Amadei: «Siamo malmessi, ma la speranza è l’ultima a morire. Serie C? Non farò fallire la Reggiana»
Il patron granata dopo Padova: «Stagione storta, potevamo gestire meglio alcune situazioni. Spero che Bisoli possa farcela. Cattani? Non si trattiene nessuno con la forza. La porta è sempre aperta per chi vuole entrare, ma servono fatti, non parole»

A pochi giorni dalla delicata sfida interna con il Palermo e dopo la bruciante sconfitta di Padova, il patron Romano Amadei tra ironia e realismo fotografa il momento che stanno vivendo squadra e società in un'intervista rilasciata al Resto del Carlino: l'azionista di riferimento della compagine granata non nasconde le difficoltà, ma tiene accesa una fiammella di speranza in chiave salvezza.
«Se la Reggiana facesse le analisi del sangue uscirebbe piena di asterischi - scherza in apertura - Siamo malmessi, ahimè». Nonostante tutto, la fiducia non è svanita: «Come si dice, la speranza è l’ultima a morire…». Sulla prestazione dell’Euganeo, Amadei è netto: «Contro il Padova abbiamo giocato bene, ma avrei preferito giocare male e vincere piuttosto che il contrario». Il pensiero va poi alla guida tecnica: «Bisoli? I miracoli a volte capitano. L’anno scorso Dionigi lo ha fatto, mi auguro possa ripeterlo anche lui». Sul momento difficile che sta vivendo il club, Amadei non si nasconde: «Quest’anno, dal campo alla società, è andato un po’ tutto male». Anche sulle recenti dimissioni del vicepresidente e direttore generale Cattani: «Ha ritenuto di fare questo passo. Per me non aveva molto senso lasciare, ma se non aveva più soddisfazioni è giusto accettare la sua decisione. Non si trattiene mai nessuno con la forza». Il rapporto personale, però, resta saldo: «Ci siamo lasciati bene, l’amicizia continua». Guardando al passato, il patron ammette la difficoltà dell’annata: «Sono nel calcio dai tempi del Brescello, dovrei fare un lungo inventario... Questa è una stagione particolarmente complicata. Un’annata storta. Però ho imparato che dopo la tempesta torna sempre il sole». Sulle responsabilità personali, Amadei mantiene una linea equilibrata: «Grandi colpe non credo di averne, però sono umano e qualcosa posso aver sbagliato. Magari si potevano gestire meglio alcune situazioni, così come possono aver sbagliato anche altri». Capitolo futuro societario: «Non ha bussato nessuno, o forse non ho sentito…», dice con un'altra battuta. Poi chiarisce: «In diversi hanno visto i conti, ma non hanno fatto vedere i soldi. Servono intenzioni serie, non chiacchiere. Se qualcuno vuole parlare ed entrare, la porta è sempre aperta a tutti». Infine, uno sguardo alle prospettive: «Meglio restare in Serie B, questo è chiaro. Poi le valutazioni si faranno a fine stagione. Se dovesse andare male, io o chi arriverà garantiremo la Serie C. Di sicuro non faccio fallire la società».


