foto Silvia Casali
foto Silvia Casali

Dopo il ko nel derby contro il Modena, Pierpaolo Bisoli si presenta in sala stampa con lucidità e amarezza. Il risultato pesa, ma il tecnico difende la prestazione e rilancia, aggrappandosi a una possibilità residua di rimanere in Serie B.


Mister, nel primo tempo ci si aspettava una Reggiana più aggressiva…
«Non sono d’accordo. La partita è stata in bilico: loro hanno fatto un tiro e hanno segnato, noi prima avevamo preso un palo con Portanova e creato due situazioni con i cross di Lambourde senza riuscire a chiudere. Era una gara sporca e brutta, poi abbiamo commesso l’ennesimo errore sul gol, alle spalle dell’ultimo uomo nella fase difensiva. Però la squadra ha dimostrato dignità: abbiamo sbagliato quattro gol praticamente da due passi. Se Novakovich fa il 2-2, mancavano ancora dieci minuti…».

C’è tanta delusione per un derby perso…
«Quando perdi un derby è sempre brutto. Possiamo solo dire alla gente che abbiamo messo il cuore fino alla fine, anche oltre le nostre possibilità. Abbiamo fatto errori forse per eccesso di generosità: non puoi prendere gol con una palla persa a 70 metri senza fermare l’azione. Dispiace, ma sul piano dell’impegno non posso rimproverare nulla. Avevo detto che ci saremmo giocati i playout fino in fondo: c’è un 5% di possibilità e ce lo giocheremo mettendoci la faccia».

Cosa ha detto ai tifosi a fine partita?
«Ho detto che più di questo non potevamo fare. Abbiamo dato tutto e creato 7-8 occasioni tra rimpalli e tiri sbagliati senza segnare. Le stagioni nate male poi si portano dietro queste difficoltà. Quando sono arrivato, con sei partite da giocare, nessuno pensava potessimo giocarci i playout. Non abbiamo fatto miracoli, ma quattro punti in una situazione così difficile non sono banali. Mi prendo le responsabilità, soprattutto per la partita col Pescara, però la squadra ha ritrovato dignità di rappresentare una città intera e oggi lo ha dimostrato».

Avete sbagliato tanti gol anche oggi: è un limite strutturale?
«Quando giochi sempre con l’acqua alla gola perdi lucidità. Ho affrontato sei partite in cui era sempre “la partita della vita” e i giocatori non sono robot. Anche oggi abbiamo sbagliato tre occasioni clamorose. Però vuol dire che abbiamo creato, che abbiamo un’anima. Non siamo stati passivi come col Pescara. Se non fai gol, fai fatica a vincere, ma la squadra c’è. Avevamo preso rigore dopo quasi 30 secondi, vuol dire che la tensione è molto palpabile, ma piano piano ci siamo sbloccati giocando la nostra partita».

Perché Belardinelli e non Reinhart a centrocampo?
«Per tenere un certo ritmo. Come col Palermo, servivano giocatori di gamba e mezzali di inserimento: Reinhart ho dovuto toglierlo nel secondo tempo con i rosanero. Se non copri il campo fai fatica. Belardinelli ha fatto quello che gli avevo chiesto. Il problema è stato altrove: abbiamo concesso troppi cross da sinistra e perso i duelli. Non cerchiamo colpevoli nei singoli: guardiamo la squadra. Loro due tiri, due gol; noi otto occasioni, un gol e parate decisive del loro portiere. È un’annata storta».

Sulla fascia sinistra avete sofferto molto: anche per la posizione di Girma?
«Sì, quando ti accentri sempre e perdi posizione, fai fatica a coprire. Infatti da quella parte ci hanno creato problemi. Ho cambiato sistema di gioco, mettendoci in linea per chiuderli, e poi ho tolto Bonetti che non aveva il passo inserendo Tripaldelli per avere più copertura su Zampano. Ma non voglio cercare colpevoli: i ragazzi hanno dato l'anima per essere dignitosa».

L’espulsione ha cambiato qualcosa nella gara?
«Sì, sono episodi. Loro hanno fatto davvero due tiri e due gol. Noi abbiamo creato tantissimo. Una squadra che perde 2-0 un derby e continua a creare dimostra di avere un’anima. Non posso essere soddisfatto del risultato, ma credo di aver ridato dignità alla squadra. Gli episodi da quando sono arrivato ci girano male: è un’annata così…».

Quanto è difficile credere ancora ai playout?
«È difficile, ma c’è una piccola fiammella. Se ci spera lo Spezia, possiamo farlo anche noi. Oggi il Monza si è giocato la Serie A, quindi nel calcio può succedere di tutto. Noi faremo la nostra partita contro la Sampdoria. Poi tireremo le somme, ma senza caccia ai colpevoli: serve capire cosa non rifare. Da quando sono arrivato credo di avere ridato dignità alla squadra. Cinque partite e quattro punti? Non è un granché, qualche problema c'è stato».

Qual è il rammarico più grande?
«Che con due pareggi, con Padova e Pescara, oggi parleremmo di altro. Forse ho cercato di accelerare troppo i tempi, puntando subito alla vittoria invece di essere più pragmatici e portare a casa degli 0-0. Ma il tempo era poco e la situazione difficile. Ho cercato di dare dignità alla squadra e di arrivare a giocarci qualcosa all’ultima giornata».

Cosa vi siete detti negli spogliatoi e con la società?
«Ho detto ai ragazzi che c’è ancora una piccola possibilità. Domani stacchiamo, poi da domenica prepariamo la gara con la Sampdoria. Nel calcio tutto è possibile: lo Spezia si gioca tanto col Pescara, il Catanzaro col Bari speriamo non perda due partite di fila. Noi dobbiamo vincere e poi vedere cosa succede».

Granata Live Car di Modena-Reggiana 2-1

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