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Cozzolino, una spinta in più sulla fascia: «Mi piace correre ed attaccare»

Dopo un mese in naftalina, il terzino classe '98 ha debuttato contro il Lentigione: «A Reggio come a Messina si respira aria di calcio vero»

Gian Marco Regnani
23.10.2018 18:30

Gennaro Cozzolino ha trascorso una stagione positiva in prestito al Messina in Serie D (32 presenze, 1 gol) prima di tornare in forza all’Avellino la scorsa estate, ma la mancata iscrizione del club irpino gli ha spalancato le porte della Reggio Audace. Dopo appena 60 minuti in Coppa Italia contro la Sammaurese, il terzino di Torre del Greco domenica ha debuttato in campionato vestendo la maglia granata per la prima volta al “Città del Tricolore”.

«Sono felice di avere finalmente esordito - commenta il laterale classe ‘98 il giorno della ripresa degli allenamenti - Più che la mia prestazione, sono soddisfatto per la vittoria importante strappata contro il Lentigione».

Speravi che l’esordio potesse arrivare qualche settimana prima?
«Sì, però bisogna farsi trovare sempre pronti. Faccio parte di un gruppo competitivo di ragazzi uniti e questa è la cosa più importante».

Come sei riuscito a convincere mister Antonioli?
«In ogni allenamento io dò sempre il massimo. Già da un paio di settimane il mister voleva farmi giocare però la regola degli ‘under’ ha complicato le cose».

Quali sono le tue caratteristiche principali?
«Sono un terzino destro che preferisce attaccare rispetto a difendere. Con il 3-4-3 o il 4-4-2 mi trovo molto bene dovendo svolgere minori compiti in fase di copertura, avendo quindi più spazio per spingere sulla fascia».

C’è qualche campione al quale ti ispiri?
«Mi ispiro a Cristiano Ronaldo per il modo in cui si applica negli allenamenti e il sacrificio che mette in partita. Cerco di prendere spunto anche da Cancelo visto che ha più o meno il mio stesso ruolo oltre ad avere caratteristiche offensive simili alle mie. Tengo a precisare però che non sono juventino ma tifo Napoli».

Hai mai avuto modo di vestire la maglia azzurra dei partenopei?
«Da bambino a 9 anni mi chiesero di fare uno stage di una settimana ma non riuscii a parteciparvi per via di alcuni impegni scolastici. Qualche anno dopo ho avuto modo di trascorrere un giorno in prova ma per una serie di motivi quella strada non ha portato agli sbocchi sperati».

Sei reduce da una stagione importante a Messina, dovresti essere abituato alla pressione...
«Qui si vive di calcio come al sud, non ho avuto problemi ad ambientarmi».

Ti aspettavi tutta questa concorrenza nel tuo ruolo?
«Sono in una piazza importante con tanti anni di storia alle spalle. Sapevo che non sarebbe stato facile trovare posto in squadra ma in estate appena si è presentata la possibilità di venire a Reggio non ho esitato».

C’è un giocatore in particolare che fa da mentore a voi giovani nello spogliatoio?
«Spanò e Rozzio oltre che grandi calciatori sono persone stupende che sanno dare consigli utili. Anche Staiti e Boldrini danno una mano a noi giovani, ma devo dire che non si avvertono distinzioni tra ‘grandi’ e ‘piccoli’, diamo tutti il massimo».

Pensi che la distanza dal Modena sia ancora recuperabile?
«Tutto è ancora recuperabile, però dobbiamo guardare in casa nostra e vincere tutte le partite, poi tireremo le somme».

Ti sei già ambientato in città?
«Reggio è una città tranquilla e bella, mi trovo molto bene. Non ho avuto modo di conoscere a fondo i piatti tipici reggiani, l’erbazzone però mi è piaciuto».

Qual è il rapporto con la tua famiglia lontano da casa?
«Ho capito che per arrivare nel calcio c’è bisogno più della testa che delle gambe, per questo ringrazio la mia fidanzata Teresa e la mia famiglia che sono sempre al mio fianco e mi supportano tutti i giorni nonostante i 700 km che ci separano».

Oltre al calcio, coltivi altre passioni nel tuo tempo libero?
«Tra gli altri sport seguo con interesse la pallavolo. Di recente mi sono iscritto al corso di laurea in Scienze Motorie: voglio restare a contatto con quello che già faccio ed è comunque una strada parallela che preferisco tenere aperta».

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