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Ponsat: «Adesso conta fare punti, il bel gioco può aspettare...»

«Esordire al "Città del Tricolore" sarà emozionante ma difficile, la Pergolettese è costruita per puntare in alto come noi»

Gian Marco Regnani
03.10.2018 15:30

Ponsat in azione a Russi contro il Classe

Giuseppe Ponsat ha esordito con il botto in maglia granata, segnando la rete del momentaneo vantaggio contro la Sammaurese in Coppa Italia lo scorso 9 settembre, ma in campionato finora ha raccolto solo 105 minuti in tre apparizioni. Domenica al “Città del Tricolore” arriva l’ostica Pergolettese e forse per l’ex Correggese ci sarà una nuova opportunità dal primo minuto.

C’è tensione per il debutto stagionale nel vostro stadio?
«Io personalmente avevo già giocato al “Città del Tricolore” con la maglia del Forlì (vittoria per 1-0 dei romagnoli il 30 aprile 2017, ndr) ma un po’ di tensione si avverte lo stesso. Siamo carichi e concentrati per fare risultato, se poi giocheremo anche bene sarà tutto di guadagnato».

Perché avete fatto così tanta fatica con il Classe, al di là del risultato finale?
«Siamo scesi in campo con la mentalità di voler vincere a tutti i costi. Giocare bene o male importava poco, i tre punti erano fondamentali. L’organizzazione e il bel gioco arriveranno piano piano...».

Al termine della partita sei rimasto in campo con il cronometro in mano: come mai?
«Visto che avevo giocato poco e ci attendevano due giorni di riposo, ho preferito fare un po’ di lavoro fisico a fine partita per non restare fermo troppo a lungo».

Ora sei pronto al 100%?
«La stagione per me è iniziata il 9 luglio a Monza, quindi sono in una condizione di forma migliore rispetto agli altri compagni».

Aspetti solo che il mister decida di farti giocare…
«Siamo tanti in attacco e la regola degli under è un handicap ma va rispettata. Ognuno deve aspettare il proprio turno».

Pensi di trovarti bene in coppia con Zamparo?
«Giocare in un attacco a due è la mia soluzione preferita, ma a Correggio avevo fatto bene anche da esterno nel 4-3-3. Ad ogni modo non ho problemi ad adattarmi dove lo chiede il mister».

Come si fa a vincere la Serie D?
«A mio avviso la differenza in campo può farla la difesa: dobbiamo migliorare nel cercare di non prendere gol; trovando maggiore solidità dietro sono sicuro che arriveranno anche i gol degli attaccanti. Dobbiamo inoltre essere umili ed accettare qualsiasi tipo di prestazione arriverà, anche quel tipo di gare dove saremo costretti a lottare nella nostra metà campo per 45 minuti».

L'unità del gruppo può fare la differenza?
«Bisogna innanzitutto far capire ai giovani che ogni partita è importante e non va presa sottogamba. Deve nascere un gruppo dove non ci siano divari e frizioni tra i giovani e i meno giovani, ma non è il nostro caso visto che gli over nella Reggiana non hanno poi così tanti anni in più rispetto agli altri».

Fra quattro giorni arriva la Pergolettese, poi ci sarà la trasferta di Fiorenzuola…
«Assieme a Crema e Modena credo che queste due squadre siano le favorite per la vittoria del campionato. Ora inizia un ciclo di partite difficili dove finalmente ci possiamo confrontare con realtà importanti: questi sono i primi veri esami, il debutto a Crema non va preso in considerazione perché era la prima giornata. Alla fine parlerà il campo quindi è inutile fare delle previsioni adesso...»

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