Le pagelle di Reggiana-Venezia. Girma riaccende i granata, Portanova non si arrende mai
Motta neutralizza il VAR, Rozzio, Papetti e Quaranta fanno quello che possono, l’errore di Bozzolan costa caro. Reinhart in mezzo è una certezza, Charlys croce e delizia. Rover parte bene, Novakovich non dà peso all'attacco. Panchina cortissima...
La sconfitta con il Venezia fa male, perché arriva al termine di una prestazione generosa contro quella che è probabilmente la squadra più forte del campionato. La Reggiana crea, lotta e resta in partita nonostante episodi e scelte discutibili, ma paga ancora una volta a caro prezzo ogni minima disattenzione. Piovono 5,5 che non sono bocciature, bensì la fotografia di una squadra viva ma fragile nei momenti chiave. A brillare su tutti un Girma ritrovato e un Motta che si riscatta tra i pali. Qualche interrogativo resta sulla gestione iniziale della gara, forse troppo attendista contro un avversario di tale livello.
Edoardo Motta 7 - Quando è chiamato in causa, risponde sempre presente. Sui gol può veramente poco, con Adorante e Svoboda che calciano praticamente liberi con tutto lo specchio della porta a disposizione per colpa della difesa. E allora sale in cattedra parando un rigore scandaloso concesso dal VAR e tenendo in piedi la nave granata quando poteva affondare con un’ingiustizia. Bravo Edoardo, la migliore risposta verso gli scettici.
Andrea Papetti 6 - Non gioca una brutta partita, è anzi tra i più propositivi che credono fino alla fine a una rimonta difficile anche in superiorità numerica. Il mezzo punto in meno è solo per via di quella marcatura all’acqua di rose su Adorante – in parte anche causata dal pallone perso da Bozzolan che sbilancia tutta la Reggiana – che si beve l’ex Brescia troppo facilmente. Tanto lavoro in appoggio alla manovra offensiva (dal 35’st Mario Sampirisi sv).
Paolo Rozzio 5,5 - Ci sarà bisogno del miglior capitano da qui a un mesetto per dimenticare di aver perso il totem Magnani. Contro Adorante e Yeboah ci mette cuore ed esperienza. Forse su Svoboda, che chiude il match con il terzo gol veneziano, interviene con poca decisione e un pelo in ritardo, ma l’austriaco era già partito come un treno sfuggendo a Rover e Girma. Al 33’st, sull'angolo di Reinhart, si inserisce con i tempi giusti sul secondo palo ma spedisce la sfera alta, fallendo l'occasione per riaccendere la gara.
Danilo Quaranta 5,5 - Yeboah farebbe vedere i sorci verdi anche ai migliori difensori della Serie A, figuriamoci a un ragazzone già non velocissimo come l'ex Juve Stabia, che in verità non sfigura così tanto. Suo il “mezzo” fallo di mano che fa seguito a un movimento naturale del braccio, ma che non sfugge all’occhio fin troppo attento del VAR nei confronti della Reggiana.
Lorenzo Libutti 5,5 - Sagrado, Doumbia, Yeboah… Da quella parte sono in troppi che scappano da tutte le parti. Avversari forti, ma il “pendolino” di Melfi è troppo timido nell’affrontare questi fuoriclasse e davanti si fa vedere troppo a singhiozzo (dal 1’st Andrija Novakovich 5: l’attaccante del Wisconsin gioca solo un tempo e non azzecca una scelta in attacco - si defila al 9’st quando aveva la porta spalancata per tirare - di sponda non aiuta mai, non tiene un pallone e nemmeno si procura qualche fallo nella metà campo del Venezia. Serve uno scatto anche da lui per aiutare questa Reggiana a uscire dal tunnel).
Tobias Reinhart 6,5 - Il più lucido della truppa granata e ormai quest’aspetto non fa più notizia. Vince con coraggio e personalità diversi duelli a centrocampo, verticalizza quando serve. Dai suoi piedi parte il suggerimento che trova Girma solo davanti a Stankovic e il calcio da fermo da cui nasce, con l'aiuto della difesa ospite, il gol del numero 80 granata. Imprescindibile.
Matheus Charlys 6 - Croce e delizia. Troppi scontri persi a centrocampo, ma resiliente nel non abbattersi mai e giocare sempre a testa alta. Suo il lancio illuminante che genera lo scatto di Girma e la conseguente espulsione di Schingtienne. Il reparto mediano avversario era comunque di un livello superiore (dal 35’st Luca Belardinelli sv: nemmeno il tempo di aprire l’armadietto di “Villa Granata”, che Dionigi lo butta giustamente nella mischia. Ben arrivato a Reggio).
Andrea Bozzolan 5 - Non è piacevole gettare la croce addosso ai singoli, però stavolta l’errore che spiana la strada al Venezia è suo, quando in fase di transizione nella metà campo ospite, passa sciaguratamente il pallone all’indietro, probabilmente anche sintomo generale di una squadra non serena visto il momento. Non riesce più a riprendersi, perché Hainaut è un osso durissimo da “sgagnare” e davanti non fa nemmeno il solletico. Dai, ragazzo (dal 28’st Alessandro Tripaldelli 5,5: entra con il Venezia in dieci uomini, giusto una ventina di minuti in cui però non porta acqua al mulino granata. Più coraggio “Trippa”).
Matteo Rover 6 - L’emergenza in attacco costringe lo staff tecnico a rivedere la posizione dell’ex Südtirol qualche metro più avanti. E sapete cosa c’è? In quella posizione non si fa dispiacere per niente, a patto che la Reggiana sostituisca Marras con un giocatore all’altezza, ma questo è un altro paio di maniche. Sua la prima conclusione, centrale, del match. Dialoga bene con i compagni. Riportato sulla fascia a inizio ripresa, torna a faticare soprattutto in fase di copertura come in occasione del tris veneto quando non riesce a rallentare la volata di Svoboda (dal 40’st Oumar Conté sv: dopo i 2’ concessi a Palermo a inizio campionato, arrivano altri 5’ contro la corazzata arancioneroverde. Non incide, ma dimostra personalità).
Manolo Portanova 6,5 - Simbolicamente ribattezzato “braveheart”, per il coraggio e la mancanza di paura che nei primi minuti mostra in campo, a differenza di quanto mostrato dagli altri dieci compagni di squadra. Lo si trova dappertutto: in difesa a recuperare palloni, rincorrendo chiunque a centrocampo e facendosi vedere in attacco. Nel momento più difficile, è lui il faro della Reggiana. Sbaglia tanto? Certamente, ma a un giocatore così, che getta il cuore oltre le mille difficoltà che vive la squadra granata, si perdona anche qualche pallone perso in più.
Natan Girma 7 - Con la sfera tra i piedi è nettamente, senza timore di smentita, il giocatore della Reggiana più pericoloso in campo. Viene “picchiato” a dovere dai veneziani, ma quando il pallone ce l’ha il numero 80 granata è un piacere lasciarsi sorprendere dalla sua imprevedibile giocata. Riapre una partita che sembrava morta e sepolta con un colpo di testa sul secondo palo, facendosi perdonare l'occasione clamorosa fallita solo davanti a Stankovic. Ammonito per una trattenuta su Yeboah in occasione del rigore neutralizzato da Motta: un abbaglio della conduzione arbitrale che ha innervosito non poco il pubblico del “Città del Tricolore”. Nel secondo tempo fa ammattire la catena di sinistra del Venezia e genera l’espulsione di Schingtienne. Negli ultimi 20 sembra correre con una spalla dolorante: “tin bòta” Natan, che c’è bisogno di te.
Mister Davide Dionigi 5,5 - La lista degli assenti è infinita: Magnani, Bonetti, Bertagnoli e Lambourde fuori per infortunio e influenza; Gondo squalificato; Štulac, Marras e Tavsan in partenza. Onestamente, guardando la panchina a disposizione del mister, chiunque si sarebbe messo le mani tra i capelli. Però l’undici che scende in campo ha potenziale e avrebbe anche un senso se la Reggiana, nei primi venti minuti, in virtù di un piano partita troppo prudente, riuscisse a superare la metà campo, anche con un bel calcione alla palla. L’emergenza costringe il tecnico a schierare Rover qualche metro più avanti, senza compiti difensivi: una soluzione da tenere in considerazione. Novakovich, unico “vero” cambio dalla panchina, non porta vantaggi. Bravo a gettare nella mischia Belardinelli, per fargli subito assaporare il clima che si respira al “Città del Tricolore”. La speranza è che le prossime mosse di mercato possano aiutare questo allenatore, ma lui, alla Reggiana, deve trasmettere un pizzico di coraggio in più, quello visto dal gol di Girma in poi. Bravo a non parlare di arbitri e VAR: a quello ci pensi eventualmente la società nelle sedi opportune.


