Il pagellone di fine stagione: promossi, bocciati e rimpianti della Reggiana retrocessa
Da Portanova a Reinhart, passando per le delusioni del mercato invernale e gli infortuni che hanno condizionato l’annata: i giudizi di tutti i protagonisti della stagione negativa che ha visto scivolare la squadra granata dalla Serie B alla Serie C
La retrocessione non ha mai un solo colpevole. Quella della Reggiana 2025/26 nasce da una lunga serie di errori, occasioni mancate, infortuni e scelte che, settimana dopo settimana, hanno trascinato i granata verso la Serie C. In mezzo alle difficoltà non sono mancate le note positive, a partire dalla leadership di Portanova e dalla crescita di alcuni giovani, ma nel complesso il rendimento della rosa non è bastato per conquistare una salvezza che a lungo era sembrata alla portata. A un mese dalla conclusione del campionato, è tempo di tracciare un bilancio: ecco le pagelle finali di tutti i protagonisti della stagione granata. Il voto assegnato a ciascun giocatore non rappresenta la media delle pagelle delle singole partite, bensì un giudizio complessivo sull’intera stagione, che tiene conto di aspettative, rendimento, continuità e incidenza nel percorso della squadra nelle 39 gare ufficiali disputate tra agosto 2025 e maggio 2026.
PORTIERI
Edoardo Motta — Le aspettative. Il talento. Le pressioni. La giovane età. Aggiungete un percorso tecnico che, dopo l’importante crescita mostrata con Marco Bizzarri, quest’anno sembra essersi improvvisamente arrestato, non più capace di sgrezzare un diamante che aveva (ha) tutto per esplodere nel calcio che conta. E come risultato finale otterrete un portiere che fa quello che può, con alcune grandi prestazioni (Juve Stabia su tutte) alternate a prevedibili passaggi a vuoto (Cesena), a causa di tutte le ragioni elencate in precedenza. Alla fine, probabilmente, la separazione di gennaio era la soluzione più naturale per tutti. Un po’ meno comprensibile, invece, il mancato esercizio dell’opzione per il rinnovo del contratto prima della cessione alla Lazio, che ha costretto la Reggiana ad accontentarsi di una contropartita minima nel mercato invernale. Perché alla fine si sa, il brutto anatroccolo diventa sempre uno splendido cigno. In bocca al lupo, Edo.
VOTO 5,5
21 presenze | 1890 minuti giocati | 31 gol subiti
Alessandro Micai — Lo diciamo? Forse ci aspettavamo tutti qualcosa in più. Probabilmente qualche errore è stato causato dalla lunga “latitanza” dalle partite ufficiali, ma dal punto di vista della personalità non ha fatto mancare proprio nulla, anzi, all’interno dello spogliatoio la sua esperienza è stata necessaria, nonostante l’obiettivo non raggiunto della salvezza. Negli occhi restano ancora i tre punti contro il “suo” Mantova, grazie a quel pizzico di mestiere che aiuta la squadra a ottenere il giusto annullamento di una rete irregolare, ma anche le parate nel finale di stagione con Spezia e Palermo. Purtroppo anche qualche svarione in uscita, come a Empoli, costato due punti preziosi. Sarebbe importante ripartire da lui per tentare la risalita in Serie B.
VOTO 6
15 presenze | 1350 minuti giocati | 22 gol subiti
Andrea Seculin — Portiere titolare ad interim nel periodo “cuscinetto” tra l’uscita di Motta e l’arrivo di Micai. Gioca appena tre partite, provando a mettere una pezza con esperienza e senso della posizione laddove la reattività non è più quella dei giorni migliori. Fa quello che può in un momento complicato della stagione granata, senza particolari colpe, ma anche senza riuscire a spostare davvero gli equilibri.
VOTO 5,5
3 presenze | 270 minuti giocati | 4 gol subiti
Sotto i 90 minuti / non giudicabili:
Gianluca Saro — In prestito dalla Cremonese per dare eventualmente il cambio a Motta, quando l’occasione si concretizza resta in panchina. A gennaio cambia aria passando al Cittadella dove trova i galloni da titolare.
Matteo Cardinali — Da riserva a Cittadella a riserva anche a Reggio: resta sempre ai margini e non trova mai l'occasione di debuttare in gare ufficiali.
Joey Zwaan — Rinforzo di prospettiva pescato in Olanda, si allena con la prima squadra e fa già parte del giro della nazionale di Aruba.
Matteo Enza — Poche apparizioni nella Primavera, è il terzo portiere della prima squadra nella prima metà di campionato.
DIFENSORI
Andrea Papetti — Dopo quello di Manolo Portanova, il motore dell’ex difensore del Brescia è quello con più chilometraggio dell’intero organico. Ad inizio stagione, a causa dei forfait di Rozzio e Magnani viene schierato al centro della retroguardia, poi stabilmente come braccetto di destra. Toglie spesso le castagne dal fuoco. È vero, non è sempre pulitissimo, ma la sensazione che in campo metta tutto quello che ha è costante, anche nelle sconfitte più cocenti. Il finale di stagione lo guarda dalla panchina, complice uno stato di forma non eccellente e anche un mister Bisoli che preferisce i “giganti” Vicari e Lusuardi al centro di una difesa a quattro.
VOTO 6
35 presenze | 3022 minuti giocati
Lorenzo Libutti — Nella prima parte di stagione va “a regime” nella retroguardia a tre con Papetti e Bonetti, che se declamata tutta sembra una filastrocca buffa, ma è forse la linea difensiva che – senza i senatori – ha retto maggiormente l’urto con la categoria. Successivamente torna a occupare la fascia destra, prima da quinto poi da terzino della difesa a quattro e lo fa con alterne fortune. Difficilmente solca la metà campo offensiva e più di una volta va in difficoltà quando deve affrontare tra i più forti esterni della cadetteria. È stato e rimarrà sempre un baluardo di affidabilità, specialmente fisica, quando le altre pedine granata cadono infortunate. Da confermare per la cifra umana che porta all’interno dello spogliatoio e perché, in Serie C, potrà certamente dire la sua con maggiore continuità.
VOTO 5,5
32 presenze | 2372 minuti giocati
Simone Bonetti — Il ragazzo di Campagnola Emilia ne ha fatta di strada. Un campionato di Serie B giocato da titolare nonostante la giovane età (classe 2004) e l’etichetta di esordiente, dopo che appena un anno fa si destreggiava ancora tra i dilettanti. Simone ha 21 anni (quasi 22) solo sulla carta d’identità, ma si allena e gioca con la professionalità e la personalità di un calciatore con dieci anni di più. C’è ancora molto da limare nel suo modo di difendere, ma fisico, mentalità e attitudine sono tutti dalla sua parte. Complici i tanti forfait in difesa, Dionigi gli concede fiducia fin dall’inizio del campionato, venendo ampiamente ripagato, rinnovo compreso. Gioca con continuità anche con Rubinacci e Bisoli: qualcosa vorrà pur dire.
VOTO 6
26 presenze | 1848 minuti giocati | 1 assist
Andrea Bozzolan — L’istantanea della sua stagione resterà il tiro al volo con cui trafigge il Modena nel derby d’andata. Gioca con continuità da quinto mancino di centrocampo, probabilmente il profilo più adatto a interpretare entrambe le fasi: dietro regge bene l’urto, davanti sa spingere e sgasare quando serve, pur avendo ancora margini di miglioramento importanti. Purtroppo la sua stagione si interrompe a fine febbraio contro l’Avellino, quando in maniera piuttosto goffa si frattura il quinto metatarso del piede. Rientra soltanto nell’ultima gara con la Sampdoria, a salvezza già compromessa. Ragazzo per bene, professionista esemplare, con un piede sinistro di rara educazione anche sui calci piazzati. Inoltre ha ancora ampi margini di crescita e, proprio perché classe 2004, finirà inevitabilmente nel mirino di parecchie squadre di Serie B. Transfermarkt lo valuta quasi tre milioni di euro: trattenerlo sarà complicato.
VOTO 6
27 presenze | 1727 minuti giocati | 2 gol | 2 assist
Danilo Quaranta — Arrivato per sostituire Meroni come braccetto mancino della difesa a tre, in quel ruolo fatica enormemente, lasciando spesso più di una perplessità. Lento e macchinoso nei movimenti, trasmette raramente quella sensazione di sicurezza che ci si aspetterebbe da un giocatore con oltre cento presenze in Serie B. Le prestazioni negative si accumulano e, col passare delle settimane, i tre allenatori finiscono spesso per preferirgli il più giovane ma disciplinato Bonetti. Un po’ meglio, invece, nelle rare occasioni in cui viene schierato al centro della difesa a tre, ruolo nel quale riesce almeno a sfruttare struttura fisica e gioco aereo. Ha ancora un anno di contratto, ma la sensazione è che la Reggiana dovrà ripartire da profili maggiormente affidabili.
VOTO 4,5
14 presenze | 1101 minuti giocati | 1 assist
Paolo Rozzio — Solo 13 partite giocate, di cui una decina tra la fine del girone di andata e l’inizio del ritorno, sempre a causa dei troppi infortuni che da sempre affliggono il difensore: prima un problema muscolare in ritiro, poi l’infortunio al polpaccio e infine ancora la caviglia con l’operazione definitiva al tendine d’Achille. Il capitano, come sempre, ci mette l’anima per la causa ma per carburare ha bisogno di diverse partite, vedi il secondo esordio stagionale nella pessima prestazione di Pescara, dove invero affonda con tutta la squadra. Paga purtroppo anche l’ostinata idea di mister Dionigi di non farlo giocare insieme a Magnani nella prima parte di stagione, anche se i rispettivi problemi fisici avrebbero probabilmente limitato comunque le occasioni per vedere con continuità la coppia al centro della difesa. Assieme a Bonetti, è l’unico calciatore granata il cui contratto viene rinnovato (e annunciato) a stagione in corso. In queste pagelle si valutano le prestazioni, è vero, risuonano tuttavia nella testa di molti tifosi alcune dichiarazioni del capitano (“se Magnani fosse rimasto a Reggio, mi sarei guardato intorno”) che, pur nella loro sincerità, hanno inevitabilmente lasciato più di qualche perplessità in una piazza che, dopo dieci anni di militanza, identifica Rozzio con certi valori.
VOTO 5
13 presenze | 972 minuti giocati
Mateus Lusuardi — Il gigante brasiliano con i nonni di Novellara avrebbe fatto decisamente comodo fin dall’inizio, soprattutto considerando i problemi fisici che hanno tormentato per mesi Rozzio e Magnani. Invece, dopo il traumatico impatto con la Serie A in maglia Pisa e il successivo infortunio, il difensore arriva a fine mercato in prestito, completamente da “ricondizionare” ed entra realmente in condizione soltanto nelle ultime otto partite della stagione. Prima centrale, poi braccetto mancino della difesa a tre - anche in piena emergenza, come a La Spezia - e infine in coppia con Vicari, assetto nel quale mostra le cose migliori. Roccioso come pochi, evidenzia però ancora un limite tipico di molti difensori moderni: quando viene attaccato tende ad abbassarsi troppo invece di accorciare sull’uomo. Da uno con le sue caratteristiche forse ci si aspettava qualcosa in più, anche se il poco tempo a disposizione ne attenua inevitabilmente il giudizio, oltre a un'ernia inguinale che ne limita le capacità (lo si scoprirà solamente a campionato finito). La prossima stagione, fin dal ritiro estivo, potrà giocarsi con maggiore continuità le proprie carte nel Pisa appena retrocesso in Serie B.
VOTO 5,5
11 presenze | 861 minuti giocati | 1 gol
Giangiacomo Magnani — Il colpo del mercato estivo granata. Senza ombra di dubbio. Complice la delicata situazione di salute della moglie, il colosso difensivo nativo di Fabbrico sposa la causa granata muovendosi in prestito dal Palermo. Ci mette un mesetto a ritrovare la condizione e quando gioca, spesso dando l’idea di farlo “con la sigaretta in bocca”, è un piacere per gli occhi. Undici partite da manuale, condite invero anche da qualche macchia (ad Avellino e in casa col Padova). Poi, con l’avvicinarsi del mercato invernale, iniziano le voci. Rimane, non rimane. “Ha già parlato con la squadra, non si muove da Reggio”. Mentre dalla Sicilia, invece, si fanno sempre più insistenti le sirene che lo vogliono di ritorno in rosanero. Come del resto sarà. Solidarietà e massima vicinanza all’uomo e alla sua situazione personale. Decisamente meno chiara, per usare un eufemismo, la gestione del suo prestito in granata, rimasta per settimane in balia di voci e messaggi contrastanti. Peccato.
VOTO 6
11 presenze | 843 minuti giocati
Alessandro Tripaldelli — Prima Marras, poi Bozzolan, ma all’occorrenza anche Libutti e Bonetti. La concorrenza sulla fascia sinistra, sia da quinto che da terzino, è sempre stata altissima. L’ex cursore di fascia del Bari ha accettato il ruolo di gregario facendosi quasi sempre trovare pronto senza fiatare. Purtroppo per lui, però, la continuità non è mai arrivata, né nell’utilizzo né nelle prestazioni, tanto che a pesare maggiormente restano gli errori decisivi negli scontri diretti con Bari, Pescara e Padova nel finale di stagione. Decisamente più adatto ad attaccare che a difendere, chiude tuttavia il campionato con uno “zero” alla voce assist. Ha ancora un anno di contratto: in Serie C potrebbe anche dire la sua, sebbene la concorrenza sulla corsia mancina si preannuncia particolarmente agguerrita, tra la possibile conferma di Bozzolan e i rientri dai prestiti di Cavallini e Urso.
VOTO 5
15 presenze | 631 minuti giocati
Francesco Vicari — Vale in parte il discorso fatto per Lusuardi: arriva in prestito praticamente a mercato finito per sostituire Magnani e, come il brasiliano, deve essere completamente rimesso a regime dopo essere stato estromesso dal progetto tecnico del Bari. Due mesi dopo il suo arrivo, il 22 marzo, debutta in granata nella disastrosa trasferta di Chiavari. È però con Pierpaolo Bisoli che l’ex capitano della Spal trova continuità e fiducia, schierato al centro della difesa a quattro insieme al centrale carioca. Nulla di memorabile, ma sei partite nelle quali fa valere tutta l’esperienza di chi vanta oltre 230 presenze in Serie B e quasi un centinaio in Serie A. Si toglie anche lo sfizio di segnare il gol che riapre, invano, il derby del primo maggio.
VOTO 6
7 presenze | 461 minuti giocati | 1 gol
Mario Sampirisi — Infortunatosi al legamento crociato nella primavera 2025, ritrova il campo più tardi del previsto solamente a dicembre: da lì in poi, alcune sporadiche apparizioni prima di arrendersi per altre due volte a guai fisici, l’ultima a inizio marzo quando termina la sua stagione. Il ds Fracchiolla puntava forte sul suo recupero, ma dal punto di vista fisico già durante il mercato di gennaio si era capito che sarebbe stato opportuno tutelarsi maggiormente sulla fascia…
VOTO 5,5
6 presenze | 97 minuti giocati
Sotto i 90 minuti / non giudicabili:
Yeferson Paz — Arrivato al fotofinish del mercato invernale per sostituire Marras e risolvere i problemi cronici sulla corsia destra, la sua avventura in granata dura poco più di un tempo al “Ceravolo” prima di arrendersi al crack del ginocchio.
Andrea Meroni — Precampionato da infortunato, al termine del mercato estivo passa al Bari ma chiude la stagione tra le fila del Mantova, scongiurando così la retrocessione.
Tomas Lepri — Prelevato a dicembre dal Rimini, estromesso dal campionato di Lega Pro, si allena per un paio di mesi in via Agosti poi chiude la stagione da titolare tra le fila della Sambenedettese, dove si infortuna a una spalla dovendo ricorrere all'intervento chirurgico.
Lucas Marcon Pasquoto — Centrale brasiliano di belle speranze alla prima esperienza in Italia, da gennaio in poi si è messo in mostra con la Primavera di Costa.
Il pagellone prosegue nella prossima pagina…


