Con Dionigi la Reggiana ricomincia a testa alta: «Vogliamo ricostruire con fiducia e tanto lavoro»
L'allenatore granata ha inaugurato la nuova stagione parlando del ritiro, del gruppo da amalgamare, dei giovani e degli obiettivi da raggiungere: «La salvezza si costruisce fino all’ultimo»

Poco prima della partenza per il ritiro di Toano, mister Davide Dionigi ha incontrato la stampa per fare il punto sul nuovo inizio. Dopo l’impresa della scorsa stagione, il tecnico granata è pronto a ripartire con entusiasmo e consapevolezza, conscio che serviranno tempo e lavoro per amalgamare una squadra rinnovata.
Quali sono le prime sensazioni di questo nuovo inizio?
«Ci siamo lasciati con una bella impresa che ha reso orgogliosi noi e tutta Reggio Emilia: è stata una cosa stupenda. Il ricordo c’è ancora, ma adesso è il momento di ripartire. Bisogna voltare pagina tenendo conto di quello che abbiamo fatto perché ci servirà come slancio per iniziare, però si ricomincia con una squadra seminuova. Come ha detto il capitano Paolo Rozzio, c’è da ricostruire una squadra e un gruppo: ci vorrà un po’ di tempo ma siamo tutti ben disposti».
Da reggiano, sente un’ulteriore responsabilità nel dover ripartire per la seconda stagione con la squadra della sua città?
«Finora ero abituato a subentrare in situazioni calcisticamente drammatiche ma credo siano state tutte un bagaglio di esperienze importanti. Qui c’è la possibilità di ripartire e di farlo con due mesi di lavoro fatti nella stagione precedente, che sono già una base importante. Ho letto che siamo stati la prima squadra a partire in ritiro ma c’è da dire che sono passati oltre 50 giorni e c’è stato un lungo periodo di vacanza. Mi sembrava quindi giusto che si partisse presto per avere la possibilità di lavorare. I ragazzi sanno che li aspetta un lavoro duro però fa tutto parte del percorso se vogliamo essere all’altezza per combattere contro le squadre che affronteremo».
Ci saranno un po’ di giocatori da valutare in questa prima fase di ritiro…
«Il ritiro serve anche a questo. Quando rientrano un po’ di prestiti e qualche giovane, devi avere il tempo per poterli valutare e trarre conclusioni per capire qual è il percorso più adatto per loro. Si sa che con le dinamiche di questo calciomercato i nuovi giocatori non arrivano tutti subito, perciò questo ci dà la possibilità di lavorare meglio con alcuni ragazzi».
La sua è una Reggiana piena di giocatori giovani…
«Io ho sempre lavorato bene con i giovani. Nei due mesi della scorsa stagione in cui ho allenato la squadra, i giocatori più esperti hanno avuto una bella impennata finale ma anche i giovani hanno avuto tempo di crescere. Oggi il calcio va in una direzione dove i giovani sono fondamentali e dare loro minutaggio è una cosa essenziale. A me piace lavorare con loro e la mia idea è quella di proporre un calcio dove l’aspetto fisico è importante e dove ci siano ragazzi che abbiano voglia di correre. Sanno che ci sarà da lavorare però penso che fanno parte del nostro futuro e direi che questo è stato l’emblema della Reggiana degli ultimi tre anni».
L’obiettivo rimane quello della salvezza?
«Sì, l’obiettivo primario è questo. Poi il calcio è tutto e il contrario di tutto: abbiamo visto squadre retrocedere dalla Serie A e fare il doppio salto. Io penso comunque che alla base debba esserci il lavoro. Noi dobbiamo cercare di stare in una zona dove poter essere sempre vivi. Le salvezze non si conquistano nel girone d’andata, anche perché nella storia della Serie B ho visto squadre salve all’andata che poi a fine anno sono retrocesse. Le salvezze si costruiscono fino in fondo, a volte anche all’ultimo. L’importante è essere protagonisti nella lotta salvezza ed esserci sempre. L’obiettivo è questo: poi vedremo alla fine dove arriveremo».
I primi test atletici che risultati hanno dato?
«I test sono serviti per valutare le condizioni e per mettere già del lavoro dentro. Devo dire la verità: i giocatori nei test hanno mostrato grande professionalità, ma è normale che ora sia arrivato il momento di mettere benzina e sudore. Quello che abbiamo fatto l’anno scorso è stato proporre a tratti un buon calcio, ma tutto nasce dalla predisposizione al sacrificio: se manca questo, una squadra come la Reggiana non ce la potrà mai fare. Questa è la base principale su cui io lavorerò».
Quando inizierete a lavorare anche col pallone?
«Fin dal primo allenamento a Toano inizieremo a farlo perché sono già un paio di giorni che me lo chiedono…».
Il nuovo preparatore dei portieri è arrivato su suo suggerimento?
«Non ho mai avuto la fortuna di lavorarci. Nel mondo del calcio quando si creano situazioni dell’ultimo momento, sono importanti le varie amicizie. Tra i feedback che mi sono arrivati, lui era uno di quelli che abbiamo monitorato. Lo conoscevo non perché ci avevo lavorato prima, ma per esperienza».
Il modulo sarà sempre il 3-4-2-1?
«Sì, ma quella che è stata la nostra forza dell’anno scorso è l’imprevedibilità. In certe partite i tre davanti cambiavano molto: puoi passare dalle sole due punte alle due punte più il trequartista oppure a tutti e tre là davanti… Non c’è una mobilità fissa, ma sicuramente a me piace vedere giocatori che diano qualità, cercando di dare loro una certa libertà in un contesto di squadra. Quello che vedremo davanti varierà, ma sempre con condizione di logica e in base alla partita e all’avversario».
Ha paura che qualche big della rosa possa partire da qui a settembre?
«Penso di no. Credo che il gruppo che è rimasto sarà questo e si farà di tutto per confermarli. Poi siamo comunque un club che vive di vendite e introiti e sappiamo che il mercato è lungo. La richiesta di ogni allenatore è avere tutti i giocatori il più presto possibile, ma io stesso devo cercare di capire che ci vorrà del tempo per vedere arrivare certi elementi. Col direttore Fracchiolla ci stiamo conoscendo bene solo ora: ci eravamo confrontati negli anni a distanza e posso dire che sta nascendo un rapporto di fiducia, come avevo con il ds Pizzimenti. Penso che la fortuna di un allenatore sia il direttore e viceversa. Ci stiamo trovando molto bene e durante l’anno valuteremo insieme tutti i momenti, anche quelli di difficoltà. Dopo tutti questi anni un po’ di esperienza l’ho fatta e posso dire che sto vedendo cose positive, poi alla fine quello che conterà saranno i risultati sul campo».