C'è chi arriva per la prima volta e chi, invece, torna a casa. Matteo Sorzi è una delle facce nuove della Reggiana, ma quella maglia la conosce fin da bambino, avendo completato tutto il percorso nel settore giovanile granata. Dopo le prime esperienze tra i professionisti con Fiorenzuola e Carpi, il portiere reggiano è rientrato alla base con entusiasmo e tanta voglia di mettersi in gioco, consapevole di dover conquistare il proprio spazio alle spalle – o al fianco – dell'esperto Furlan. Complice l'assenza dell'ex Lecco, il classe 2000 reggiano ha difeso i pali granata per buona parte del test contro il Masone.


Che emozione è tornare alla Reggiana?
«Per me è un grande onore essere tornato. Sono passati tanti anni e, abitando vicino a Reggio, è motivo di grande orgoglio. La Reggiana mi ha dato tantissimo, soprattutto da piccolo, visto che ho fatto qui tutto il Settore Giovanile. Sono davvero molto contento di essere tornato».

Quando il direttore sportivo Bernardi ti ha chiamato, cosa hai pensato?
«Ho avuto bisogno di qualche giorno per realizzare la proposta, ma non ho esitato. Per me è un grande onore e un grande orgoglio essere qui, in questa famiglia».

Te la dovrai giocare con un portiere esperto come Furlan...
«Assolutamente. Da uno come lui posso solo imparare. Non ho pretese: sono qui per migliorarmi, perché ogni anno c'è sempre qualcosa da imparare. Ci giocheremo il posto e deve esserci una sana competizione, come ho già visto in questi primi giorni. Jacopo è una grande persona, mi ha già dato tanti consigli. Poi sarà il mister a scegliere: parlerà il campo».

Come procede il lavoro con il preparatore dei portieri Cortiula?
«Non lo conoscevo, ma è una grande persona. Ci fa divertire e crea un bel gruppo. Avremo modo di lavorare tanto e bene con lui».

Il ritiro si sta facendo sentire?
«All'inizio bisogna spingere, non è una passeggiata. Però vedo che tutti stanno dando il massimo. Contro il Masone all'inizio si sentiva un po' di pesantezza nelle gambe, ma è giusto così: stiamo lavorando tanto. In questo momento serve positività e secondo me ci toglieremo delle soddisfazioni».

Tuo padre è un grande tifoso della Reggiana e fa parte del Gruppo Vandelli...
«Mi mandava messaggi tutti i giorni appena uscivano le notizie. Io, non avendo ancora firmato, non potevo dire nulla. Per un padre vedere il figlio nella squadra che ha sempre tifato è un grande orgoglio. Adesso godiamoci questo momento e guardiamo avanti».

È stato lui a trasmetterti questa passione?
«Sì. Fin da piccolo ho sempre seguito e tifato la Reggiana, anche perché questa passione me l'ha trasmessa proprio lui. Devo ancora realizzare fino in fondo il fatto di essere tornato qui».

Ti senti un esempio per i ragazzi del Settore Giovanile?
«Per la mia esperienza posso dire che ho sempre continuato a lavorare e a crederci. Gli ostacoli fanno parte del percorso e ogni difficoltà lascia qualcosa. Bisogna divertirsi, credere nei propri sogni e non mollare mai».

A Bernardi cosa devi?
«Ho lavorato con lui per tanti anni e devo ringraziarlo se oggi sono qui».

Quanto ti è servita l'esperienza di Carpi?
«Mi ha fatto crescere tantissimo. Arrivavo dalla retrocessione con il Fiorenzuola, che era stato il mio primo anno tra i professionisti. È stata una stagione pesante, ma non mi sono abbattuto. Ringrazio il Carpi perché per me è stato un anno di rinascita: avevo tanta voglia di fare bene e penso di essere cresciuto molto in quella società».

C'è un portiere a cui ti ispiri?
«Manuel Neuer. Ho sempre guardato tantissimi suoi video, fin da quando ero piccolo, ispirandomi a lui».

È meglio fare il titolare in una categoria inferiore o giocarsi il posto in una superiore?
«È una risposta molto soggettiva. Se vuoi fare uno step in più è giusto buttarsi: i rischi ci saranno sempre. Giocarsi il posto con altri fa parte del percorso di crescita».

La Serie A resta un sogno?
«Tutti la sognano. Però il percorso è ancora lungo. Adesso penso soltanto al presente e alla Reggiana: l'obiettivo è fare bene questa stagione».

Rover: «Sono rimasto per riportare la Reggiana dove merita. Possiamo dire la nostra in campionato»

💬 Commenti