentale. Lo vedo come una crescita personale».

Difesa a tre, a quattro, centrale o braccetto: dove ti trovi meglio?
«Siamo a disposizione dell’allenatore e della società. Ho avuto la fortuna di fare tutti i ruoli, ho esperienza e mi sono trovato bene in ogni situazione».

Fisicamente come stai?
«All’inizio ho avuto bisogno di un po’ di adattamento perché venivo da un periodo non al 100%, ma adesso mi sento meglio».

Ti descrivono come un difensore tecnico, adatto a una squadra che gioca a calcio, ma la Reggiana in questo momento sta attraversando delle difficoltà in fase di costruzione.
«Stiamo lavorando anche su questo. In certi momenti si pensa più a coprirsi, ma c’è grande margine di miglioramento e stiamo cercando di crescere già in vista della prossima partita».

Conoscevi già qualcuno dei tuoi nuovi compagni?
«Sì, conoscevo Novakovich e Tripaldelli (suoi compagni a Bari, ndr). Poi ho affrontato praticamente tutti gli altri. Sono bravi ragazzi oltre che ottimi giocatori e questo mi fa molto piacere».

Il pubblico della “Città del Tricolore” si sente?
«Tantissimo. Lo stadio è bellissimo, ma la differenza la fanno il calore e l’entusiasmo della gente».

Domenica arriva l'Avellino: quali insidie vi aspettano?
«Con Ballardini in panchina ci aspettiamo grande ordine e concentrazione da parte dei biancoverdi. Dovremo battagliare ed essere lucidi mentalmente perché loro si faranno trovare molto preparati».

Cosa ti resta dell’esperienza alla Spal, con la cavalcata fino alla Serie A?
«È stata incredibile. Il primo anno dovevamo salvarci e abbiamo vinto il campionato, poi due salvezze consecutive in Serie A. Ho vissuto un sogno, Ferrara rimarrà per sempre nel mio cuore».

C'è un modello a cui ti ispiri?
«Essendo di Roma sono cresciuto con la figura di Alessandro Nesta. Mi piaceva il suo gioco pulito e tecnico: è sempre stato un riferimento per me».

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