Dopo la scoppola rimediata col Pescara, la Reggiana si aggrappa alle parole di mister Pierpaolo Bisoli per effettuare l’ultimo, disperato tentativo di aggancio al treno play out. Domani verrà al “Città del Tricolore” la Carrarese, fresca di un’esaltante vittoria nel derby con lo Spezia, che ha avvicinato i giallazzurri agli spareggi promozione.


Mister, come ci si allena da penultimi in classifica?
«Non bene, però ho cercato di togliere l’ansia che hanno i giocatori. Quella negatività che si è creata dopo la bruttissima partita con il Pescara. A proposito, voglio spendere due parole…».

Prego.
«La colpa è del sottoscritto, perché non avevo capito la situazione al 100%. Ho dato loro dei carichi di lavoro troppo impegnativi, che ci hanno portato a toppare tutto il primo tempo. Mi permetterete di dire che nel secondo ho visto una buona mezz’ora di Reggiana. Non è stato sufficiente, mi assumo la responsabilità per questa bruttissima prestazione nei confronti di tifosi e società. Questa settimana spero di aver capito la dose giusta di benzina da dare a questo gruppo».

Qualche responsabilità ai giocatori non la vuole dare?
«Ho detto loro che c’era da vincere molti contrasti in più, ma col cuore in mano sono venuti a dirmi che non riuscivano ad arrivarci, quindi erano “inchiodati”. Come mi spiego il secondo tempo leggermente migliore? È stata una reazione di cuore, ho fatto un “ripulisti” con tre cambi e adesso che sono entrato dentro al cuore ho capito che questa squadra è in grande difficoltà. Ora, con l’amore dell’allenatore, della stampa e dei tifosi – che è incondizionato e che dobbiamo fare in modo di riportare dalla nostra parte – faremo di tutto per mantenere la categoria».

Ci sono giocatori con qualche problema fisico?
«Quaranta non è convocato perché non ha svolto le ultime due sedute di allenamento. Voglio gente che sia “dentro”. Reinhart aveva preso una botta ma sarà titolare, mentre Papetti ha avuto la febbre però sarà tra i convocati».

Gondo è pronto per giocare dall’inizio?
«Sì, è un giocatore che tiene tantissimo alla Reggiana. Questa settimana ha anche rimproverato qualche compagno con l’atteggiamento sbagliato. Non ha i 90 minuti al top della forma, ma ho anche Novakovich che sta bene e può giocare al posto di Gondo o al suo fianco durante la partita».

Gioca Rover o Lambourde, a destra?
«Non ho dubbi, giocherà Lambourde perché Rover ha bisogno di “ripulire la centralina”, quindi gli tolgo un po’ di ruggine e quando entrerà in campo ci darà tanto».

Il centrocampo sarà a tre?
«Credo di sì, ma lì ho qualche dubbio che preferisco tenere per me…».

La Carrarese è una squadra “alla Bisoli”?
«Parecchio, faccio loro i complimenti perché li ho visti giocare un grande calcio e hanno un vigore importante. Calabro merita i complimenti perché ha dato una bella impronta alla sua squadra. Non possiamo però avere paura, dobbiamo portare a casa qualcosa per mantenere accesa quella fiammella».

Dal punto di vista fisico ha svolto allenamenti più leggeri?
«I giocatori sono arrivati “imballati” e il mio errore è stato svuotarli ulteriormente. Adesso ho ridotto i carichi di lavoro, per farli arrivare alla partita in condizioni migliori».

Con una squadra “svuotata” e da peggior attacco del campionato, come si può vincere con la Carrarese?
«Si può vincere se riusciamo ad aprire il cuore e non prendiamo degli alibi per le cose che ci siamo detti finora. Il bene della Reggiana viene sopra di tutto, aprire il cuore alla Reggiana è anche questo: avere un problema fisico al venerdì, ma soffrire per esserci, come sto facendo anche io. Dobbiamo scalare l’Everest in k-way, va bene, prenderemo freddo ma facciamolo. Non credo che siamo così scarsi, però se andiamo oltre, se riusciamo a vincere una partita, si apre un altro campionato anche per noi».

Si è sentito “tradito” da certi giocatori?
«Tradito è una parola sbagliata. Io li ho esposti a una brutta figura e ho sbagliato. Pensavo che avessero la facoltà di recepire questi carichi di lavoro, ma nessuno mi ha tradito. Ho visto gente con gli occhi lucidi, ma son stato io che ho schierato giocatori che conoscevo bene ma che ho esposto, in buona fede, ad una brutta figura, per il bene della Reggiana. Mi verrà permesso di sbagliare una partita e dopo 90 minuti ho capito qualcosa in più. Chiedo scusa alla gente per questo, spero che ci diano ancora una mano».

Quali scelte non rifarebbe?
«Le rifarei tutte, perché non sarebbe cambiato nulla. Magari, invece di sei allenamenti pesanti ne avrei fatti solo quattro. Permettetemi di sbagliare in buona fede, di non saper leggere negli occhi e di non essere un mago. La partita col Pescara è stata il primo elemento per giudicare i miei giocatori ed è la cosa peggiore per un allenatore».

Il gruppo è ancora vivo?
«Sì, e vi dico il perché: dopo due allenamenti abbastanza intensi, ho chiesto se volessero fare “scarico” e la loro risposta è stata “no mister, stiamo lavorando bene e iniziamo a capire che stiamo mettendo dentro qualcosa di importante”. È stata una risposta che mi fa ben sperare, il gruppo è recettivo e ha voglia di uscire da questa brutta situazione».

A quanti punti si acciuffano i playout?
«Io credo che a 40 punti si facciano i playout. Io vorrei arrivare a 39 e giocarmi tutto nell’ultima partita (in casa con la Sampdoria, ndr). Se non sono 39, facciamo 37 o 38. Abbiamo quattro partite e poi la “finale”, inutile girarci intorno. Il massimo sarebbe farne 39, ma anche 37-38 e giocarsi l’ultima partita per tenere viva la famosa fiammella».

Lei era in prima linea durante la contestazione post partita. La squadra ha recepito il messaggio dei tifosi?
«Hanno capito che la contestazione era giusta. Dopo un primo tempo così brutto, non ci si poteva aspettare che fischi e rimproveri. Io posso solo dire che la squadra nel secondo tempo ha reagito. Ma non ho mai detto una cosa…».

Prego.
«Che lunedì abbiamo affrontato l’ultima della classe, ma nel girone di ritorno il Pescara sarebbe terzo. Una signora squadra, terza nel girone di ritorno e in un ottimo momento di forma. E ciononostante, con anche una pessima partita, potevamo pareggiare 2-2 a un certo punto. Qualcosa di positivo in noi c’è, questo aspetto mi fa ben sperare per questo finale di campionato».

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