Il pagellone di fine stagione: promossi, bocciati e rimpianti della Reggiana retrocessa
Da Portanova a Reinhart, passando per le delusioni del mercato invernale e gli infortuni che hanno condizionato l’annata: i giudizi di tutti i protagonisti della stagione negativa che ha visto scivolare la squadra granata dalla Serie B alla Serie C
CENTROCAMPISTI
Manolo Portanova — Alla terza stagione in granata diventa il vero uomo simbolo della Reggiana: un po’ per la mancanza, o la lunga assenza, di altre figure di riferimento nello spogliatoio, un po’ perché è il giocatore più continuo nell’arco dell’intera stagione. Si conferma capocannoniere della squadra, pur con una rete in meno rispetto all’anno precedente. Utilizzato da esterno, trequartista e infine mezzala d’inserimento, dimostra di rendere al meglio proprio in quest’ultima posizione. Avrebbe potuto incidere ancora di più in zona gol, nonostante il buon bottino realizzativo, ma è soprattutto per il contributo in fase di non possesso e per il costante aiuto ai compagni che si distingue, confermando di meritare ampiamente la Serie B, se non palcoscenici ancora più importanti. Le note vicende extracampo, pur senza mai trasparire apertamente, sembrano condizionarlo nella parte finale della stagione. Lotta fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata, ma il suo spirito combattivo non basta per evitare la retrocessione. Se in squadra ci fossero stati altri due o tre Portanova, forse la storia sarebbe stata diversa.
VOTO 7,5
37 presenze | 3154 minuti giocati | 7 gol | 1 assist
Tobias Reinhart — Dopo un primo scorcio di esperienza in granata da comprimario con Nesta e l’esplosione sotto la gestione Viali-Dionigi nel 2024/25, il regista argentino si conferma su ottimi livelli, sprizzando personalità da tutti i pori in una squadra che troppo spesso resta in balìa degli avversari o degli eventi. Davanti alla difesa è il punto di riferimento della manovra, capace di costruire gioco, interrompere le ripartenze avversarie e rendersi pericoloso anche in zona gol, come dimostra la rete decisiva nel derby del “Martelli” contro il Mantova. Peccato che nel finale di campionato Bisoli non lo consideri più una pedina imprescindibile, preferendogli spesso altre soluzioni che non si rivelano altrettanto efficaci. Sarà uno dei punti fermi da cui ripartire in Serie C? La speranza è quella.
VOTO 7
34 presenze | 2561 minuti giocati | 3 gol
Matheus Charlys — Il dottor Jekyll e mister Hyde del centrocampo granata. Dopo una partenza in salita, dovuta a una condizione fisica lontana dall’essere ottimale, il brasiliano classe 2004 di proprietà del Verona cresce progressivamente, abbinando alla sua prorompente fisicità una discreta propensione offensiva. Peccato che tutto ciò si traduca concretamente soltanto nel gol decisivo contro il Mantova a febbraio. Le prestazioni altalenanti e i troppi passaggi a vuoto finiscono per relegarlo in panchina proprio nel momento più delicato della stagione.
VOTO 5
32 presenze | 2046 minuti giocati | 1 gol | 2 assist
Matteo Rover — Perché è stato acquistato per fare il quinto di centrocampo? È uno degli interrogativi che accompagnano tutta la stagione granata. Doveva rappresentare uno dei punti di forza della squadra, in cerca di nuovi stimoli dopo le ottime annate disputate al Südtirol, e invece si rivela poco più che una comparsa. Le difficoltà di inserimento e una collocazione tattica mai davvero adatta alle sue caratteristiche lo portano gradualmente ai margini delle rotazioni. Davanti produce poco, andando a segno nella tragica trasferta di Pescara, mentre dietro è spesso deleterio. Rilanciato da Bisoli nelle ultime settimane in un ruolo più congeniale, non riesce comunque a lasciare il segno. L’esultanza strozzata per il gol annullato al Palermo finisce per diventare l’immagine simbolo della sua stagione.
VOTO 4,5
33 presenze | 2018 minuti giocati | 1 gol | 2 assist
Massimo Bertagnoli — Arrivato dal Brescia con alle spalle diverse stagioni di Serie B, non riesce a cancellare il rimpianto per la partenza di Sersanti, ma finisce comunque per ritagliarsi un ruolo importante, soprattutto nella seconda parte del campionato. Il gol di tacco alla Carrarese rappresenta il momento più alto della sua stagione, impreziosita anche da numerosi assist e da tante giocate intelligenti. Dinamico e generoso, è uno dei pochi a crescere con il passare dei mesi, facendo ricredere chi lo aveva criticato nelle prime uscite. Nel finale convive con un’ernia inguinale, ma continua a stringere i denti e a mettersi a disposizione della squadra.
VOTO 6
29 presenze | 1703 minuti giocati | 1 gol | 5 assist
Manuel Marras — Dopo un primo anno quasi anonimo, riesce finalmente a trovare una collocazione funzionale negli schemi di Dionigi. Da quinto di destra, e all’occorrenza anche a sinistra, abbina una buona spinta offensiva a un prezioso contributo difensivo. Contro il Catanzaro trova il primo e unico gol in granata, accompagnato da diversi assist e da numerose occasioni create per i compagni. A gennaio arriva però la svolta: il mancato accordo per il rinnovo porta alla cessione al Brescia. Una partenza che, col senno di poi, pesa parecchio sul rendimento della squadra.
VOTO 6
17 presenze | 1150 minuti giocati | 1 gol | 4 assist
Luca Belardinelli — Arrivato in prestito dall’Empoli per aggiungere fisicità e sostanza al centrocampo, fatica quasi sempre a trovare continuità, complice anche una condizione fisica mai davvero brillante. In alcune circostanze le sue prestazioni risultano persino controproducenti. Nel finale Bisoli continua a concedergli fiducia, probabilmente ricordando il giocatore allenato ai tempi del Südtirol, arrivando spesso a preferirlo a Reinhart. Una scelta che non porta i risultati sperati e che contribuisce ad alimentare le critiche nei confronti del tecnico.
VOTO 4,5
11 presenze | 608 minuti giocati
Leonardo Mendicino — Il classe 2006 di proprietà dell’Atalanta sembrava avere tutte le caratteristiche per diventare una delle sorprese del campionato: qualità tecnica, personalità e un percorso di crescita già avviato a Cesena. Eppure trova pochissimo spazio. Con Dionigi le occasioni in cabina di regia sono ridotte al minimo, con Rubinacci la situazione non cambia e con Bisoli il sipario cala definitivamente, fino all’esclusione dalla lista dei convocati. Un’occasione mancata, per lui e per la Reggiana.
VOTO 5
15 presenze | 278 minuti giocati
Francesco Pio Vallarelli — Tra i primi acquisti dell’estate, si mette in evidenza durante il precampionato ma poi fatica a ritagliarsi uno spazio significativo nel corso della stagione. Tutti e tre gli allenatori, però, continuano a considerarlo una risorsa affidabile per la panchina, concedendogli qualche spezzone di gara. Il tempo per dimostrare il proprio valore è ancora dalla sua parte.
VOTO 5,5
9 presenze | 124 minuti giocati
Sotto i 90 minuti / non giudicabili:
Leo Štulac — Punto interrogativo per tutta l’estate, preferisce restare a Reggio pur consapevole delle pochissime opportunità di giocare e infine a gennaio rescinde il contratto ripartendo dalla sua Slovenia.
Damiano Basili — Tra i protagonisti del precampionato, esce completamente di scena nelle prime gare ufficiali passando in prestito al Lecco nella seconda parte di stagione, ma un infortunio muscolare lo costringe a restare a lungo ai box.
Martín Suárez — Primo rinforzo del mercato invernale, come Reinhart due anni fa si è limitato a guardare i compagni dalla panchina trovando anche un po’ di spazio nella Primavera. Il regista uruguaiano potrebbe avere maggiori chance nella prossima stagione in Serie C.
Alessandro Pavanati — Mattatore con la Primavera del Verona in avvio di campionato, chiude senza presenze la sua brevissima parentesi a Reggio.
Roque Maisterra — Il biondo centrocampista italo-argentino è un altro dei pezzi pregiati della cantera granata, autore di 12 reti nel campionato Primavera 2.
Pietro Pinelli — Contropartita tecnica per la cessione di Motta alla Lazio, le sue convocazioni hanno comunque aiutato a portare ulteriori denari nelle casse del club.
ATTACCANTI
Cedric Gondo — Tra i protagonisti della straordinaria rimonta salvezza del 2025, inizia la stagione nel migliore dei modi segnando due reti all’Empoli tra Coppa Italia e campionato. È però soltanto un’illusione: da lì in avanti resta a secco fino al fortunoso gol contro la Juve Stabia a febbraio, senza più riuscire a ripetersi. Dopo i 6 gol del primo anno e i 7 della stagione successiva, il rendimento realizzativo cala sensibilmente. Non mancano mai l’impegno, il sacrificio e il lavoro per la squadra, spesso da primo difensore e attaccante chiamato a fare reparto da solo. Ma la generosità non basta. Pesano i tanti errori sotto porta e la sensazione che, più di ogni altra stagione, non sia mai stato messo nelle condizioni ideali per rendere al meglio.
VOTO 5
27 presenze | 1729 minuti giocati | 3 gol | 1 assist
Andrija Novakovich — Il secondo colpo dell’estate firmato da Fracchiolla dopo il prestito di Magnani. Chiude la sua esperienza in granata con numeri migliori rispetto alla deludente parentesi di Bari, ma lascia comunque diversi rimpianti. Attaccante più d’area rispetto a Gondo, fatica a trovare continuità negli schemi della Reggiana. Con Dionigi scivola presto indietro nelle gerarchie, ritrovando spazio e convinzione soltanto durante la breve gestione Rubinacci. Con Bisoli torna nuovamente indietro nelle gerarchie. Restano le ottime prestazioni di Avellino, impreziosita da una doppietta, e i gol pesanti di La Spezia e contro la Sampdoria, quest’ultimo decisamente beffardo visto l’epilogo. In mezzo tanti passaggi a vuoto, con la costante sensazione di essere un corpo estraneo all'organismo granata. Se avesse trovato la porta altre tre o quattro volte, forse oggi si parlerebbe di una stagione diversa, per lui e per la Regia…
VOTO 5
33 presenze | 1588 minuti giocati | 5 gol | 1 assist
Natan Girma — Forse il più grande rimpianto della stagione. Parte ai box per infortunio, nel pieno di numerose voci di mercato, e chiude il campionato quasi nell’anonimato. In mezzo ci sono alcuni lampi del suo talento, come nella trasferta di Cesena, alternati però a lunghe pause. Tante giocate di qualità, spesso però fini a sé stesse. Girma è questo: prendere o lasciare. Il giocatore tecnicamente più talentuoso della rosa non riesce a compiere quel definitivo salto di qualità che avrebbe potuto spalancargli altre prospettive e, allo stesso tempo, aiutare la Reggiana a conquistare la salvezza.
VOTO 5
25 presenze | 1543 minuti giocati | 3 gol | 2 assist
Elayis Tavsan — Reduce da una stagione senza particolari acuti a Cesena, resta in granata soltanto cinque mesi prima del trasferimento definitivo in Turchia. La qualità tecnica dell’olandese è evidente e i numeri non sono nemmeno disprezzabili, ma la sensazione è che non riesca mai a trovare una collocazione ideale all’interno della squadra. Alterna giocate di alto livello a prestazioni opache. I dati gli danno ragione, ma i rimpianti per la sua partenza restano limitati.
VOTO 5,5
19 presenze | 1073 minuti giocati | 3 gol | 2 assist
Mathis Lambourde — È il giocatore che compie il percorso di crescita più evidente nel corso della stagione. Da oggetto misterioso sotto Dionigi, pur con due belle reti da subentrato contro Catanzaro e Bari, scompare quasi completamente durante la parentesi Rubinacci. La svolta arriva con Bisoli, che riesce a valorizzarne velocità, entusiasmo e capacità di attaccare la profondità. Quando parte largo e punta l’uomo diventa spesso imprendibile, chiudendo l’annata con reti importanti contro Pescara e Palermo. All’inizio sembra giocare da solo, nel finale diventa invece un elemento capace di dialogare con i compagni e rendersi utile alla squadra. Il rammarico è non averlo scoperto prima.
VOTO 6
24 presenze | 857 minuti giocati | 4 gol | 1 assist
Kleis Bozhanaj — Arriva in prestito dal Modena per colmare il vuoto lasciato da Tavsan, dopo una prima parte di stagione poco brillante alla Carrarese, ma non riesce a rilanciarsi nemmeno in granata. Qualche buona giocata palla al piede e alcuni spunti interessanti non bastano a compensare una produzione offensiva praticamente nulla. Alla voce concretezza, il bilancio resta inevitabilmente insufficiente.
VOTO 5
12 presenze | 456 minuti giocati | 1 assist
Tommaso Fumagalli — Ultimo innesto del caotico mercato invernale, non riesce praticamente mai a incidere in maglia granata, anche se le responsabilità non sono tutte sue. Troppo spesso viene impiegato a partita compromessa o in ruoli poco adatti alle sue caratteristiche. Quando ha l’occasione cerca sempre la conclusione, ma le opportunità sono davvero poche. Più che per quanto mostrato in campo, verrà ricordato per il gesto di fair play contro il Südtirol, quando mette il pallone fuori con il portiere avversario a terra.
VOTO 5,5
10 presenze | 133 minuti giocati
Sotto i 90 minuti / non giudicabili:
Oumar Conté — Giovane di belle prospettive: quasi in doppia cifra con la Primavera, si è allenato spesso con la prima squadra.
Edoardo Cavaliere — Bomber principe della Primavera di Costa con 18 reti, salvo imprevisti avrà un futuro da professionista. E si spera che possa dire la sua anche in maglia granata.
dati: transfermarkt.it


