Reggiana ancora contestata al “Città del Tricolore”: striscione, fumogeni e cori contro la società
Le Teste Quadre alzano la voce durante e dopo Reggiana-Sampdoria, con la retrocessione già maturata: nel mirino la società granata, in particolare il presidente Salerno e il ds Fracchiolla. Fuori dallo stadio ancora tensione ma senza scontri.

Una manciata di minuti prima del 90’, la Curva Sud si accende con un nuovo e forte segnale di contestazione. Le Teste Quadre srotolano uno striscione eloquente, “1€ è quello che valete”, chiaro riferimento al prezzo simbolico dei biglietti per la sfida con la Sampdoria ma soprattutto messaggio diretto alla società e al difficile momento attraversato dal club. Subito dopo, dal settore vengono lanciati sul terreno di gioco almeno tre-quattro fumogeni spenti, poi rimossi con non poche difficoltà dai vigili del fuoco presenti a bordocampo. La gara è ripresa regolarmente, ma inevitabili saranno le conseguenze disciplinari per la società, con una multa in arrivo e possibili ulteriori provvedimenti a carico dei tifosi.

Il malcontento, però, non si è fermato al triplice fischio. Dopo la partita, la contestazione si è spostata all’esterno dello stadio, nei pressi della cancellata che conduce all’ingresso della tribuna centrale - lo stesso punto dove nel giorno di Pasquetta si era già verificato un confronto diretto tra tifosi, squadra e società in seguito al ko con il Pescara. Questa volta non si è arrivati a un faccia a faccia, ma a una nuova protesta a distanza, con altri fumogeni e cori pesanti indirizzati soprattutto contro i dirigenti ritenuti i principali responsabili della retrocessione: il presidente Carmelo Salerno e il direttore sportivo Domenico Fracchiolla. Nel mezzo della contestazione anche alcuni momenti di tensione, con un paio di transenne in plastica andate a fuoco prima che la situazione venisse rapidamente riportata sotto controllo dalle forze dell’ordine, presenti in forze nell’area. Gli agenti sono stati anche bersagliati da alcuni cori, ma senza che si arrivasse a contatti o episodi di violenza diretta. A fare da filo conduttore della serata anche il coro “Questa Curva non retrocede”, ripetuto più volte durante la gara e riproposto con forza anche all’esterno dell’impianto. Un epilogo amaro ma non violento, che fotografa una stagione iniziata con aspettative diverse e chiusa nel modo più doloroso possibile: con la retrocessione già maturata di fatto dopo il derby perso a Modena e una frattura ormai evidente tra piazza e società.



