foto Silvia Casali
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Luca Belardinelli si è presentato alla stampa nella sua prima uscita ufficiale da centrocampista della Reggiana presso la sede dello sponsor Pirru. Arrivato nel mercato di gennaio in prestito dall'Empoli, il classe 2001 ha debuttato subito contro il Venezia e davanti ai microfoni ha pronunciato parole misurate ma chiare, che raccontano una scelta convinta e tutt’altro che di passaggio.

«Ho sentito parlare di questa possibilità non appena si è aperto il mercato di gennaio – spiega Belardinelli – Parlando con la società e con il mister ho percepito subito grande affetto, grande voglia di lavorare e soprattutto grande stima. È stata una cosa venuta naturale. Anche Ignacchiti mi ha parlato bene della Reggiana, dell'ambiente e dell'allenatore dandomi qualche consiglio». Alternative ce n’erano, ma la Reggiana ha avuto qualcosa in più: «È una piazza importante, con un seguito forte. L’ambiente e il tifo hanno inciso tanto nella mia scelta, così come le parole della società e dell'allenatore che mi ha spiegato bene la situazione. Sono qui a piena disposizione, anche se si tratta di un prestito: non è assolutamente un limite per me».

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Sul campo, Belardinelli si definisce un equilibratore: «Mi reputo un giocatore fisico, uno che si spende per la squadra. Il piede forte è il destro, e in questo momento ho tanta voglia di fare e di dimostrare. Il ruolo? Cerco di interpretare al meglio ciò che mi chiede il mister, puntando sull’equilibrio». Il confronto con la classifica non cambia l’approccio quotidiano rispetto alla precedente esperienza ad Empoli: «Il lavoro non è diverso. Quando sei in alto lotti per restarci, quando sei più in basso dai tutto per migliorare. Qui c’è una situazione da affrontare con il massimo impegno ogni giorno». Non manca un passaggio sull’ambiente del “Città del Tricolore”, già vissuto da avversario: «La spinta del tifo è fantastica. È la prima volta che mi trovo davanti a una piazza così: per me è un grande stimolo. Il derby con il Cesena? Come tutti i derby ha una storia a sé, sarà sicuramente una partita molto sentita».

Belardinelli ha poi ripercorso anche il lungo stop per infortunio: «Sono stati circa 15 mesi difficili. Prima l’operazione al ginocchio, poi una ricaduta e un nuovo intervento. Ma non ho mai pensato di smettere: faccio ciò che mi piace e mi sento una persona fortunata. Raggiungere la Serie A? È il sogno di ogni giocatore, si lavora sempre per migliorarsi». Fuori dal campo, spazio anche allo studio: «Durante lo stop per l'infortunio mi sono laureato in Scienze giuridiche e ora sto affrontando una seconda laurea triennale in Lingue e mercati. È un modo diverso di impegnare il tempo».

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