C’è un filo sottile che lega Reggio Emilia al Madagascar, fatto di solidarietà, sport e passione. Una storia che parte dai magazzini di via Agosti e arriva fino ad Ambalamarina, piccolo centro a circa 100 km da Ambositra. Alcuni completini granata della Reggiana, rimasti inutilizzati dopo il fallimento del 2018 e diventati inutilizzabili dopo il cambio di sponsor tecnico del club granata, sono stati recuperati dal CSI una volta ottenuta la gestione degli spazi da parte della curatrice fallimentare e sono stati donati a un sacerdote malgascio, Don Jeannot. Quelle maglie, spedite nel 2025, sono diventate molto più di un semplice equipaggiamento sportivo.

A indossarle sono stati i bambini della Scuola CattolicaSan Giuseppe” di Ambalamarina, guidata dal vice parroco Don Mirado Martial. Per questi ragazzi, tra i 9 e i 12 anni, si è trattato della prima esperienza in assoluto fuori dal proprio villaggio. E non una qualunque: la partecipazione al torneo interscolastico diocesano organizzato dalla DIDEC (Direzione Diocesana della Scuola Cattolica), andato in scena ad Ambositra dal 20 al 25 aprile 2026, con circa 300 scuole coinvolte. Contro ogni pronostico, alla prima partecipazione, la squadra ha compiuto un percorso straordinario fino a conquistare la vittoria finale nel torneo di calcio. Un successo storico, che ha acceso l’entusiasmo di un’intera comunità di circa 4000 abitanti. Nella lettera di ringraziamento firmata da Don Jeannot – sacerdote malgascio della parrocchia di Gavasseto, che ogni anno torna in Madagascar – emerge tutta la gratitudine verso il CSI di Reggio Emilia e verso chi ha reso possibile questa donazione, in particolare ad Angelo Campani e a tutti i responsabili coinvolti. Quelle maglie granata, destinate a restare inutilizzate, si sono trasformate in un simbolo di riscatto e motivazione. E, a migliaia di chilometri di distanza, hanno contribuito a scrivere una piccola, grande favola sportiva.

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