foto Silvia Casali
foto Silvia Casali

La Reggiana trova la prima vittoria in campionato battendo l’Empoli al “Città del Tricolore”. Una prestazione in crescita, costruita dopo un avvio complicato, che porta fiducia e consapevolezza al gruppo di mister Davide Dionigi. Nel post partita, l’allenatore granata ha analizzato il match, soffermandosi sugli episodi chiave, sul rendimento dei singoli e sugli ultimi giorni di mercato.


«Innanzitutto ci tengo a fare i complimenti all’Empoli per la partita importante che ha fatto - ha esordito il tecnico granata davanti ai microfoni - Nei primi 20 minuti ci hanno messo in difficoltà e non riuscivamo a fare nulla in fase di non possesso. Poi le distanze sono cambiate e, anche se hanno trovato il gol sull’unico tiro fatto in 90 minuti, alla fine è venuta fuori la Reggiana, mettendoci gamba. Loro ci hanno messo in difficoltà sia perché sono forti sia per la bravura del loro allenatore: sono una squadra che lotterà fino alla fine per vincere questo campionato. Siamo stati intelligenti a gestirla perché il rigore e i vari gol sono nati dagli uno contro uno: con loro in inferiorità non dovevamo forzare centralmente ma prenderli in ampiezza. È una vittoria che ha un senso anche perché dopo il loro vantaggio non era facile reagire. La squadra ha spinto e dato continuità al secondo tempo di Palermo. Abbiamo affrontato due squadre top e sono felice anche per gli esordi di Mendicino, Vallarelli e Basili: ci sono tanti aspetti positivi e in questa partita se ne sono viste tante dentro la stessa gara. Si chiude così un miniciclo iniziato il 4 luglio: forse speravo di raccogliere qualcosa in più a Palermo, ma va bene così».

Alla fine ha fatto un solo cambio nella formazione iniziale rispetto al “Barbera”…
«Sì, ho messo solo Quaranta, ma perché è uno di quei giocatori arrivati un po’ dopo. È normale che sia così: è lo scotto di chi si è unito più tardi e di chi arriverà nei prossimi giorni».

L’ingresso di Mendicino nel secondo tempo era per cercare un secondo palleggiatore a centrocampo?
«Esatto, volevamo andare in ampiezza e sfruttare di più le corsie laterali. Quando si muovevano Reinhart e Mendicino si andava in ampiezza, puntando su Libutti e Quaranta».

Gondo ha fatto la differenza causando l’espulsione, segnando il rigore e aiutando tanto la squadra…
«È un grande trascinatore, come lo era stato l’anno scorso, ma deve ancora lavorare. Sta migliorando sempre di più, è un giocatore già formato ma si mette tanto a disposizione della squadra. È un trascinatore, ma spero che anche altri lo diventino nelle prossime partite».

Ci sono stati episodi arbitrali decisivi, ma a un certo punto la Reggiana ha rischiato comunque di subire il 2-2…
«Sì, al di là del rigore annullato dovevamo stare più attenti. L’errore è stato fatto prima, sulla punizione, in cui bastava gestire l’avversario di spalle. Subire gol lì sarebbe stato un suicidio. L’importante era insistere sugli esterni e non centralmente, perché altrimenti l’avremmo persa. In generale, sono contento perché finora abbiamo tenuto testa a due squadre che lotteranno per la promozione».

Nella reazione della Reggiana si è vista una squadra più offensiva…
«Non era facile. Siamo stati bravi a restare in partita e venire fuori alla lunga distanza. Allentando la loro pressione abbiamo iniziato a giocare e dopo venti minuti per noi è cominciata un’altra gara: gli episodi ci hanno anche favorito».

Come vivrà queste ultime ore di calciomercato?
«Posso dire che l’ultimo mese non mi è piaciuto perché non è bello gestire certe situazioni. Non lo dico per me, ma in generale per ogni allenatore: in queste condizioni qualcosa si paga. Ad ogni modo sono dell’idea che chi vuole stare sulla barca, ci deve stare, mentre chi non vuole starci, si metta da parte. Mi interessa costruire un gruppo che lavori sodo: spero che arrivi chi deve arrivare e che questa sosta ci aiuti a essere più forti di prima».

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