foto Silvia Casali
foto Silvia Casali

Il primo test stagionale della Reggiana è stato accompagnato anche dal clima di contestazione che aveva già caratterizzato il finale della scorsa annata. Prima del fischio d’inizio dell’amichevole contro il Castelnovo Capitale a Toano, le Teste Quadre hanno esposto uno striscione con scritto “Fico e Salerno, Serie C in eterno”, indirizzato al vicepresidente e al presidente granata. Un messaggio che Giuseppe Fico ha accolto con sorpresa, ribadendo però la volontà di concentrarsi sul futuro del club.


Fico, si aspettava uno striscione del genere?
«Sinceramente no, non me lo aspettavo. E soprattutto non capisco il motivo, perché io non centro nulla con le dimissioni di Doriano Tosi e Ivano Vacondio. Non ho avuto nessun ruolo in quella vicenda. Quello che conta sono i fatti: in sette anni abbiamo fatto quattro campionati di Serie B e tre di Serie C. Leggere “Fico e Salerno, Serie C in eterno” per me è un controsenso».

Questa netta presa di posizione però nasce da una stagione conclusa con la retrocessione e da alcune scelte societarie.
«Che ci siano state delle difficoltà e degli errori lo abbiamo sempre detto. Si può sbagliare, abbiamo sbagliato noi come società e non ci siamo mai tirati indietro nel riconoscerlo. Dire che siamo incompetenti può anche essere una critica, fa parte del calcio. Ma questo accanimento non lo capisco, non ha senso. Io vado avanti per le persone che ci danno lo stimolo per farlo».

Con la tifoseria aveva mai avuto problemi prima d’ora?
«No, mai. Io ho sempre avuto un rapporto sereno con i tifosi. Ho la coscienza pulita e cammino a testa alta senza problemi. Se qualcuno pensa di intimorirmi con uno striscione, ha sbagliato persona».

In questo momento si parla ancora della possibilità di una cessione della Reggiana. Il club è realmente in vendita?
«Per quanto mi riguarda sì. Però questa è una domanda da fare a Romano Amadei. Lui ha sempre detto che una persona con buone intenzioni viene accolta e ascoltata, mentre se arriva qualcuno che rappresenta qualcos’altro il discorso cambia. La proprietà vuole parlare a quattr’occhi con chi eventualmente vuole comprare».

Negli ultimi anni però non si è mai concretizzata una trattativa.
«Le trattative le segue Romano Amadei, quindi non so dire se chi si è presentato fosse affidabile o meno. Come ho sempre detto, a me farebbe piacere che lui vendesse: ha una certa età ed è giusto che possa fare questa scelta per il bene di tutti. Gli voglio bene, ma è un “testone”…».

Quindi la situazione di questi giorni aumenta il suo desiderio di un passaggio di proprietà?
«Sì, perché situazioni come questa mi danno ancora più stimolo nel dirgli di valutare la vendita. La Reggiana ha bisogno di tranquillità e di entusiasmo».

Nel frattempo la società va avanti?
«Assolutamente sì. E una cosa che mi fa arrabbiare è che sembra quasi che stiamo riducendo le forze economiche in campo. Non è così. Anche quest’anno ci sarà un esborso importante, non ci sarà nessuno smantellamento. La squadra verrà costruita per fare il meglio possibile».

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