Le pagelle di Reggiana-Carrarese. Bertagnoli si esalta, Portanova cuore e polmoni dei granata
Micai dà sicurezza, Vicari e Lusuardi chiudono le falle, Libutti e Bonetti soffrono ma non crollano. Reinhart tra classe e quantità, Lambourde ancora incisivo, Bozhanaj innesca il primo gol. Gondo fa la guerra a tutti, Rover e Novakovich impalpabili.
La Reggiana ritrova ossigeno nello scontro da vincere a tutti i costi con la Carrarese, costruendo il successo già nel primo tempo e poi stringendo i denti nella ripresa per difendere un vantaggio pesantissimo in chiave salvezza. I granata partono con l’atteggiamento giusto, aggressivi e concreti, colpendo al momento opportuno grazie a un centrocampo finalmente protagonista con Bertagnoli decisivo e un Portanova trascinatore in entrambe le fasi. Dopo l’intervallo la squadra di Bisoli abbassa il baricentro e soffre la pressione apuana, salvandosi anche con un pizzico di fortuna ma senza mai perdere del tutto compattezza e spirito di sacrificio. Una vittoria che restituisce fiducia e identità, pur con qualche limite ancora evidente soprattutto nei cambi: le pagelle premiano l’anima operaia e il cuore granata, fotografia di una squadra che ha risposto presente nel momento più delicato.
Alessandro Micai 6,5 - I guantoni non li sporca per compiere miracoli tra i pali, ma svolge il suo lavoro diligentemente e dà tanta sicurezza sulle palle aeree che decollano dalla fasce laterali. Salvato dal palo colpito da Ruggeri.
Lorenzo Libutti 6 - Viene preso e infilato da destra e sinistra da un Rouhi brillante. Tuttavia – seppur in apnea – riesce sempre a metterci una pezza, col coltello tra i denti e l’elmetto in testa. Nel finale spreca un buon pallone servito da Portanova non trovando l'inserimento di Rover in area dal lato opposto.
Francesco Vicari 7 - Un altro giocatore rispetto a quello “ammirato” contro il Pescara. I tanti palloni che sorvolano l’area di rigore esaltano le qualità dell’ex centrale del Bari, che svetta di testa e quando ha il pallone tra i piedi non disdegna di spazzare senza troppi indugi. Nel recupero dopo un buon intercetto dà il via all'ennesima ripartenza non sfruttata dai compagni.
Mateus Lusuardi 6,5 - Si prende cura di Abiuso, che sostanzialmente gli scappa dalla marcatura solo un paio di volte senza però rischiare nulla. Non pulitissimo in uscita palla al piede dall’area di rigore, rischia qualcosa, ma fa valere il fisico e anche mestiere inconsueto per un ragazzone di 22 anni.
Simone Bonetti 6 - Premiato da mister Bisoli per la costanza negli allenamenti e per l’attitudine mostrata nei giorni di avvicinamento al match con la Carrarese. Copre con diligenza la zona mancina, anche se Zanon e compagni lo mettono in grossa difficoltà.
Massimo Bertagnoli 8 - Quando la classe operaia va in paradiso. Tornato titolare dopo gli scampoli col Pescara, oltre a confermarsi uomo di fatica del centrocampo, sforna l’assist vincente per l’1-0 di Portanova che gli aveva fatto il velo. Per non farsi mancare nulla, infila nel sacco di Bleve il raddoppio con un colpo di tacco delizioso (ci aveva già provato poco prima) su cross di Lambourde, che vale il primo gol con la maglia granata (dal 19’st Matheus Charlys 6: la sufficienza c’è per l’impegno, ma quel tiro alto quando c’era Novakovich meglio piazzato in area…).
Tobias Reinhart 7 - Primo tempo di fioretto, senza disdegnare la spada o se preferite la mannaia. Mister Bisoli ha capito perché non si può rinunciare al centrocampista argentino. Classe e polmoni. Si immola in apertura di partita per salvare un gol che sembrava già fatto. È l'unico ammonito tra le fila dei granata.
Manolo Portanova 8,5 - Andrebbe clonato per come interpreta il ruolo di capitano dentro quel rettangolo verde. Coraggio, caparbietà, tecnica, ardore agonistico. Semplicemente commovente. Il suo settimo sigillo in campionato nasce da una posizione in campo a lui più congeniale, quella di mezzala che attacca l’area, sfruttando l’assist di Bertagnoli. Nella ripresa, quando sono meno i palloni giocabili, si erge a difesa dell’area granata, non lasciando passare letteralmente nulla. Esce stremato, con i crampi, tra un marea di applausi. Meritatissimi. Il cuore della Reggiana è lui ed è un segnale incoraggiante in vista delle prossime quattro finali (dal 41’st Francesco Pio Vallarelli 6: il voto se lo merita, perché in dieci minuti, recupero compreso, insegue anche le ombre dei giocatori apuani innescando un contropiede interessante mal sfruttato da Rover).
Mathis Lambourde 7 - Un giocatore completamente rigenerato dalla “cura” Bisoli. Fate un salto al “Villa Granata” Training Centre ad assistere a un allenamento della Reggiana: il francese è oggetto di continue attenzioni, bastone e carota, del tecnico di Porretta Terme. Suo il cross che Bertagnoli trasforma nel raddoppio. Perennemente in proiezione offensiva, talvolta si intestardisce nell’uno contro uno, ma è quello che gli chiede Bisoli. A inizio ripresa scivola in area prima di riuscire a calciare in porta, quando poi arriva al tiro fa solo il solletico a Bleve. Buono l’apporto difensivo (dal 29’st Andrija Novakovich 5: il suo apporto è praticamente nullo, se si esclude quel fallo laterale conquistato nel finale. I contrasti li perde quasi tutti e in contropiede le finte vanno bene, ma quando arriva al tiro in porta manca di forza e precisione).
Kleis Bozhanaj 7 - Col Pescara era stato uno dei meno peggio, per questo Bisoli lo conferma largo nel tridente, perché da lui vuole un costante uno contro uno per mandare in crisi la difesa apuana. Compito eseguito, dai suoi piedi nasce il passaggio in area che Bertagnoli e Portanova trasformano nell’1-0. Cerca di aiutare nei raddoppi su Zanon, non sempre con successo. Conquista un rigore cristallino, ma gli viene revocato nonostante il pallone – toccato sì da Oliana – resti nella disponibilità di calcio del fantasista albanese, su cui frana il difensore giallazzurro (dal 19’st Matteo Rover 5,5: sarà che aiuta in difesa, come dice Bisoli, ma quante occasioni non sfruttate in contropiede per far andare i titoli di coda…).
Cedric Gondo 7,5 - Quanto ci sei mancato, Cedric? Va a fare la guerra con tutti i difensori della Carrarese. Rincorre anche il pallone che sembra ormai già perso, generando recuperi da rinvii forzati. Prende le “botte”, cade, si rialza e insegue ancora. Bisoli l’ha sempre cercato come centravanti delle sue squadre: non tira quasi mai in porta, questo è vero, ma come gioca per la squadra l’ivoriano ce ne sono davvero pochi. Era già pronto per calciare un rigore sacrosanto, ingiustamente tolto dal VAR (dal 41’st Tommaso Fumagalli sv).
Mister Pierpaolo Bisoli 7 - La Reggiana vista con la Carrarese assomiglia decisamente di più ad una sua creatura: corta, aggressiva, pronta a pungere con le ali e con un Portanova tornato mezzala, ruolo più congeniale che gli permette di “prendere la rincorsa” per arrivare in area avversaria. Bertagnoli e Bonetti dal primo minuto - soprattutto il primo - sono le scelte vincenti. Bravo a puntare ancora su Bozhanaj, a cavalcare lo scalpitante Lambourde e a non sfiorare nemmeno col pensiero la possibilità di sostituire Reinhart dal centrocampo. Purtroppo chi sale dalla panchina non lo ripaga al 100%. Se la squadra lo asseconda in tutto e per tutto sul campo e fuori, allora qualche chance di acciuffare i playout c’è ancora. Una vittoria con due reti di scarto mancava da sei mesi, a marzo con il Monza l'ultimo clean sheet: sono segnali incoraggianti, ma ora a Padova è vietato commettere passi falsi.


